domenica 17 febbraio 2013
TERRA TERRA
07.11.2006
-
| di Marina Forti
Il caffé Starbucks ricatta l'Etiopia
L'Etiopia è uno dei paesi più poveri del mondo, ha un prodotto interno lordo di 8 miliardi di dollari e l'80% dei suoi 76 milioni di abitanti vive con meno di 2 dollari al giorno (un quarto vive con meno di un solo dollaro quotidiano). Starbucks Coffee invece è forse la più nota catena statunitense di caffé, ha inventato una formula ormai esportata in tutto il mondo, ha avuto un fatturato di 7,8 miliardi di dollari nell'anno concluso a ottobre 2006 (un aumento del 22% rispetto al 2005). In altre parole, Starbucks fattura ogni anno poco meno dell'intero prodotto interno lordo etiopico. Non si capirebbe altrimenti come una singola azienda riesca a tiranneggiare un stato.
«Tiranneggiare» in effetti è il termine usato dall'organizzazione umanitaria Oxfam per descrivere il braccio di ferro che oppone la catena di caffé americana e il governo di Addis Abeba. La questione: l'anno scorso l'Etiopia, paese produttore di caffé, ha avviato le pratiche presso l'Ufficio dei brevetti degli Stati uniti per far riconoscere il trademark (marchio di origine) sulle sue tre più rinomate varietà di caffé, le varietà Sidamo, Harar e Yirgacheffe. Una volta riconosciuta questa forma di proprietà intellettuale, l'Etiopia potrebbe vendere il suo caffé a condizioni più vantaggiose: per i coltivatori sarebbe un reddito extra del 25% - circa 88 milioni di dollari in più all'anno. Solo che la pratica è stata respinta: e secondo Oxfam è stata proprio Starbucks a usare tutto il suo potere per bloccare la richiesta di copyright avanzata da Addis Abeba.
La richiesta dell'Etiopia all'Ufficio americano di brevetti risale a un anno fa; il governo etiopico ha usato la consulenza di uno studio di Washington specializzato in proprietà intellettuale. E' risultato però che un anno prima, nel 2004, Starbucks aveva chiesto che gli fosse riconosciuto il marchio «Sidamo»: così l'Ufficio dei brevetti ha respinto la domanda etiopica perché il nome era già oggetto di una domanda analoga. La richiesta di Starbucks è decaduta nel giugno di quest'anno: a quel punto però la National Coffee Association degli Stati uniti (associazione di categoria di cui Starbucks è tra i membri principali) ha avanzato formali obiezioni alla domanda di Addis Abeba. Oxfam ha sentito dei rappresentanti della National Coffee Association: hanno ammesso di aver fatto quelle obiezioni su esplicita richiesta di Starbucks.
La storia è in qualche modo esemplare. Le regole internazionali sul commercio codificate dal Wto danno grande importanza a marchi e brevetti, al punto che la proprietà intellettuale ormai rappresenta una parte considerevole del valore del commercio mondiale. L'Etiopia in fondo è stata al gioco: è il paese di origine del caffé, ha tre varietà originali, e quel trademark potrebbe aumentare il valore commerciale di ciò che esporta.
Per l'Etiopia, il caffé fa tra il 40 e il 50% del reddito da esportazioni; 15 milioni di cittadini etiopi dipendono dal commercio del caffé. Negli Stati Uniti, «i caffé Sidamo e Harar si vendono nei negozi a 26 dollari la libbra (circa mezzo chilo) perché sono considerati caffé speciali; ma i coltivatori etiopi guadagnano solo da 60 centesimi e 1,10 dollari per il loro caffé, appena abbastanza da coprire il costo di produzione», spiega Tadesse Meskela, capo dell'Unione cooperativa Oromia di coltivatori di caffé in Etiopia (citato da Oxfam, 26 ottobre). Se il marchio commerciale fosse riconosciuto negli Stati uniti (come lo è già in Europa e in Canada), i contadini etiopi potrebbero vendere un po' meglio il loro caffé speciale («mentre quei pochi centesimi in più la libbra pagati ai produttori non inciderebbero più di tanto sui profitti di Starbucks», fa notare Oxfam).
Le regole però sono una cosa e il potere è un'altra. Addis Abeba, consigliata dai consulenti legali di Washington, ha proposto un compromesso: Starbucks firmi un accordo che riconosce all'Etiopia la proprietà del nome dei suoi caffé. In fondo, l'azienda di Seattle si è data molte arie «equo-solidali» negli ultimi tempi e nel 2004 ha firmato un accordo di cooperazione con Oxfam per sostenere i produttori di caffé etiopi. Per questo ora Oxfam parla di «passi indietro» e chiede a Starbucks di accettare la proposta etiopica.L'azienda però è su una linea di chiusura: «Oxfam ... deve mettere fine alla sua campagna», dice un comunicato stampa del 2 novembre. L'azienda di Seattle dice che la campagna condotta da Oxfam è «sbagliata» e «non aiuterà i coltivatori etiopi. In effetti potrebbe danneggiarli, se gli stabilimenti di tostatura smettessero di comprare i caffé dall'Etiopia». Una minaccia neppure troppo velata, a cui ribatte Oxfam (in un comunicato del 3 novembre): «Starbuck deve smettere di tiranneggiare i poveri».
Rubrica quotidiana sull'ambiente
ultimo articolo pubblicato
ricerca
I 10 argomenti più trattati:
AGRICOLTURA [330]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA
Luca Celada
-
Mahony: Ombra sul Conclave
di luca celada - 16.02.2013 20:02
ANTIVIOLENZA
Luisa Betti
-
Gentile cavaliere, scenda dalla sella
di Luisa Betti - 15.02.2013 18:02
LO SCIENZIATO BORDERLINE
Massimo Zucchetti
-
Sulla gerontocrazia e i “grandi vecchi”
di massimozucchetti - 14.02.2013 22:02
QUINTOSTATO
Roberto Ciccarelli
-
Scuola: “Concorso-truffa”, seconda parte
di Roberto Ciccarelli - 13.02.2013 09:02
FRANCIAEUROPA
Anna Maria Merlo
-
Matrimonio per tutti: l’Assemblée approva, 329 a favore, 299 contro
di Anna Maria - 12.02.2013 18:02
ROVESCI D'ARTE
Arianna Di Genova
-
Dead Writers, annusa il profumo della letteratura
di arianna - 08.02.2013 09:02
POLTERGEIST
Nefeli Misuraca
-
Revolution: J.J. Abrams e i suoi errori
di nefeli - 04.02.2013 08:02
HORROR VACUO
Filippo Brunamonti
-
Full Metal Jacket, il diario in una App per Ipad
di Filippo Brunamonti - 02.02.2013 20:02
NUVOLETTA ROSSA
Andrea Voglino
-
Metti Jac all’Ara Pacis: quadretti di un’esposizione
di Andrea - 20.01.2013 19:01
ESTESTEST
Astrit Dakli
-
Un mezzo trasloco
di a. d. - 16.01.2013 15:01
NAPOLI CENTRALE
Francesca Pilla
-
Gomorra2, e che fiction sia
di francesca - 13.01.2013 16:01
POPOCATÉPETL
Gianni Proiettis
-
I comunicati zapatisti / 2 e fine
di gianni - 10.01.2013 03:01
AUTOCRITICA
Francesco Paternò
-
Ford Fiesta, MyKey è la tua
di fpaterno - 26.11.2012 19:11
SERVIZI









