domenica 17 febbraio 2013
TERRA TERRA
03.07.2002
-
| di FRANCO CARLINI
,
Il campione dei balenieri inglesi
Come mai sono scomparse mondo le balene della Groenlandia? Sono quelle che gli inglesi chiamano bowhead, a testa arcuata, e che scientificamente prendono il nome di "Balaena mysticetus". Ce n'erano 900 mila nell'Artico, alla fine del `700, ma nel 1830 non se ne trovava più una. Ora, quasi duecento anni dopo quella scomparsa, ne sono state contate 450 a occidente della Groenlandia e nessuna a est. Due specialisti, Robert C. Allen dell'università canadese della British Columbia e Ian Keay della McGill University, hanno cercato la spiegazione. Non sono biologi ma economisti e proprio dal punto di vista dei modelli economici il loro saggio risulta interessante. Se ne ricava i fatti una netta smentita delle teorie ingenue del mercato, secondo le quali, anche in presenza di risorse scarse, gli attori economici sono in grado di regolarsi. Capitò invece esattamente il contrario, ma attraverso quali meccanismo? La vicenda, ricca di insegnamenti anche per l'oggi, gira soprattutto attorno alla guerra di pesca tra Olanda e Inghilterra, alla fine del 1700. I mari nei pressi dalla Groenlandia erano stati fino ad allora, dominio incontrastato degli olandesi, ma arrivarono allora le flotte britanniche. La figura leggendaria, ancor oggi celebrata dai suoi compatrioti con apposite pagine web, è quella del capitano scozzese William Scoresby, della città di Whitby (www.whitby-uk.com/scoresby). Era il più ardito e il più bravo di tutti i balenieri, un vero innovatore. Il suo trucco, che solo più tardi i concorrenti imitarono, consisteva nel partire molto presto e nell'intrufolarsi tra i ghiacci quando appena si stavano aprendo; in tal modo certo correva più rischi e talora rimaneva intrappolato, ma in compenso riusciva a arrivare vicino alle balene quando anch'esse avevano poco mare in cui muoversi. Fred Pierce, sulla rivista New Scientist, ha ricordato il famoso rientro in porto di Scoresby, al comando della nave Henrietta, nell'autunno del 1792: recava a bordo 18 prede, un record assoluto per una battuta di caccia. E per tutti gli anni successivi il comandante continuò a superare se stesso: 80 balene in 5 anni con la stessa nave, 94 prede in cinque anni con la Dundee, e 103 in soli quattro anni guidando la baleniera John. In definitiva in 30 uscite stagionali verso la Groenlandia, il capitano uccise 533 balene. Scoresby era un campione, ma l'insieme della flotta baleniera inglese non era dammeno, tanto che soppiantò completamente gli olandesi. Secondo i due studiosi questa storia contraddice altre teorie che attribuiscono la scomparsa delle balene alla tecnologia, ma motori a vapore e arpioni a cannone sarebbero arrivati ben dopo. Per fare scomparire le balene della Groenlandia bastò molto di meno: un insieme di incentivi statali e una maggiore efficienza della pesca. Gli incentivi dei governi alle flotte pescherecce li davano sia gli olandesi che gli inglesi; in entrambi i casi lo scopo era indiretto: si trattava di assicurarsi una numerosa popolazione di marinai esperti che potessero venire bene in caso di guerre navali. E' anche per questo che i battelli olandesi erano obbligati a mantenere equipaggi esclusivamente nazionali. Ma gli incentivi finanziari degli inglesi, per quanto più copiosi, non ebbero, un ruolo decisivo. Più importante, semmai, fu il maggior livello di produttività della flotta inglese, misurata dal numero di capi uccisi per battello. Anche senza raggiungere i record del capitano Scoresby, le navi inglesi tra il 1780 e il 1833 ebbero una resa media di 5,4 balene per nave per viaggio, con un aumento del 73 per cento nella remunerazione del capitale investito, rispetto agli olandesi e alle prestazioni degli stessi inglesi degli anni precedenti. E poiché i costi rimasero essenzialmente gli stessi, l'incremento di produttività va attribuito per intero alle maggiore capacità di colpire e catturare. E in pratica? Oltre alle tecniche di navigazione più ardite (e alle chiglie più robuste), gli studiosi suggeriscono che la concorrenza spinta fece sì che nell'insieme gli inglesi si preoccupassero meno di conservare la fonte del loro reddito. Appunto: la consumarono fino in fondo, e poi non ce ne fu più per nessuno.
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