mercoledì 18 settembre 2013
TERRA TERRA
20.07.2005
-
| di KARIMA ISD,
L'internazionale dei pennuti
Negli ultimi 30 anni in Europa le specie di uccelli in pericolo sono 226, sulle 524 presenti; 45 specie che godevano di buona salute fino a 10 anni fa sono oggi in calo e per altre, come l'Aquila del Bonelli, il Capovaccaio, il Falco sacro, l'Albanella pallida e la Gallina prataiola il declino si accentua. Queste le cifre del rapporto Birds Europe 2004, l'ultimo redatto da Lipu (Lega italiana per la protezione degli uccelli) e l'associazione Birdlife International. «Primavera silenziosa», un classico del pensiero ambientalista ed ecologista, scritto nel 1962 da Rachel Carson, una delle «madri» dell'ambientalismo, è ancora attuale. In molti luoghi nessun cinguettìo allieta primavere, estati, campagne e borghi e una delle maggiori responsabili, accanto alla caccia e all'inquinamento generale, è l'agricoltura chimica. Per questo Birdlife International ha in corso in Europa la campagna «Farming for Life» (Coltivare per la vita; sul sito www.birdlife.org). La Politica agricola comune (Pac) per oltre 40 anni ha incentivato un'agricoltura intensiva a base di pesticidi anziché sostenere sistemi «dolci» per la natura e la via selvatica. Ciò ha avuto effetti devastanti sull'avifauna, sulle altre specie e sugli habitat in generale. La «svolta» della Pac nella direzione della sostenibilità, nel 2001, ha accettato di incorporare misure di freno al declino della biodiversità e di recupero ambientale. L'attuale riforma può essere un'occasione e Birdlife fa campagna per una campagna che: protegga la vita selvatica e il paesaggio, sostenga i metodi ecologici e le comunità di produttori, offra prodotti di qualità ai consumatori.
Non dalla sola agricoltura giungono le minacce ai volatili, minacce che in altre zone del mondo sono anche più gravi. Se alcuni ambientalisti sollevano il problema dell'impatto con gli aerei sempre più numerosi e di quello con le pale eoliche, ancora più devastante è ad esempio la pesca a strascico che uccide ogni anno nel mondo 300.000 albatros: il loro stomaco è lacerato dall'amo che a sua volta ha lacerato lo stomaco dei pesci, cibo di questi grandi pennuti.
Un rapporto dell'Onu di qualche anno fa metteva in guardia: il 12% delle 1.130 specie di uccelli è minacciato di estinzione, soprattutto a causa della distruzione degli habitat. Per la cicogna nera, ad esempio, gli scienziati temono un destino analogo a quello dei dinosauri, a causa del taglio delle foreste, dell'agricoltura e della costruzione di dighe. La sua popolazione totale è di circa 7.000-9.500 coppie, secondo l'ornitologo lituano Maris Strasdz; la presenza più numerosa è in Europa, soprattutto in Polonia, Bielorussia e Lituania, nella quiete delle antiche foreste; che però cadono sotto i colpi delle moderne scuri.
La cicogna bianca è invece minacciata dalle linee elettriche. L'elettrocuzione e l'impatto contro cavi aerei ne costituiscono la principale causa di morte. Decine di casi sono stati registrati anche in Italia. Alcune ricerche indicano un crescente impatto anche in Medio Oriente (dove transitano in migrazione oltre 500.000 cicogne ogni anno) e nel continente africano, in concomitanza con il progressivo ampliamento della rete. La Convenzione di Bonn relativa alla conservazione delle specie migratici di fauna selvatica ha stabilito la necessità di censire le linee pericolose per l'uccello. Donna era una cicogna bianca monitorata. La radio satellitare con la quale era stata marcata ha fornito dati sui suoi spostamenti per 2.033 giorni, finché non è arrivata la notizia che Donna è morta per elettrocuzione. A circa 20 anni dal ritorno della cicogna bianca in Italia, dopo oltre tre secoli di assenza, solo 151 coppie nidificano nel nostro paese. E l'associazione Olduvai lancia un apposito programma di raccolta di dati sulla presenza delle linee elettriche pericolose; lo scopo è che si arrivi a una normativa protettiva. Tutti possono collaborare al censimento: ricerca@cicognabianca.it
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