mercoledì 18 settembre 2013
TERRA TERRA
12.05.2005
-
| di MARINA FORTI
,
Il vaiolo e gli apprendisti stregoni
La scomparsa del vaiolo è uno dei successi della salute pubblica nel secolo appena concluso: dal 1978 nessun essere umano è stato più infettato. Era una malattia terribile, che uccideva un quarto delle persone colpite e poteva lasciare gli altri sfigurati o ciechi - e si trasmetteva con grande facilità. Negli anni `70 fu finalmente debellato da una campagna massiccia di vaccinazioni: molti di noi ne portano il segno, una piccola cicatrice sul braccio. Ormai, chi ha meno di trent'anni non è stato vaccinato. L'Oms considera il virus Variola major estinto in natura. In natura: ma non in laboratorio. Campioni del virus infatti esistono ancora. Nel 1999 l'assemblea generale dell'Oms aveva deciso per la loro distruzione; si erano opposti però Stati uniti e Russia. Anzi, gli Usa hanno ripreso la ricerca sulla malattia altrimenti scomparsa e ora vogliono intensificarla, nell'ambito di programmi che chiamano «biosafety», sicurezza biologica. Così l'Oms ha rinviato la distruzione finale di quei campioni del virus, e si prepara invece a considerare la richiesta degli Stati uniti: l'autorizzazione a ricombinare il dna (codice genetico) del virus, cioè modificarne il patrimonio genetico, o creare virus ibridi tra il vaiolo umano e quello di altri animali, o inserire pezzi del dna del virus in altri virus della famiglia, in esperimenti che definiscono «a scopo di difesa». L'Oms sarà chiamata a decidere alla sua prossima assemblea generale, a Ginevra dal prossimo 16 maggio.
Una coalizione di organizzazioni non governative di tutto il mondo ha lanciato una campagna contro l'uso del virus del vaiolo per simili sperimentazioni, e per chiedere che tutti i campioni vengano invece distrutti una volta per tutte. La coalizione, coordinata dalle organizzazioni Third World Network e The Sunshine Project, ha aperto un sito web (www.smallpoxbiosafety.org) e chiede di mandare lettere al direttore generale dell'Oms (sul sito ci sono le motivazioni della campagna e il testo della lettera da inviare, in diverse lingue). In sintesi, dicono che «aprire il vaso di pandora» della sperimentazione sul vaiolo rappresenta un pericolo per l'umanità. Con l'aumentare della ricerca, aumenta il rischio che il virus sia rilasciato dai laboratori in modo accidentale (o intenzionale, dovesse cadere in cattive mani): e oggi la popolazione mondiale sarebbe vulnerabile, nessuno più è stato vaccinato e le vecchie vaccinazioni hanno perso efficacia. Il rilascio accidentale non è caso così raro - quell'ultimo caso di vaiolo registrato nel `78 fu per l'appunto un contagio da laboratorio, e contagi accidentali sono noti per altre malattie. Tanto più pericolosa è l'eventualità che siano create nuove varianti della malattia, nuovi ceppi ibridi. E poi, a cosa serve la ricerca «per la difesa»? oggi non esiste nessuna minaccia di uso del vaiolo come arma di attacco, né da parte di eventuali terroristi né da parte di stati.
Autorizzare la ricerca sul vaiolo sarebbe un gigantesco passo indietro per l'Oms, dicono le organizzazioni che tentano di opporsi a questa decisione. Parte della responsabilità è aver lasciato la questione della ricerca sul vaiolo a una commissione «tecnica» dominata da un piccolo gruppo di nazioni, «fortemente sbilanciata e politicizzata»: questa commissione ha già dato parere favorevole alla richiesta Usa. «Se l'Oms dovesse approvare gli esperimenti proposti (...) introdurrebbe la nozione che è accettabile a livello internazionale che agenti patogeni siano modificati geneticamente con la possibilità - magari l'intenzione - di crearne forme nuove e potenzialmente più pericolose». Chiedono che l'Oms decida di proibire la manipolazione genetica del virus del vaiolo, l'inserimento di geni su altri virus della famiglia e la distribuzione di materiale genetico per tutti gli scopi non diagnostici; che stabilisca una data irrevocabile entro due anni per distruggere i campioni di virus rimasti. Deciderà, l'Oms, di vanificare uno dei suoi successi e perpetuare il flagello del vaiolo?
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