mercoledì 18 settembre 2013
TERRA TERRA
05.11.2003
-
| di MARINA ZENOBIO,
Il mais inquinato del Messico
Sono passati due anni da quando i ricercatori della Università californiana di Berkeley, Ignacio Chapela e David Quist, denunciarono la contaminazione da ogm del mais coltivato dai contadini messicani. All'inizio sembrava che solo le terre di Oaxaca e Puebla fossero coinvolte, ma analisi ulteriori hanno rilevato contaminazione transgenica anche in coltivazioni rurali di Veracrux, Chihuahua, San Luis Potosì, Tlaxcala, Morelos. Per capire la gravità del caso è necessario sapere che il Messico è il Centro di origine e diversificazione dei semi di mais che per millenni indigeni e contadini locali hanno coltivato e conservato, prima che questa biodiverisità venisse «sequestrata» nelle banche di germoplasma controllate dalle multinazionali del settore.
Di fronte alla mancanza di risposte adeguate da parte del governo messicano, che non ha fatto nulla per stabilire le responsabilità e le fonti della contaminazione trasgenica, le organizzazioni indigene e contadine delle zone coinvolte con il contributo di biologi e agronomi dell'Unam (Università autonoma messicana) hanno realizzato una approfondita ricerca documentata sulla situazione delle varietà native di mais durante il ciclo di coltivazioni che va dall'inverno all'estate dell'anno in corso. La ricerca è stata effettuata in 33 comunità di 9 stati, quelli già citati più Stato di Messico e Durango - zone dove si pratica agricoltura rurale con mano d'opera familiare e utilizzo di insumus chimico quasi inesistente - oltre 2000 piante a campione con il risultato di presenza di geni trans in mais nativo da un minimo dell'1,5 a un massimo del 33,3 per cento. A Oaxaca sono state trovate tracce di mais Bt della varietà Starlink (Aventis-Bayer), proibito negli Usa perché considerato altamente allergenico.
Partendo dal principio cautelativo che davanti al dubbio di nocività meglio astenersi, nel 1999 il governo messicano dichiarò la moratoria alla semina di mais trasgenico nel paese. Ma allora da dove arriva questa contaminazione? Secondo il Cimmyt - l'istituzione internazionale con sede in Messico che, a livello mondiale, è la più grande banca di germoplasma di mais e grano raccolto da migliaia di varietà prodotte nei secoli dal lavoro di contadini e contadine messicane e non solo- non ci sono studi sufficienti per parlare di contaminazione ma che comunque ha diversi programmi di sviluppo di mais e grano trasgenico. Dove? L'impollinazione del mais avviene all'aperto con l'aiuto del vento e non bisogna essere agronomi per capire che anche la contaminazione con piante transgeniche segue lo stesso percorso. Nel 2001 il governo messicano per voce della Segreteria per l'agricoltura, allevemento, pesca e alimentazione (Sagarpa) e dell'industria biotecnologica Cibiogem, «padrone» locali del trasgenico, insieme a gran parte della comunità scientifica compresi rappresentanti dell'Accademia messicana di scienze, inizialmente negarono l'esistenza della contaminazione poi conclusero che se anche ci fosse stata non rappresentava alcun pericolo. Qualche mese fa Victor Villaloros, rappresentante della Sagarpa, al momento della sua presidenza di turno alla Cibiogem, ha dichiarato che la contaminazione a Oaxaca è «un laboratorio naturale» che darà modo di verificare gli effetti positivi della contaminazione tra mais nativo e trasgenico e che si impegnerà «affinché il governo ritiri la moratoria che ne impedisce la coltivazione di ogm».
Intanto il Senato approvava, con l'appoggio di tutti i partiti, una legge sulla «biosicurezza» (attualmente in discussione alla camera) fortemente voluta dalle multinazionali delle biotecnologie, porta aperta alla cancellazione della moratoria sul transgenico.
Il documento delle comunità indigene e contadine messicane così si conclude: «Siamo fatti di mais che è l'alimento che ci ha permesso di resistere negli ultimi 500 anni ai vari processi di colonizzazione che abbiamo subito. I colonizzatori hanno distrutto i nostri templi, le nostre forme di governo, e oggi vogliono distruggere la base della nostra alimentazione e autonomia».
Rubrica quotidiana sull'ambiente
ultimo articolo pubblicato
ricerca
I 10 argomenti più trattati:
AGRICOLTURA [330]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA
Luisa Betti
-
Cosa significa “centro antiviolenza”? (DL femminicidio IV parte)
di Luisa Betti - 17.09.2013 02:09
NAPOLI CENTRALE
Francesca Pilla
-
La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
LO SCIENZIATO BORDERLINE
Massimo Zucchetti
-
Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
LOSANGELISTA
Luca Celada
-
Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
FRANCIAEUROPA
Anna Maria Merlo
-
E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
POLTERGEIST
Nefeli Misuraca
-
Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
QUINTOSTATO
Roberto Ciccarelli
-
Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
NUVOLETTA ROSSA
Andrea Voglino
-
Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
STREET POLITICS
Giuseppe Acconcia
-
Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
AUTOCRITICA
Francesco Paternò
-
Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
HORROR VACUO
Filippo Brunamonti
-
Sal – Conversazione con l’attore Salvatore Ruocco
di Filippo Brunamonti - 26.08.2013 18:08
ANZIPARLA
Giulia Siviero
-
La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL
Gianni Proiettis
-
Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08
SERVIZI










