mercoledì 18 settembre 2013
TERRA TERRA
09.07.2005
-
| di KARIMA ISD
,
Quanto è verde il prato di Blair?
Sul piatto della sua presidenza di turno dell'Unione europea, Tony Blair ha messo anche una forte critica alle spese della Politica agricola comune (Pac): sostiene che è inaccettabile che gli agricoltori, meno del 5% della popolazione del continente, ricevano il 40% del bilancio europeo, tanto più che «l'agricoltura appartiene al passato». Forse vuol dire che il cibo può essere importato da dove costa meno. Salvo eccezioni, gli agricoltori europei tanto privilegiati non sembrano - sono la categoria professionale con i redditi più bassi - però è vero che la Pac registra diverse situazioni paradossali, come il sostegno a produzioni eccedentarie che poi vengono esportate danneggiando con una concorrenza imbattibile i contadini di paesi poveri, e quello a settori pesanti, per esempio due euro al giorno per ogni vacca. Però, quel che Blair non dice, rileva Morgan Oddy in un documento di Public Citizen Europe, è che il budget europeo rappresenta meno dell'1,2% dei bilanci degli stati nazionali. E la Pac è, con la politica regionale, l'unica politica attualmente integrata a livello europeo; i sostegni nazionali all'agricoltura sono stati trasferiti in gran parte a livello europeo. A ben calcolare, dunque, le somme assegnate all'agricoltura del Vecchio continente sono di gran lunga inferiori a quelle di qualunque altro settore produttivo, improduttivo e perfino distruttivo: la Francia spende per il suo esercito quasi quanto l'Europa intera per la sua alimentazione.
E poi, quale modello di agricoltura sostiene il governo del Regno unito? Se lo chiede la Coordination Paysanne Européenne (Cpe), il sindacato «alternativo» aderente alla rete internazionale Via Campesina, in un comunicato (sul sito www.cpefarmers.org) ripreso dall'Associazione rurale italiana (Ari). La risposta: «Il Regno unito ha fatto la scelta ultraliberista di abbandonare la sua agricoltura per approvvigionarsi sui mercati mondiali. Là i contadini sono scomparsi o sono entrati in una ricerca di competitività che ha fatto correre enormi rischi sanitari a tutti gli europei». Vacca pazza e afta epizootica hanno avuto il loro epicentro e un gigantesco olocausto proprio nelle campagne british.
La Cpe spera che la critica alla Pac porti a una sua vera riconversione e non alla sua pura e semplice soppressione. Il problema non è il volume delle spese, che in sé non sarebbero esorbitanti: un'alimentazione di qualità e un mondo rurale vivo, che crea lavoro, sono infatti questioni primarie; e si tratta anche di sostenere un'agricoltura positiva nei nuovi paesi membri. Il problema vero è il cattivo uso che ancora viene fatto del denaro, malgrado le riforme: tuttora la maggior parte del sostegno pubblico all'agricoltura va alle aziende più grandi e a sostegni diretti o indiretti all'esportazione. I pagamenti diretti (aiuti) servono a far abbassare i prezzi agricoli senza che vantaggi per i consumatori; sono le multinazionali della distribuzione e dell'agro-alimentare ad essere le principali beneficiate, perché così approvvigionano a basso prezzo. Inoltre, gli aiuti Pac vanno ai modelli produttivi più inquinanti, più consumatori d'acqua e di energia. I contribuenti pagano più volte: per una Pac che elimina contadini ma anche per i danni che essa provoca.
Ma al livello attuale dei prezzi agricoli, la soppressione dei pagamenti diretti agli agricoltori significherebbe il loro annientamento: «Vogliamo davvero affidare la produzione del nostro cibo a Stati uniti, Brasile, e Cina? Vogliamo davvero abbandonare i territori agricoli? Perdere ogni possibilità di lavoro nell'agroalimentare?», si chiede il sindacato. La riduzione dei pagamenti diretti si può fare solo con un aumento dei prezzi agricoli. La Cpe propone un progetto di politica agricola che concilii obiettivi produttivi, ambientali, sociali e di tutela del territorio e rispetti anche gli agricoltori dei paesi terzi, vietando ogni forma di esportazione a prezzi inferiori ai costi di produzione. E' la risposta a Blair & C.
Rubrica quotidiana sull'ambiente
ultimo articolo pubblicato
ricerca
I 10 argomenti più trattati:
AGRICOLTURA [330]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA
Luisa Betti
-
Cosa significa “centro antiviolenza”? (DL femminicidio IV parte)
di Luisa Betti - 17.09.2013 02:09
NAPOLI CENTRALE
Francesca Pilla
-
La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
LO SCIENZIATO BORDERLINE
Massimo Zucchetti
-
Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
LOSANGELISTA
Luca Celada
-
Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
FRANCIAEUROPA
Anna Maria Merlo
-
E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
POLTERGEIST
Nefeli Misuraca
-
Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
QUINTOSTATO
Roberto Ciccarelli
-
Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
NUVOLETTA ROSSA
Andrea Voglino
-
Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
STREET POLITICS
Giuseppe Acconcia
-
Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
AUTOCRITICA
Francesco Paternò
-
Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
HORROR VACUO
Filippo Brunamonti
-
Sal – Conversazione con l’attore Salvatore Ruocco
di Filippo Brunamonti - 26.08.2013 18:08
ANZIPARLA
Giulia Siviero
-
La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL
Gianni Proiettis
-
Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08
SERVIZI










