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TERRA TERRA
13.07.2002
  • | di FRANCO CARLINI,
    Insetti sterili contro Monsanto
    Una corrispondenza della Bbc dall'America segnala che in una località segreta dell'Arizona ci sono delle coltivazioni di cotone e che in questi campi è stata rilasciata (al di sotto di fitte reti ne impediscono la diffusione) una popolazione di insetti geneticamente modificati. E' la prima volta che succede al mondo e lo scopo è di vedere come vadano le cose en plein air, dato che il loro comportamento in laboratorio è già stato ampiamente studiato. Gli insetti in questione si chiamano in latino Pectinophora gossypiella e sono uno dei parassiti più devastanti del cotone. Vennero per la prima volta identificati in India, nel lontano 1843. Si annidano come larve nelle capsule di cotone e da lì poi escono, divorando il frutto e danneggiando i raccolti. Nel 1911 vennero segnalate in Messico, all'interno di un carico di cotone proveniente dall'Egitto. Nel 1917 erano in Texas, in Arizona dieci anni dopo e in California vennero scoperti per la prima volta nel 1965.

    Il modo classico di combatterli prevede l'uso abbondante (e costoso) di irrorazioni di pesticidi: è «obbligatorio» farlo dato che, lasciati a se stessi, questi insetti possono divorare anche un quinto del raccolto e per i maggiori paesi produttori come India, Cina e Brasile sono un flagello.

    Un'alternativa recente viene dal colosso chimico Monsanto che ha prodotto una variante geneticamente manipolata di cotone dotata di una resistenza intrinseca a tali parassiti, il cotone Bt: la sigla corrisponde al Bacillus turigiensis, un bacillo che vive naturalmente nei terreni e produce una tossina fatale a molti insetti e parassiti. Il cotone Bt dunque è una pianta in cui è stata inserita la tossina per renderlo «naturalmente» respingente agli insetti. Come è stato descritto anche in questa rubrica, molti paesi vanno adottando il cotone Monsanto e l'ultimo ad autorizzarlo è stato il governo indiano; nell'occasione venne spiegato che si trattava di una scelta soprattutto commerciale, necessaria per difendersi dalla concorrenza dai cinesi, che già lo usano nelle loro piantagioni in abbondanza e con disinvoltura (anche con varianti di sementi Bt prodotte in loco dall'industria biotechnologica nazionale).

    Un'altra tecnica sviluppata a partire dagli anni '70 specialmente in California consiste nel provocare una sorta di suicidio di massa degli insetti. Si tratta di irradiarne alcuni in modo da renderli sterili: così possono accoppiarsi, ma non lasciare discendenti. Dunque introducendo un numero elevato di individui sul territorio, c'è la fondata speranza che, una generazione dopo l'altra, gli sterili conquistino la maggioranza. Il sistema però è costoso e l'irradiazione non semplice.

    Da questo filone della sterilità è venuta infine la scelta tecnologica più recente, che è stata sviluppata all'università californiana di Riverside e che attualmente viene sperimentata, in accordo col ministero dell'agricoltura (Usda), nell'appezzamento segreto in Arizona citato dalla Bbc.

    Si tratta di questo: un gene che regola la maturazione delle uova è stato riconosciuto nel moscerino della frutta e trapiantato negli insetti mangia-cotone. In laboratorio effettivamente essi risultano sterili in percentuali significative; ora si tratta di vedere, nelle colture sperimentali all'aperto, se essi svolgono davvero l'effetto di sterminare tutti i confratelli nel volgere di poche generazioni. Come si vede si tratta anche di una guerra commerciale: anziché usare cotone Monsanto i coltivatori potrebbero usare insetti altrettanto ingegnerizzati.



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