domenica 17 febbraio 2013
TERRA TERRA
17.02.2007
-
| di Marizen
Paraguay: contadini, cotone e repressione
I violenti scontri del 7 febbraio in Paraguay, tra polizia e circa 20 mila contadini che chiedevano al governo di aumentare il prezzo del cotone da loro prodotto - hanno causato 38 feriti (tra cui 11 poliziotti) e una quarantina di arresti. Le cariche sono partite quando i contadini, guidati dalla Fnc (Federaciòn nacional campesina), hanno tentato di occupare la carreggiata della Ruta VIII «Blas Garay», la strada che collega Caazapà a Yuti, 250 km a sud della capitale Asunciòn. Le Unità della polizia nazionale non hanno risparmiato gas lacrimogeno e pallottole di gomme, contro le quali i manifestanti hanno tentato di difendersi con dei bastoni ma, in 28, sono finiti ricoverati nell'ospedale di Santani con gravi lesioni e contusioni, mentre uno degli 11 poliziotti feriti ha riportato un trauma cranico.
La giornata di mobilitazione contro il governo di Nicanor Duarte era stata convocata dal Fnc, che rappresenta oltre 120 mila famiglie di produttori di cotone, dopo il mancato rispetto degli accordi tra la Federazione e il neo ministro dell'agricoltura Alfredo Molinas. Accordi che prevedevano un aumento del costo del cotone alla produzione di duemila guaranì (0,37 centesimi di dollaro) al chilo. Ma per il governo quell'accordo è carta straccia e non è disposto a pagare più di 1300 guaranì (circa 24 centesimi di dollaro) per ogni kg. di cotone, coltivato e raccolto dai piccoli produttori, che esportato farà entrare nelle casse governative 350 milioni di dollari. Secondo la legge paraguayana, il prezzo per ogni chilo di cotone venduto dai piccoli produttori viene definito per decreto e dipende dalla qualità e dal livello di umidità contenuta nel prodotto grezzo. Poi bisogna considerare gli interessi delle imprese private del settore cotoniero, i cui portavoce hanno dichiarato che «dipendendo il prezzo del cotone dalle quotazioni nelle borse di New York e Londra, non è possibile per loro aumentare il prezzo del prodotto all'acquisto». Anche perché, aggiungiamo noi, a livello internazionale la fibra ha una bassa quotizzazione perché il governo degli Stati uniti ha elargito sussidi, a favore dei propri coltivatori di cotone, per 5000 milioni di dollari.
«Nonostante la brutale repressione - ha dichiarato Marcial Gomez, dirigente del Fnc - i contadini continueranno a manifestare. Anzi, la protesta si estenderà su tutto il territorio nazionale e a tempo indefinito, finché non saranno accettate le nostre richieste». Per placare gli animi ed evitare l'estendersi del conflitto, il poco credibile neo ministro dell'agricoltura ha reso noto che il presidente Duarte intende prelevare dalle casse statali le risorse necessaria per concedere - agli agricoltori censiti dalla Fnc - un bonus di 200 mila guaranì (38 dollari) per ogni ettaro coltivato e, entro aprile, semi e erbicidi per un valore complessivo di 67 dollari che, secondo il governo, supera i 2000 guaranì richiesti dai contadini per ogni kg. di cotone venduto. Ma, ammesso che Duarte mantenga la promessa, si tratta di una forma di assistenzialismo a brevissimo termine, un «contentino» con cui il governo spera di ammansire i contadini e la Fnc che li rappresenta.
Il problema è che l'esportazione di cotone, in Paraguay, sta calando vertiginosamente, mentre aumenta quella di soia coltivata in forma massiccia sotto il controllo di ricchi latifondisti, che porta nelle casse dello stato 500 milioni di dollari l'anno. Ma il giro di affari per le trasnazionali del settore soiero, che producono e vendono kit completi di semi e pesticidi, è ben più redditizio. Da aggiungere poi che la coltivazione di soia, nel paese sudamericano, è altamente tecnologizzata - una sola persona con un trattore può coltivare anche 1200 ettari di soia - e i latifondisti hanno così bisogno di ben poca manodopera, mentre utilizzano gran parte dei migliori terreni agricoli del paese solo ed esclusivamente a favore dei propri profitti. E tutte le infrastrutture che il governo Duarte promise l'anno scorso di costruire, con i fondi raccolti dalle imposte sull'esportazione di soia? Anche quelle carta straccia, persino il suo stesso partito al Parlamento si è opposto, preferendo difendere gli interessi dei potenti settori economici dentro e fuori il paese.
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