domenica 17 febbraio 2013
TERRA TERRA
02.03.2007
-
| di Marizen
Sovranità alimentare: que viva Nyéléni!
Alla presenza di oltre 500 rappresentanti di organizzazioni femminili, contadine, indigene, di pastori e pescatori, movimenti ecologisti, comunità rurali e forestali provenienti da 80 paesi, si è concluso il 27 febbraio a Selingue, ad un'ora di macchina Bamako capitale del Mali, il Forum mondiale per la sovranità alimentare, quest'anno denominato «Nyéléni», in omaggio ad una donna, contadina, diventata in Mali simbolo della lotta per l'autodeterminazione femminile. Tra gli organizzatori, Via Campesina, (che raggruppa organizzazioni di piccoli e medi agricoltori di Africa, Asia, America ed Europa); Roppa (Rete di organizzazioni dei produttori, allevatori e agricoltori dell'Africa occidentale), la Marcia mondiale delle donne, il Comitato internazionale di pianificazione sulla sovranità alimentare (coordinato da Antonio Onorati), il Forum mondiale dei pescatori e lavoratori della pesca (Canada), il Forum mondiale dei popoli della pesca (Sri Lanka), la Rete mondiale per la sovranità alimentare e gli Amici della terra.
L'obiettivo del Forum mondiale è porre al centro del sistema alimentare coloro che producono, distribuiscono e consumano alimenti, opponendosi alle esigenze dei mercati globalizzati e delle imprese che li rappresentano. Ma anche il diritto, per tutti, ad un'alimentazione sana a base di cibi nutrienti ma adeguati alla cultura di chi li produce con colture ecologicamente sostenibili e nel rispetto delle loro tradizioni agricole. Le delegate e i delegati intervenuti al Nyéléni 2007, hanno dichiarato di combattere per un mondo dove siano i popoli a definire propri sistemi alimentari, e dove vengano riconosciuti i diritti e il ruolo delle donne nella produzione agricola. Vogliono vere riforme agrarie che riconoscano il pieno diritto alla terra per i contadini, un mondo - come si legge sulla dichiarazione finale - dove condividere le nostre terre in pace e con giustizia sociale.
La maggioranza dei partecipanti, soprattutto donne e indigeni, hanno dichiarato di avere la volontà e le capacità per alimentare tutti i popoli del mondo, grazie anche alle loro ancestrali conoscenze agricole che gli hanno permesso di conservare, per migliaia di anni, buona parte della biodiversità vegetale e animale. Un'eredità però costantemente minacciata dalle politiche neoliberiste e globalizzanti che tendono ad uniformare stili di vita e abitudini alimentari.
Di fronte a tali minacce, lottare per «la sovranità alimentare - si legge nella dichiarazione finale di Nyéléni - ci dà la forza e il potere di conservare, recuperare e sviluppare le nostre conoscenze e le capacità acquisite nella produzione di alimenti», che vanno poste al di sopra delle esigenze dei mercati e delle imprese, difendendo gli interessi delle prossime generazioni.
Vogliono costruire una strategia comune per resistere e smantellare il libero commercio corporativo e il regime alimentare attuale, impegnarsi perché i sistemi alimentari, agricoli e di allevamento, siano gestiti direttamente dai piccoli e medi produttori, dando priorità alle economie locali e ai mercati locali e nazionale, nel rispetto dell'ambiente e attraverso un commercio trasparente che garantisca entrate dignitose per tutti i popoli e il diritto per i consumatori al controllo della propria alimentazione. In sintesi un approccio alternativo alle politiche agricole neoliberiste imposte dall'Organizzazione mondiale del commercio, Banca mondiale e Fondo monetario internazionale.
La sovranità alimentare presuppone nuove relazioni sociali libere da oppressioni e disuguaglianze tra uomini e donne, etnie e razze diverse, classi sociali e generazioni future, affinché ogni popolo possa decidere le proprie politiche alimentari.
Per questo i partecipanti al Forum Mondiale per la sovranità alimentare «Nyéléni 2007» esigono alcune garanzie di gestione: accesso alla terra, all'acqua, ai semi e alla biodiversità devono restare a disposizione delle comunità produttrici di alimenti.
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