mercoledì 18 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale mercoledì 18 settembre 2013
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
TERRA TERRA
22.02.2006
  • | di MARINA ZENOBIO,
    Multinazionali, contadini e suicidi
    Qualche giorno fa, in un villaggio vicino a Nagpur, stato indiano del Maharashtra, alcuni contadini sono stati fermati mentre preparavano la propria pira funeraria. In meno di dieci anni, in India, 25mila agricoltori si sono tolti la vita. Era il 1997 quando si verificarono i primi casi di suicidio, un fenomeno che col passare degli anni ha assunto proporzioni sempre più allarmanti. Sullo sfondo di questa tragedia collettiva c'è la profonda crisi agraria a cui non è estraneo il processo di liberalizzazione economica, avviato in India nel 1991, con la supervisione del programma di aggiustamento strutturale della Banca mondiale. I suicidi si stanno verificando in zone tutt'altro che povere, come Andhra Pradesh, Karmataka e Maharashtra. Solo in quest'ultimo stato dell'India centrale l'anno scorso si sono tolte la vita 674 persone, piccoli latifondisti e contadini schiacciati dal peso di debiti che non riescono più a pagare. Davanti al crescente numero di suicidi, l'Associazione indiana di agricoltura biodinamica e organica si è rivolta al Tribunale supremo di Mumbay, che sua volta ha commissionato al Tata Institute of Social Sciences uno studio sul fenomeno. I risultati della ricerca, pur arrivando da un'istituzione, sono sorprendentemente simili alle analisi di Vandana Shiva. Nonostante le popolazioni delle aree rurali in India dipendano per il 75% dall'agricoltura, nel paese il settore agricolo rappresenta solo il 25% del Prodotto interno lordo. Il dottor Desai, ex direttore del Tata Institute of Social Sciences, scrive che i governi indiani che si sono alternati alla guida del paese negli ultimi anni, «guidati da Fondo monetario internazionale e Banca mondiale, hanno drasticamente diminuito le spese destinate allo sviluppo rurale», laddove per sviluppo rurale si intendono, nel loro insieme, i programmi di assistenza per le zone speciali, la prevenzione delle inondazioni, il controllo dei sistemi di irrigazione, le infrastrutture per l'energia e il trasporto.

    Nel 1998, quando è arrivato al governo di Nuova Delhi il Bharatiya Janata Party (Bjp), la Banca mondiale ha forzato l'India a spalancare le porte a multinazionali tipo Cargill, Monsanto e Sygenta. Da un anno all'altro i semi, gelosamente conservati dai contadini, hanno lasciato il posto a quelli importati dalle grandi multinazionali, più costosi, che richiedono più fertilizzanti, più acqua e sono ibridi. Il suolo, sfruttato al massimo, sta subendo una rapida erosione che si può combattere solo con grandi quantità di acqua e fertilizzanti. Ma i sussidi per l'irrigazione, l'elettricità e i fertilizzanti non ci sono.

    La politica di liberalizzazione ha ceduto sempre più il passo al settore privato che vende, a caro prezzo, gli input necessari all'agricoltura e sementi buone solo per un raccolto. Secondo il dossier del Tata Institute of Social Sciences, gli unici consigli a disposizione dei contadini per combattere l'erosione del terreno e le minacce dei parassiti arrivano dalle stesse multinazionali che vendono i prodotti. Il costo crescente della produzione e l'impossibilità di sopravvivere con la vendita di raccolti sempre più scarsi, costringono gli agricoltori a chiedere prestiti a banche o società di credito che li concedono, però, solo a chi ha titolo di proprietà sulla terra e comunque una sola volta, o almeno finché il primo prestito non viene estinto. Alla fine, quando non si sa più a chi rivolgersi, arrivano gli strozzini, società «informali» con cui ormai si è indebitato il 75% degli agricoltori indiani. Così si stringe la spirale della dipendenza, come un cappio intorno al collo.

Rubrica quotidiana sull'ambiente
ultimo articolo pubblicato
ricerca
I 10 argomenti più trattati:
AGRICOLTURA [330]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI