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TERRA TERRA
30.08.2006
  • | di Marina Forti
    Nepal, i maoisti e i rinoceronti
    Negli ultimi mesi il bracconaggio è aumentato in modo considerevole, così il comitato di gestione del Royal Chitwan National Park, insieme al Wwf e altre organizzazioni per la conservazione della natura, ha convocato un vertice con tutte le parti interessate. Stiamo parlando del Nepal: il parco nazionale di Chitwan si estende in due distretti centro-meridionali del paese (i distretti di Chitwan e di Nawalparasi), e ospita in particolare una popolazione di rinoceronti.
    Il Nepal è impegnato in una delicata transizione istituzionale e politica, dopo la rivoluzione di aprile che ha rovesciato il potere assoluto del suo re Gyanendra. (Il re è da allora chiuso nel suo palazzo: ne uscirà presto però per rispondere a una commissione d'inchiesta, presieduta da un giudice di Corte suprema, che indaga sulla repressione delle manifestazioni di aprile, quando polizia ed esercito hanno ucciso 21 cittadini e ne hanno feriti altri 5.000. Non era mai successo prima nella storia del regno nepalese che il sovrano fosse obbligato a rispondere delle sue azioni).
    Ebbene: la notizia è che a quel vertice «all party» sulla caccia illegale al parco di Chitwan c'erano anche i rappresentanti del Partito comunista maoista del Nepal, insieme alle altre forze politiche presenti in quei distretti e a varie forze sociali e ambientaliste: l'Associazione degli albergatori del Nepal, la Federazione degli utenti delle foreste comunitarie, il «Gruppo giovanile di educazione anti-bracconaggio», e molti giornalisti locali. A promuovere un vertice così ampio è' stato il Wwf Nepal, riferisce il bollettino ambientalista Environment News Service.
    La riunione è in sé un avvenimento. Il partito maoista ha una forte influenza nel Nepal rurale, ha combattuto una lotta armata più che decennale contro una monarchia oscurantista e feudale e controlla gran parte del territorio del paese. Prima della rivoluzione di aprile sarebbe stato impensabile avere un rappresentante del movimento armato a una riunione delle autorità locali di qualunque natura. Ora invece i maoisti ci sono, e si sono impegnati a lavorare con le organizzazioni conservazioniste per fermare la caccia illegale. Akash, segretario del partito nel distretto di Nawalparasi, ha dichiarato: «Faremo opera di sensibilizzazione tra le organizzazioni nostre affiliate e nel partito a tutti i livelli a favore della conservazione del rinoceronte», e far comprendere il valore di proteggere la fauna minacciata.
    L'importanza di conservare la fauna minacciata non è trascurabile. Una delle prime minacce per i rinoceronti come tutte le altre specie selvatiche è la perdita degli habitat naturali: quando la foresta si assottiglia, e gli animali selvatici fanno fatica a mantenere lo spazio in cui muoversi e trovare il cibo. Ma la perdita degli habitat naturali minaccia in modo più o meno immediato anche la popolazione umana che vive, raccoglie frutti (ad esempio nelle Foreste comunitarie) e coltiva nella zona. L'altra minaccia ovviamente è la caccia, illegale in questo caso perché il rinoceronte è una delle specie superprotette in tutto il mondo. E negli ultimi due mesi (dopo la rivoluzione, in effetti), dentro e attorno al Chitwal National Park sono aumentati gli episodi di uccisioni.
    Il rinoceronte è ricercato dai bracconieri per un solo motivo: il suo corno. Usato nella medicina tradizionale cinese, il corno di rinoceronte grezzo o ridotto in polvere è talmente ben pagato che si dice valga più del peso in oro di tutto il mammifero. Il cacciatore di frodo di solito prende ben pochi soldi in confronto a quanti ne lucreranno i successivi intermediari, ma in una situazione di grande povertà anche quei pochi soldi sembrano tanti. Così è capitato il 29 luglio che le guardie forestali trovassero una carcassa di rinoceronte crivellata di colpi di fucile, in una Foresta comunitaria adiacente al Parco: era una femmina incinta, il feto aveva 15 mesi. In tutto, 6 rinoceronti sono stati uccisi in luglio e agosto, su una popolazione già in declino. Il Parco di Chitwan è stato istituito nel '72 quando solo un'ottantina di rinoceronti erano rimasti nella zona. All'inizio le cose funzionavano: a un censimento del 2000 risultarono 544 individui. Ma nel 2005 i biologi ne hanno trovato solo 372: 172 rinoceronti persi in 5 anni.
    Non è chiaro se nella riunione tenuta giorni fa qualcuno ha parlato anche del perché aumenta il bracconaggio, cosa spinge i cacciatori di frodo (locali? esterni?). Intanto però la forza che controlla davvero il territorio - i maoisti - si è detta convinta che bisogna fermarli, e i conservazionisti sperano che questo sia un deterrente abbastanza forte per i futuri bracconieri
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