domenica 17 febbraio 2013
TERRA TERRA
03.12.2005
-
| di MARINA FORTI,
Il «numero uno» della palma da olio
L'Indonesia vuole espandere le piantagioni di palma da olio, una delle voci più importanti del suo export agricolo. Progetta, in particolare, di creare una grande piantagione nel Kalimantan, la parte indonesiana del Borneo, in una zona occidentale presso il confine con la Malaysia. Ne dà notizia Down to Earth, bollettino online che riprende notizie e commenti di gruppi indonesiani per l'ambiente, la giustizia sociale e i diritti umani. «Tutto è pronto per un'intensificazione dei conflitti per la terra e per le risorse», commenta Down to Earth (agosto 2005). Il progetto di espandere l'industria dell'olio di palma è stato annunciato dal presidente Susilo Bambang Yudhoyono: il suo governo punta su questa derrata, molto richiesta sui mercati mondiali (è usato come olio e grasso vegetale per usi alimentari e non) per rimpinguare le entrate del paese. Uscita fragile dalla crisi asiatica del 1997-98, con un impoverimento crescente, attraversata da crisi sociali e politiche dopo il crollo del regime autoritario di Suharto, l'Indonesia ha disperato bisogno di incoraggiare l'export e attrarre investimenti stranieri, per far uscire l'economia dalle secche e finanziare il suo debito estero. In questo, Yudhoyono continua la politica dei suoi predecessori: tutti hanno visto nelle risorse naturali la base su cui rilanciare la crescita. E però lo sviluppo di grandi progetti forestali prima, e piantagioni poi, in Indonesia è stato accompagnato da conflitti drammatici, con intere comunità espulse dalle terre che coltivavano magari in regime di proprietà collettiva... Quando si parla di grandi piantagioni, in Indonesia, bisogna intendere davvero «grandi». Secondo i dati raccolti da Walhi, coordinamento indonesiano per l'ambiente e la giustizia (riferimento locale di Friends of the Earth international), in Kalimantan occidentale 3,5 milioni di ettari sono stati «mappati» dal governo per espandervi le piantagioni di palma: è un territorio più grande della Sicilia (l'intero Kalimantan è grande circa quanto la Francia). Il governo vuole «sviluppare» in particolare il territorio al confine con la parte malaysiana del Borneo, e una piantagione da 2 milioni di ettari - sarà creata a cavallo tra Kalimantan occidentale e orientale. Secondo il ministro dell'agricoltura Anton Apriyantono (citato dal Jakarta Post in luglio), nel progetto saranno investiti 567 milioni di dollari in cinque anni, vi lavoreranno 500 mila addetti (si intende il ciclo di coltivazione, raccolto e spremitura dell'olio) e la produzione dovrebbe cominciare nel 2010. Entro quell'anno il governo di Jakarta vuole fare dell'Indonesia il primo produttore mondiale di palma da olio, togliendo il primato alla Malaysia. il governo lega lo sviluppo delle piantagioni di palma nelle zone a ridosso della frontiera con la sicurezza delle frontiere stesse, la «riduzione della povertà», lo sviluppo locale e la necessità di fermare il taglio illegale del legname e il suo contrabbando: visitando Kalimantan in giugno, il presidente Yudhoyono ha dichiarato che con le piantagioni arriveranno le strade e più controlli e posti di blocco per fermare i traffici illegali. Ma creare nuove piantagioni significa tagliare nuove porzioni di foresta, e con le nuove strade la deforestazione illegale e il contrabbando di legname si espanderanno a zone ancora intoccate. Down to Earth prevede «nuovi conflitti per la terra - accompagnati a volte da repressione violenta verso coloro che si oppongono agli espropri, impoverimento, negazione dei diritti e distruzione delle fonti di sopravvivenza delle comunità indigene, deforestazione e incendi forestali, inquinamento, indebitamento e condizioni di vita miserabili per gli operai delle piantagioni», come successo con le piantagioni esistenti. Il bollettino indonesiano riferisce di una conferenza delle comunità indigene di Kalimantan occidentale per discutere le implicazioni dell'espansione delle piantagioni. Walhi ha scovato una ricerca dell'ente del governo giapponese per la cooperazione (Jica), che cinque anni fa raccomandava di non espandere le piantagioni in Kalimantan occidentale oltre un milione di ettari, per garantire l'equilibrio ecologico della provincia. Ma la sete di export ha avuto la meglio.
Rubrica quotidiana sull'ambiente
ultimo articolo pubblicato
ricerca
I 10 argomenti più trattati:
AGRICOLTURA [330]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA
Luca Celada
-
Mahony: Ombra sul Conclave
di luca celada - 16.02.2013 20:02
ANTIVIOLENZA
Luisa Betti
-
Gentile cavaliere, scenda dalla sella
di Luisa Betti - 15.02.2013 18:02
LO SCIENZIATO BORDERLINE
Massimo Zucchetti
-
Sulla gerontocrazia e i “grandi vecchi”
di massimozucchetti - 14.02.2013 22:02
QUINTOSTATO
Roberto Ciccarelli
-
Scuola: “Concorso-truffa”, seconda parte
di Roberto Ciccarelli - 13.02.2013 09:02
FRANCIAEUROPA
Anna Maria Merlo
-
Matrimonio per tutti: l’Assemblée approva, 329 a favore, 299 contro
di Anna Maria - 12.02.2013 18:02
ROVESCI D'ARTE
Arianna Di Genova
-
Dead Writers, annusa il profumo della letteratura
di arianna - 08.02.2013 09:02
POLTERGEIST
Nefeli Misuraca
-
Revolution: J.J. Abrams e i suoi errori
di nefeli - 04.02.2013 08:02
HORROR VACUO
Filippo Brunamonti
-
Full Metal Jacket, il diario in una App per Ipad
di Filippo Brunamonti - 02.02.2013 20:02
NUVOLETTA ROSSA
Andrea Voglino
-
Metti Jac all’Ara Pacis: quadretti di un’esposizione
di Andrea - 20.01.2013 19:01
ESTESTEST
Astrit Dakli
-
Un mezzo trasloco
di a. d. - 16.01.2013 15:01
NAPOLI CENTRALE
Francesca Pilla
-
Gomorra2, e che fiction sia
di francesca - 13.01.2013 16:01
POPOCATÉPETL
Gianni Proiettis
-
I comunicati zapatisti / 2 e fine
di gianni - 10.01.2013 03:01
AUTOCRITICA
Francesco Paternò
-
Ford Fiesta, MyKey è la tua
di fpaterno - 26.11.2012 19:11
SERVIZI









