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TERRA TERRA
10.07.2007
  • | di Marina Zenobio
    Piombo nel sangue dei bambini di Haina
    La Repubblica Dominicana ha il dubbio onore di ospitare uno dei dieci luoghi più inquinati del mondo, insieme a Russia, gli altri sette in Cina, India, Kyrgyzistan, Perù, Ucraina e Zambia (questa rubrica ne aveva parlato il 20 ottobre 2006). Per inquinamento si intende in questo caso la dispersione in natura di metalli pesanti - come piombo, cromo, mercurio e sostanze chimiche persistenti come quelle definite Pop, Persistent organic pollutants. E di questo torniamo a parlare, sollecitati dalle notizie che arrivano dalla città portuale di Haina, a meno di venti chilometri dalla capitale Santo Domingo, e trasmesse in un'approfondita inchiesta dell'emittente televisiva araba Al Jazeera. A Haina, nel quartiere dall'ironico nome «Paraiso de Dios», dal 1979 al 1997 la compagnia Metaloxa ha riciclato batterie di automobili lasciando che il piombo e gli acidi penetrassero nel terreno e fossero assimilati dalla popolazione locale, quasi 100 mila persone, con risultati devastanti per la salute umana e l'ambiente. A distanza di dieci anni dalla chiusura dell'impianto di riciclaggio - a cui Metaloxa fu obbligata dalle pressioni di numerosi gruppi ecologici internazionali - la situazione non è per nulla migliorata perché, all'epoca, tutte le batterie vennero semplicemente interratte e il piombo, favorito anche dalle piogge, è continuato a penetrate nel terreno raggiungendo le falde acquifere. Le conseguenze sono purtroppo sotto gli occhi di tutti: il 91 per cento dei bambini di Haina risultano avere nel sangue livelli di piombo fino a cinque volte più alti di quelli consentiti, da un minimo di 71 a un massimo di 247 microgrammi.
    Se si pensa che «più di 70-90 microgrammi di piombo per decilitro possono rappresentare un problema molto serio per un adulto, provocandogli infiammazioni al cervello» - come sostiene Stephen Null, attivista del Blacksmith Institut, la stessa organizzazione ecologista nordamericana che ha redatto la lista dei dieci siti più inquinati al mondo - è conseguente che sui bambini di Haina intossicati si riscontrino gravi forme di disturbi alla vista, serie difficoltà nell'apprendimento e, in alcuni casi, demenza irreversibile. Conseguenze che poco hanno a che fare con le pur misere condizioni di vita della popolazione locale. Perché il problema oltre che economico è ambientale anche se, come spesso accade in tutta l'America latina, questa storia si amalgama con la povertà, l'ignoranza e la corruzione. Dopo la chiusura di Mataloxa e l'interramento delle batterie, l'impianto è stato sigillato con un'inoffensiva porta di metallo e la miseria ha spinto molti abitanti del porto di Haina a forzarla per entrare e scavare, scavare per portarsi via qualsiasi tipo di metallo da rivendere, compreso il cancello che impediva l'ingresso al sito. A tutt'oggi, denuncia anche l'agenzia Misna, «molti bambini, per ignoranza o mancanza di controllo da parte dei genitori, si introducono nel sito per giocare».
    Molti dei bambini contaminati non possono andare a scuola a causa di danni permanenti al cervello e i quozienti di intelligenza sono precipitati, ha dichiarato in un'intervista rilasciata al New Herald di Miami Conrado Depratt, professore di chimica all'Università autonoma di Santo Domingo, aggiungendo, forse con troppo ottimismo, che: «Se fossimo negli Stati uniti i responsabili di tutto questo sarebbero in galera».
    Si calcola che per bonificare l'intera area contaminata dal piombo sono necessari tra i due e i quattro milioni di dollari, una cifra impossibile da recuperare per una Repubblica, come quella dominicana, povera e con una coscienza ecologica molto tardiva se si pensa che il suo primo ministero dell'ambiente ha visto la luce solo sei anni fa, quattro anni dopo la chiusura di Metaloxa. E c'è chi comincia a prendere in considerazione la più drastica delle soluzioni: l'evacuazione in massa dell'intera popolazione di Haina.
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