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TERRA TERRA
27.11.2002
  • | di STEPHANE BRUNO ,
    L'acqua, oro del Chiapas
    Una trentina di aziende statunitensi, si prepara a entrare in Chiapas, attraverso il progetto di investimenti noto come Puebla-Panama (PPP). Lo segnalano CorpWatch e Global Exchange, organizzazioni non governative Usa, preoccupate dai colossali investimenti che il Banco Interamericano di Sviluppo (Bid) fornirá per cinque progetti idroelettrici nel fiume Usumacinta nella Selva Lacandona. Le seguenti multinazionali Usa si preparano a dividersi la ricca torta dei primi 250 milioni di dollari: International Paper e Temple Inlnad (settore forestale), Exxon, Union Carbide e Dow Chemical (agrobiotecnologia e petrochimica), Monsanto, Ocean Garden (pesca), Harken, Applied Energy Service (settore energetico), Prescott Follet & Assoc., Eagle Marine, Maya Kin Superferries of Texas (settore portuario e trasporto), Genessee & Wyoming Inc., Santa Fe Co., Illinois Railroad, Anacostia & Pacific Railroad, CSX Transportations Inc., Union Pacific Southern e Kansas City Southern Railway (settore ferroviario). In gioco non ci sono solo le abbondanti risorse minerarie (platino, uranio, bauxite, zinco, ferro, petrolio) e le quasi inesplorate risorse vegetali silvestri, ma soprattutto una risorsa indispensabile per la vita: l'acqua. Secondo il coordinatore dei programmi in Chiapas di Global Exchange, Ryan Zinn, «il Chiapas contiene il 40% delle riserve dell'acqua dolce di tutto Messico, e con la metà del paese in preda a siccità è uno dei primi obiettivi della privatizzazione. Non è un segreto che in Chiapas, Monsanto e Coca-Cola stanno giá cercando di appropriarsi di questo nuovo mercato. Coca-Cola è già entrata nel mercato dell'acqua, facendo pressione su sindaci e consigli comunali perché rendano ufficiali accordi informali di acquisto d'acqua potabile, grazie a alcune leggi territoriali preferenziali con i municipi». Fra l'altro da tempo la Coca-Cola regala bevande ai responsabili delle feste indigene perché «la conoscano anche i nostri fratelli indigeni che non dispongono di denaro» (sic), mentre la pagina web dell'agenzia turistica Far and Near afferma che la Coca-Cola é considerata come una bevanda sacra indispensabile in molte cerimonie curative e religiose fra gli sciamani tzoltzil (!).

    Messico é uno dei paesi dove si consumano piú bibite e molte industrie imbottigliatrici hanno cominciato a costruire colossali fabbriche: Sap Miller in El Salvador e Honduras, Heineken in Costarica, Nicaragua e Guatemala; Panamerican Beverages e American Beverages Co. in Costarica e Guatemala.

    Nel quadro della strategia di privatizazzione dell'acqua dolce chiapaneca, é preoccupante il progetto che si va delineando nella Selva Lacandona: la costruzione della faraonica centrale idroelettrica di Boca del Toro nell'Alto Usumacinta, con cinque prese da Sayaxché a Piedras Negras, dalla frontiera con il Guatemala e fino allo stato messicano di Tabasco. Nella sola Selva Lacandona chiapaneca saranno inondati 725mila km quadrati, 72.500 ettari di terre indigene e selva tropicale primaria. L'acqua sommergerá 800 siti archeologici (fra l'altro i conosciuti Piedras Negras, Yaxchilan e Altar de sacrificios) e le terre di centinaia di comunitá indigene e meticcie, per un totale di 50.000 persone. Il tutto per «creare moderne industrie agropecuarie e manifatturiere, industrie piscicole e acquicole e sviluppare attrattivi poli di sviluppo turistico» (sic) .

    Settimane fa, ignorate dalla gran parte dei media, centinaia di maya lacandones e campesinos tzeltales e choles di Nahá, Nueva Palestina, Metzabok e Frontera Corozal hanno bloccato per cinque giorni la strada di frontiera, causando «disturbo agli impresari turistici e ai tour operator di Palenque, San Cristobal de las Casas e Villahermosa», che hanno dovuto sospendere i viaggi avventura e quelli sulla «Ruta Maya». I lacandones e migliaia di choles e tzeltales stanno organizzando un piano di resistenza contro questo progetto idroelettrico, e contro la progettata superstrada turistica che vuole colegare il Guatemala al Mexico attraversando la Selva Lacandona. Chiedono solidarietá.



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