domenica 17 febbraio 2013
TERRA TERRA
15.09.2002
-
| di MARINA FORTI,
Banca mondiale boccia l'oleodotto
Secondo uno dei massimi esperti della Banca Mondiale, l'oleodotto Ocp in costruzione in Ecuador viola gli standard ambientali e sociali della stessa Banca Mondiale. La notizia è significativa sia perché la voce è autorevole, sia perché rispettare le regole della Banca mondiale era una delle condizioni vincolanti per il prestito (900 milioni di dollari) concesso dalla banca tedesca WestLandesbank e altre (tra cui la Bnl italiana) al consorzio multinazionale che sta costruendo l'oleodotto (di cui fa parte l'italiana Eni). Il rapporto diffuso venerdì è stato redatto da Robert Goodland, ecologo tropicale e autore delle valutazioni di impatto ambientale di molti grandi progetti della Banca Mondiale negli ultimi 25 anni. E' lui che ha enunciato quelle che poi sono diventate la «politiche di salvaguardia ambientale e sociale» della Banca mondiale - norme su impatto ambientale, difesa degli habitat naturali, popolazioni locali, proprietà culturale. E poi sul reinsediamento forzato di popolazioni sloggiate da dighe, oleodotti o altre infrastrutture. Insomma: è lui che organizzazioni non governative internazionali hanno invitato a recarsi in Ecuador, tra le roventi polemiche e proteste che circondano la costruzione dell'Oleodotto de Crudos Pesados (Ocp, oleodotto per il greggio pesante). Goodland ci è andato, e ha rilevato la «sostanziale non conformità con tutte le quattro politiche della Banca mondiale applicabili» al caso specifico - su valutazione d'impatto ambientale, habitat naturali, reisediamento volontario e i popoli indigeni.
L'oleodotto Ocp avrà un percorso di 500 chilometri, per collegare le zone petrolifere dell'Amazzonia alla costa del Pacifico. Attraverserà ben 11 aree protette (tra cui, per ironia, quella del Choco Andino protetta con i finanziamenti Gef-Banca mondiale). Trasporterà tra 390mila e 450mila barili di greggio pesante al giorno - i suoi sostenitori sostengono che era indispensabile al pieno sviluppo dell'export petrolifero della regione amazzonica.
Goodland fa notare in particolare che le linee-guida della Banca mondiale sono state concepite come criterio che deve informare la pianificazione dei progetti, e non le misure correttive a posteriori. E invece sembra che il Consorzio Ocp ne tenga conto solo per «mitigare» gli effetti negativi. Secondo Goodland, la valutazione d'impatto ambientale (Via) svolta da Entrix per conto del Consorzio è per l'appunto piena di giustificazioni a posteriori per decisioni già prese - come quella di far passare il tracciato nella riserva protetta di Mindo Nabillo (che secondo le definizioni della Banca monbdiale rientra nella categoria di «ambiente naturale critico») e altre 7 zone protette di «alta biodiversità». Tra gli «impatti ambientali» del progetto, la Via commissionata dai costruttori aveva ignorato quello che a Goodland sembra un impatto significativo: l'oleodotto porterà a raddoppiare le aree dell'Amazzonia ecuadoriana aperte allo sfruttamento petrolifero. «Faciliterà l'apertura di altri 2,4 milioni di ettari di foresta amazzonica alla produzione di petrolio, terreni che saranno concessi alle aziende private nei blocchi 22, 25, 26, 29, 30, 32, 36», scrive l'esperto della Banca Mondiale - e aggiunge che la consultazione delle comunità locali andava avviata prima, non dopo l'approvazione della Via.
Ancora: Goodland ha raccolto notizie e testimonianze dirette di intimidazioni e uso della forza verso gruppi di abitanti lungo il tracciato dell'oleodotto, pressioni da parte dell'esercito semiprivato assoldato dal Consorzio per «convincerli» ad abbandonare le richieste di risarcimenti e favorire gli espropri. Già nel maggio 2002 un rapporto del Parlamento dell'Ecuador riferiva di maltrattamenti e abusi della polizia nei confronti delle comunità locali. La Campagna per la Riforma della Banca mondiale, da cui apprendiamo del rapporto Goodland, ne conclude che «è giunto per l'Eni e la Bnl il momento di fare una scelta: continuare a sostenere le violazioni degli accordi o rotorarsi, ammettendo il disastro Ocp».
Rubrica quotidiana sull'ambiente
ultimo articolo pubblicato
ricerca
I 10 argomenti più trattati:
AGRICOLTURA [330]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA
Luca Celada
-
Mahony: Ombra sul Conclave
di luca celada - 16.02.2013 20:02
ANTIVIOLENZA
Luisa Betti
-
Gentile cavaliere, scenda dalla sella
di Luisa Betti - 15.02.2013 18:02
LO SCIENZIATO BORDERLINE
Massimo Zucchetti
-
Sulla gerontocrazia e i “grandi vecchi”
di massimozucchetti - 14.02.2013 22:02
QUINTOSTATO
Roberto Ciccarelli
-
Scuola: “Concorso-truffa”, seconda parte
di Roberto Ciccarelli - 13.02.2013 09:02
FRANCIAEUROPA
Anna Maria Merlo
-
Matrimonio per tutti: l’Assemblée approva, 329 a favore, 299 contro
di Anna Maria - 12.02.2013 18:02
ROVESCI D'ARTE
Arianna Di Genova
-
Dead Writers, annusa il profumo della letteratura
di arianna - 08.02.2013 09:02
POLTERGEIST
Nefeli Misuraca
-
Revolution: J.J. Abrams e i suoi errori
di nefeli - 04.02.2013 08:02
HORROR VACUO
Filippo Brunamonti
-
Full Metal Jacket, il diario in una App per Ipad
di Filippo Brunamonti - 02.02.2013 20:02
NUVOLETTA ROSSA
Andrea Voglino
-
Metti Jac all’Ara Pacis: quadretti di un’esposizione
di Andrea - 20.01.2013 19:01
ESTESTEST
Astrit Dakli
-
Un mezzo trasloco
di a. d. - 16.01.2013 15:01
NAPOLI CENTRALE
Francesca Pilla
-
Gomorra2, e che fiction sia
di francesca - 13.01.2013 16:01
POPOCATÉPETL
Gianni Proiettis
-
I comunicati zapatisti / 2 e fine
di gianni - 10.01.2013 03:01
AUTOCRITICA
Francesco Paternò
-
Ford Fiesta, MyKey è la tua
di fpaterno - 26.11.2012 19:11
SERVIZI









