mercoledì 18 settembre 2013
TERRA TERRA
25.02.2006
-
| di MARINA ZENOBIO
,
Mini e maxi armati di idrocarburi
I piccoli paesi produttori di gas e petrolio ormai non sono soli e, come la Russia insegna, iniziano ad applicare alle multinazionali le leggi del libero mercato. Non è questo che i sostenitori del neoliberismo vogliono e non è in nome di questo che sono in corso guerre senza fine? A gennaio, in piena stagione invernale, Mosca ha fatto seguire alle minacce i fatti tagliando all'Ucraina i rifornimenti di gas perché il suo governo non voleva accettare l'aumento di prezzi avvicinandoli a quelli, molto più alti, di mercato. In realtà il vecchio orso russo non ha mai digerito la rivoluzione arancione, appoggiata dagli Usa, e ha pensato di combatterla con un cambio di strategia di cui, con ogni probabilità, Yushenko è solo il primo bersaglio. La chiusura del rubinetto del gas all'Ucraina ha però coinvolto anche i paesi europei che da quel gas dipendono per oltre un quarto del proprio fabbisogno. Preoccupati per la paralisi delle proprie industrie, George Bush e i suoi alleati del vecchio mondo, non hanno avuto altra scelta che fare pressioni sul governo ucraino perché accettasse le condizioni di Putin. E così è stato, anche se Washington si è lamentata che la Russia usa il gas come pressione politica. Ma non è quello che gli americani, manu militari, continuano a fare in tutto il mondo? Gli Usa hanno iniziato questo «gioco» in Afghanistan. Dopo averlo distrutto, la prima opera di «ricostruzione» è quella di un nuovo corridoio per il gas che attraverserà il deserto e le montagne del paese conquistato, entrerà in Pakistan e dopo aver percorso oltre 1200 km, arriverà al porto di Karachi. L'incarico multimilionario affidato alla Halliburton, società di cui il corruttibile Dick Cheney, prima di diventare vice presidente Usa, è stato chief executive officer. Essendo però il gasdotto, se realizzato, facilmente sabotabile, dovrà essere presidiato da forze armate per l'intero suo percorso, lungo il quale vivono numerose comunità integraliste islamiche militarmente attive, per le quali non valgono le minacce di bombardamenti. Iraq docet: Saddam sarà stato pure sconfitto ma il popolo iracheno ha trasformato il paese in un nuovo Vietnam e per Bush il petrolio non è più così redditizio.
Anche in America latina le prospettive per le multinazionali degli idrocarburi non sono rosee. Bolivia e Venezuela hanno dimostrato una grande capacità di mobilitazione sociale di fronte ai tentativi di far fuori Chavez o di impedire il trionfo democratico di Evo Morales, e la minaccia di far venire meno gli investimenti in quei paesi non inganna più. Le aziende cominciano ad ammettere la realtà inviando ammiccamenti in direzione di quei paesi nella speranza di aggirare gli ostacoli, tipo quelli con cui la Repsol-Ypf sta già facendo i conti in Bolivia. La società petrolifera spagnola infatti è indagata per aver falsato il valore delle sue azioni alla borsa di New York , con forti ripercussioni sul mondo finanziario, dichiarando come proprie riserve di gas e petrolio che la Bolivia non le mai aveva concesso. A Madrid, Londra, e su altre borse, le azioni salite in pochi giorni sono cadute strepitosamente e, davanti a prove inconfutabili presentate da neoministro boliviano per gli idrocarburi Soliz Rada, la Repsol-Ypf ha dovuto riconoscere «un errore di calcolo» e sta cercando un accordo per evitare sanzioni legali e l'espulsione dal paese.
Il presidente argentino Kirchner lo scorso marzo, con l'appoggio delle forze sociali del paese e dei piqueteros, ha invitato a boicottare la Shell che aveva aumentato il prezzo dei suoi prodotti. Speriamo siano arrivati tempi duri per l'«orda nera» delle multinazionali degli idrocarburi.
Rubrica quotidiana sull'ambiente
ultimo articolo pubblicato
ricerca
I 10 argomenti più trattati:
AGRICOLTURA [330]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA
Luisa Betti
-
Cosa significa “centro antiviolenza”? (DL femminicidio IV parte)
di Luisa Betti - 17.09.2013 02:09
NAPOLI CENTRALE
Francesca Pilla
-
La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
LO SCIENZIATO BORDERLINE
Massimo Zucchetti
-
Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
LOSANGELISTA
Luca Celada
-
Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
FRANCIAEUROPA
Anna Maria Merlo
-
E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
POLTERGEIST
Nefeli Misuraca
-
Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
QUINTOSTATO
Roberto Ciccarelli
-
Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
NUVOLETTA ROSSA
Andrea Voglino
-
Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
STREET POLITICS
Giuseppe Acconcia
-
Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
AUTOCRITICA
Francesco Paternò
-
Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
HORROR VACUO
Filippo Brunamonti
-
Sal – Conversazione con l’attore Salvatore Ruocco
di Filippo Brunamonti - 26.08.2013 18:08
ANZIPARLA
Giulia Siviero
-
La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL
Gianni Proiettis
-
Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08
SERVIZI










