mercoledì 18 settembre 2013
TERRA TERRA
02.09.2005
-
| di MARINA FORTI
,
L'Indonesia combatte la polio
Le autorità sanitarie dell'Indonesia hanno avviato una campagna a dir poco gigantesca: in due giornate sperano di vaccinare contro la polio 24 milioni di bambini sotto i 5 anni. Per questo ha mobilitato 750mila operatori sanitari e volontari attraverso tutto l'arcipelago, 6.000 isole maggiori e una miriade di isolette, in una regione attraversata da tre fusi orari... Ma non sono solo le difficoltà logistiche di questo enorme paese a rendere notevole l'operazione, pianificata in tre tornate (la prima si è tenuta il 30 agosto, la prossima sarà il 27 settembre, l'ultima a novembre). Il fatto è che la polio era scomparsa dall'Indonesia, l'ultimo caso risale a 10 anni fa. Poi però lo scorso maggio i medici hanno annunciato che un bambino, rimasto paralizzato un paio di mesi prima, risultava colpito proprio da poliomielite. Poi sono comparsi altri casi, nello stesso gruppo di villaggi di Giava occidentale in cui molti adulti avevano viaggiato di recente in Arabia saudita, chi per lavoro e chi per il pellegrinaggio. Da allora, 225 bambini sono rimasti paralizzati dalla polio in cinque province indonesiane. Malattia assai infettiva, la poliomielite è dovuta a un virus che entra nel corpo umano attraverso l'aria (si «respira»), si moltiplica nell'intestino e attacca il sistema nervoso. I primi sintomi sono febbre, vomito, fatica. Attacca più facilmente i bambini. La cosa preoccupante è che la paralisi degli arti (di solito le gambe), spesso irreversibile, è solo la manifestazione estrema della malattia: succede in media in un caso su duecento. Così gli esperti sanitari in Indonesia temono che altri 40mila bambini siano già infettati. E questo è un colpo terribile, da un lato perché l'Indonesia è ormai il 16mo paese reinfettato dalla polio negli ultimi quattro anni: nel 2003 sembrava una malattia in via di scomparsa, oggi è di nuovo un allarme globale. E poi, la polio viaggia a grande velocità: si pensi che il virus trovato in Indonesia è arrivato dalla Nigeria nel giro di un paio d'anni, passando per la penisola arabica - attraverso l'analisi genetica di quel ceppo del virus gli esperti sanitari credono di aver ricostruito in modo molto preciso il suo viaggio (terraterra, 6 maggio 2005). E se in Indonesia la polio è arrivata con i pellegrini tornati dall'Arabia, da qui può facilmente diffondersi in Malaysia, Thailandia o Filippine portata da pescatori o emigranti. Per questo è così importante fermare il virus: e l'unico modo per farlo è il vaccino. Così già nel maggio scorso, in gran fretta, il governo indonesiano con il sostegno dell'Unicef ha condotto una prima campagna per vaccinare 6 milioni di bambini nell'affollatissima Giava (l'isola centrale, benché non la più grande dell'Indonesia, fa da sola oltre 100 milioni di abitanti). Ora si tratta di vaccinare proprio tutti i bambini indonesiani. Certo, non è facile. Ci sono problemi di approvvigionamento: anzi, una penuria globale di vaccini anti-polio da quando, l'anno scorso, l'Oms ha tolto la licenza a una casa farmaceutica malese, la Biofarma, che fino a quel momento forniva un terzo delle dosi di siero anti-polio acquistate dall'Unicef, il Fondo dell'Onu per l'infanzia, e distribuite nei paesi in via di sviluppo. Ora ispettori dell'Oms stanno riesaminando la ditta malese per considerare di ridarle la licenza. Si noti: il fatto che a produrre il siero fosse una ditta di un paese musulmano aveva aiutato a convincere l'ultraconservatore clero musulmano della Nigeria a levare il proprio anatema contro le vaccinazioni... E poi sembra difficile superare una certa diffidenza popolare. In maggio, durante la prima campagna di vaccinazioni a Giava, 4 bambini erano morti: per altre cause, hanno insistito i medici, ma sulla stampa le cose erano state legate. Così circa 700mila bambini non hanno fatto il richiamo del vaccino un mese dopo, rendendo tutto inutile. E ora parte del lavoro di sanitari e medici è convincere la popolazione che quelle due gocce di siero lasciate cadere sulla lingua dei loro bambini non sono un pericolo, al contrario.
Rubrica quotidiana sull'ambiente
ultimo articolo pubblicato
ricerca
I 10 argomenti più trattati:
AGRICOLTURA [330]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA
Luisa Betti
-
Confronto pubblico a Roma sul decreto 93 (DL femminicidio V parte)
di Luisa Betti - 18.09.2013 15:09
NAPOLI CENTRALE
Francesca Pilla
-
La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
LO SCIENZIATO BORDERLINE
Massimo Zucchetti
-
Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
LOSANGELISTA
Luca Celada
-
Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
FRANCIAEUROPA
Anna Maria Merlo
-
E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
POLTERGEIST
Nefeli Misuraca
-
Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
QUINTOSTATO
Roberto Ciccarelli
-
Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
NUVOLETTA ROSSA
Andrea Voglino
-
Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
STREET POLITICS
Giuseppe Acconcia
-
Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
AUTOCRITICA
Francesco Paternò
-
Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
HORROR VACUO
Filippo Brunamonti
-
Sal – Conversazione con l’attore Salvatore Ruocco
di Filippo Brunamonti - 26.08.2013 18:08
ANZIPARLA
Giulia Siviero
-
La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL
Gianni Proiettis
-
Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08
SERVIZI










