domenica 17 febbraio 2013
TERRA TERRA
06.05.2005
-
| di MARINA FORTI,
La polio ha ripreso a viaggiare
Il primo caso è stato un bambino di 18 mesi, abitante in un villaggio di Java occidentale, Indonesia: a metà marzo è rimasto paralizzato, e il 2 maggio le autorità sanitarie indonesiane hanno confermato: la diagnosi è poliomielite. Ieri le autorità hanno annunciato che altri quattro bambini di pochi mesi, tutti abitanti in villaggi vicini al primo e tutti rimasti paralizzati, sono risultati colpiti da polio - di altri due si stanno aspettando i risultati dei test. La notizia è terribile perché l'ultimo caso di poliomelite in questo paese di 210 milioni di abitanti stato registrato dieci anni fa: la polio era «sradicata». Ora invece l'Indonesia è il 16esimo paese a essere reinfettato. Reinfettato da dove? Questa è la seconda notizia. Il virus trovato a Java, annuncia l'Organizzazione mondiale della sanità, è quasi identico a quello trovato in Arabia Saudita in dicembre. Il primo bambino a cui è stata diagnosticata la poliomietite a Java non ha parenti che abbiano viaggiato in Arabia di recente, ma altri bambini dei villaggi vicini sì, chi per lavoro e chi per il pellegrinaggio alla Mecca (che è avvenuto, come tutti gli anni, in febbraio). In effetti il virus era stato trovato proprio a Jedda e alla Mecca, alla fine dell'anno scorso. Poi in Yemen. Nella penisola arabica era arrivato attraverso il Mar Rosso, dall'Africa: l'Oms ne rintraccia il punto di partenza nel nord della Nigeria.
Il «viaggio» della poliomielite è ricostruito in modo abbastanza preciso osservando il ceppo del virus. Non è un test veloce, diagnosticare la polio: bisogna raccogliere due campioni di feci a distanza di almeno 24 ore e metterli in coltura in laboratorio per giorni, se non settimane, prima di analizzarli. Nel caso del bambino indonesiano è stato guardato anche il tipo genetico del virus - esame completato in India - ed è risultato al 99,2% simile a quello trovato in Arabia Saudita.
Appena confermata la notizia della polio, il ministero della sanità di Jakarta ha lanciato un piano per vaccinare 5 milioni di bambini di Java occidentale - nella popolatissima Java, 5 milioni di bambini significa una vaccinazione selettiva, non di massa. E' la primissima cosa da fare. La poliomielite è una malattia altamente infettiva. Entra nel corpo attraverso la bocca (si «respira»), si moltiplica nell'intestino e attacca il sistema nervoso: i primi sintomi sono febbre, fatica, malditesta, vomito, dolori, ma può portare alla paralisi irreversibile (di solito alle gambe) - e ciò può avvenire in poche ore. Tra i casi di paralisi, i più gravi (circa il 10%) arrivano alla morte perché restano immobilizzati i muscoli della respirazione. Ma la paralisi è un esito raro, uno su 200 casi: per questo, quei 5 bambini paralizzati fanno pensare che a Java il virus abbia già avuto tempo di circolare parecchio. Il virus della polio colpisce soprattutto i bambini sotto i 5 anni. Non c'è una cura: l'unica protezione è il vaccino. Per questo il governo indonesiano, che aveva abbandonato le vaccinazioni di massa quando il paese era stato dichiarato «libero da polio», ora corre ai ripari.
Le vaccinazioni mancate sono la probabile causa della ripresa della polio. Nel 2003 l'obiettivo di eliminare completamente la poliomielite sembra vicino: se ne registrarono 784 casi in tutto il mondo (il numero più basso da sempre) distribuiti in India, Pakistan e Afghanistan (dove resta endemica) e in Nigeria e Niger in Africa. Quell'anno però diversi stati della Nigeria settentrionale hanno bloccato le vaccinazioni, con ordinanze delle autorità musulmane: reagivano a voci diffuse che il vaccino era un complotto dell'occidente per rendere sterili le ragazze o diffondere l'Aids (è una voce che circola anche nella Frontiera di Nord-ovest pakistana, dove prevale un islam molto tradizionalista). Solo 11 mesi dopo il bando è stato tolto - sembra che a convincere i religiosi nigeriani sia il fatto che l'Indonesia, paese a maggioranza musulmana, aveva ordinato grandi partite del vaccino. Nel frattempo però il virus aveva cominciato a viaggiare: giù verso la Guinea, a ovest verso la Costa d'avorio, verso est in Sudan, poi Yemen: l'infezione segue le strade più affollate, e viaggia in fretta.
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