mercoledì 18 settembre 2013
TERRA TERRA
14.12.2002
-
| di MARINA FORTI,
Indimenticabile crociera. Col virus
Si chiama Norwalk e sta seminando lo scompiglio tra le compagnie di navigazione, i frequentatori di crociere e gli ufficiali sanitari. Norwalk è il nome di un virus di cui sono noti almeno 23 ceppi. Si manifesta con nausea, vomito e diarrea. Nulla di grave - solo nei casi estremi può provocare disidratazione - e certo non letale, giusto pochi giorni in cui però uno si sente come uno straccio. Esperienza fastidiosa, soprattutto se capita durante una bella crociera... Nei primi giorni di dicembre una grande nave da crociera americana, la «Oceana», è tornata in Florida con 114 passeggeri e 3 membri dell'equipaggio in preda a violenti attacchi di diarrea e vomito. L'incidente ormai ricorre così spesso da apparire routine. Lo scorso luglio un'epidemia di Norwalk aveva colpito 388 passeggeri della nave «Ryndam» in due consecutive crociere in Alaska: solo dopo il secondo episodio la compagnia ha sospeso le partenze per sottoporre la nave a disinfezione speciale. In ottobre 193 passeggeri della «Amsterdam» si sono ammalati durante una crociera attraverso il Canale di Panama partita da Seattle, la città americana sul Pacifico settentrionale. Solo dopo altri tre tour e 261 passeggeri ammalati la compagnia ha deciso di fermare la «Amsterdam» per pulizie speciali. Sia «Ryndam» che «Amsterdam» appartengono alla Holland American Line, di proprietà della Carnival Corporation. All'incirca nello stesso periodo la Disney Cruise Line ha fermato la sua nave «Disney Magic» dopo che 483 passeggeri in due consecutive crociere si erano ammalati. Con la «Oceana», fanno quasi mille persone colpite da luglio. La cosa comincia a innervosire le grandi compagnie di crociere, che nella prima settimana di dicembre hanno visto scendere i valori azionari in modo brusco. Un business da 11 miliardi di dollari all'anno minacciato da un misterioso virus...
«Misterioso» forse è un'esagerazione. Quasi tutto è noto del virus Norwalk, chiamato così perché si manifestò la prima volta con un'epidemia di diarrea nella cittadina di Norwalk in Ohio, nel 1968. Banale la via di contagio, quella detta fecale-orale: proprio come il colera e ogni tipo di gastroenterite, è la contaminazione tra scarichi fognari (in cui il bacillo arriva con le feci delle persone infette) e acqua potabile o cibo. Gli ufficiali sanitari americani però non riescono proprio a capire perché attacchi sempre più di frequente. Il Norwalk è un virus comunissimo, ma difficile da individuare ed estremamente contagioso: può restare sulle mani non lavate dopo essere andati in bagno, posarsi su un corrimano, sul bottone dell'ascensore, sugli asciugamani: poi basta toccare il cibo o mettersi le mani sulle labbra e il gioco è fatto. Basta una dose piccolissima per ammalarsi.
Perché colpisce proprio le navi da crociera? In effetti colpisce ovunque, anche a terra: sono stati registrati 37 scoppi di Norwalk negli Stati uniti dall'inizio dell'anno. Solo che a terra di solito chi ha un attacco di diarrea e vomito si ristabilisce senza bisogno di andare da un medico (e dunque la gran parte dei casi non sarà registrata dalle autorità sanitarie). La faccenda cambia in comunità chiuse e affollate, dove la diffusione del contagio è più rapida: il Norwalk colpisce facilmente accampamenti militari, caserme, ospedali (i militari americani in Afghanistan e nel Golfo hanno avuto croniche epidemie). Una nave da crociera in questo senso non è diversa da una caserma. Si pensi: quando una nave arriva al termine di un giro scarica i suoi circa 2.000 ospiti e subito ne imbarca una nuova infornata. Il personale di servizio ha avuto tre o quattro ore per le pulizie, un quarto d'ora per ogni cabina. I dirigenti delle compagnie di navigazione dicono che basta, perché le pulizie sono continue anche durante la navigazione, e da quando le epidemie sono più frequenti hanno aumentato l'uso di disinfettanti. Gli scienziati però non sono ben sicuri di quali disinfettanti uccidano davvero i virus del tipo Norwalk. Sottolineano anche che in fondo meno di mille vacanzieri da crociera si sono ammalati quest'anno su 7 milioni. E però ognuno di quei casi fa scalpore.
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