mercoledì 18 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale mercoledì 18 settembre 2013
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
TERRA TERRA
08.11.2005
  • | di KARIMA ISD,
    Il traffico osceno di animali esotici
    «Gli uccelli selvatici non sono la prima causa dell'influenza aviaria. Lo sono invece i volatili introdotti illegalmente in Russia; essi hanno trasmesso il virus agli uccelli selvatici, e non il contrario», ha affermato il veterinario dello zoo di Mosca Valentin Kozlitine, secondo il quale il 99% dei pappagalli venduti nel paese - dove la fauna esotica spopola - fanno parte del mercato nero e non sono stati sottoposti a controllo veterinario. Per questo, continua l'esperto, «le raccomandazioni di abbattere gli uccelli selvatici che sorvolano gli allevamenti avicoli sono poco intelligenti». Ha invece molto senso rafforzare i controlli sul commercio internazionale di specie esotiche, il cui giro d'affari globale, mettendo insieme l'import-export di specie ammesse e quello di specie proibite o disciplinate è stimato, dalla sezione Traffic del Wwf inglese, intorno ai 160 miliardi di dollari l'anno. Un (capo)giro secondo solo alla droga; e il Fish and Wildlife Service degli Stati uniti documenta come un terzo della cocaina sequestrata nel paese arrivi insieme ad animali o parti di animali illegalmente esportati. Indubbiamente si tratta di un commercio più degli altri guidato da una domanda di tipo «ludico» e futile: sarà banale, ma se le persone smettessero di volere l'iguana, il pappagallo e altri esotici in salotto, tutto ciò si sgonfierebbe. Però il traffico risponde anche ad altri consumi: alimentari, medicinali, collezionistici. In alcuni paesi - mittenti e riceventi - tutto passa senza problemi e i contrabbandieri non hanno nemmeno bisogno di metodi creativi per sfuggire alla legge; in altri i controlli sono più rigidi e allora è un proliferare di metodi creativi per passare le frontiere di aria, terra e mare.

    Dal punto di vista della biodiversità, la vendita di specie in via di estinzione o minacciate viola la Cites, Convenzione di Washington sul commercio internazionale di specie protette (www.cites.org). Dal punto di vista della sofferenza, sono milioni e milioni gli animali - volatili, serpenti, tartarughe, iguane, molto di moda - catturati senza scrupoli o allevati all'uopo, trasportati di nascosto per mezzo mondo (i viaggi provocano un'elevata mortalità per soffocamento, stenti e stress; nove uccelli su dieci muoiono prima di arrivare a destinazione), e infine rinchiusi in gabbie e perfino bacheche nelle case dei paesi non esotici.

    Alla fine di ottobre un incontro a Londra fra esperti e funzionari europei addetti alla repressione dei crimini contro la vita selvatica e la biodiversità si è concluso con l'impegno di rafforzare i controlli sul traffico illegale. Negli stessi giorni a Bangkok, i rappresentanti dei dieci governi membri dell'Asean (associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico: Indonesia, Malaysia, Filippine, Singapore, Thailandia, Brunei, Vietnam, Laos, Myanmar e Cambogia) hanno costituito una rete regionale per combattere il fenomeno, che minaccia la biodiversità della regione. I cui stessi abitanti sono ormai un crescente mercato per le specie selvatiche e rare, da «compagnia» o da piatto.

    Adesso ci si mette l'influenza aviaria. La recente decisione dell'Unione europea di vietare l'importazione quantomeno degli uccelli esotici - dopo la morte in quarantena di un pappagallo del Suriname - arriva in ritardo, ha denunciato in Italia la Lav (Lega anti-vivisezione); «uccelli malati potrebbero già essere spediti in tutto il mondo». Già all'inizio del 2004, Europa e Stati uniti avevano vietato ma per pochi mesi l'importazione di uccelli selvatici da Cambogia, Indonesia, Giappone, Laos, Pakistan, China (Hong Kong compresa), Sud Corea, Thailandia e Vietnam. Singoli temporanei provvedimenti erano stati presi per la Corea del Nord e Taiwan. Quest'ultimo paese esporta di tutto, dagli uccelli alle farfalle, e non fa parte dei paesi aderenti alla Convenzione di Washington. Può fare quello che vuole anche come intermediario. Giorni fa a Taiwan, un carico di 1000 uccelli provenienti dalla Cina è stato trovato infetto dal virus H5N1.

Rubrica quotidiana sull'ambiente
ultimo articolo pubblicato
ricerca
I 10 argomenti più trattati:
AGRICOLTURA [330]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI