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TERRA TERRA
04.12.2007
  • | di Marinella Correggia
    Riserva per i bonobo, nostri cugini pacifici
    È bello dare una buona notizia ed è ancora più bello quando questa riguarda degli animali davvero speciali e le superstiti foreste della Repubblica Democratica del Congo (Rdc). Pochi giorni fa, come riferisce l'agenzia Environment News Service (Ens), il congolese dell'Ambiente Didace Pempe Bokiaga ha ufficialmente annunciato la creazione di una nuova e vasta riserva nel Bacino del Congo che è la maggiore foresta pluviale del continente africano. Con la neonata Sankuru Nature Reserve, oltre 11.000 miglia quadrate, passa al 10,47 per cento il totale delle aree protette del territorio nazionale; l'obiettivo è il 15 per cento.
    La Sankuru è l'habitat di almeno dieci specie di primati rari, ma è stata creata anzitutto per proteggere i bonobo, scimmie antropomorfe simili all'essere umano e appartenenti alla famiglia Hominidae insieme a gorilla, orangutan, scimpanzé e appunto homo più o meno sapiens. Di questi nostri cugini rimangono poche migliaia e l'associazione internazionale Bonobo Conservation Initiative, che da anni porta avanti la Bonobo Peace Forest, un progetto di riserve collegate fra di loro e gestite dalle comunità locali, accoglie la notizia con soddisfazione: «Un passo avanti grandissimo verso il salvataggio di una parte significativa della seconda più grande foresta pluviale al mondo, dunque di tutta la vita sulla Terra minacciata dal cambiamento climatico, e della specie più vicina all'uomo, i bonobo».
    In realtà i bonobo sono per molti versi quel che dovrebbe essere la specie umana, che però nel suo comportamento si dimostra più vicina ai competitivi, collerici e astuti scimpanzé. Gli intelligenti bonobo sono pacifici, cooperativi, organizzati in società matriarcali, capaci di risolvere le controversie con la riconciliazione anziché con la lotta. Sono anche gli unici primati a parte gli umani per i quali il sesso non è solo una faccenda riproduttiva ma un piacere e, appunto, una pratica destinata a risolvere i conflitti sul nascere. Sono dunque un emblema potente, una bandiera per le attività di conservazione della natura e ricostruzione della pace.
    La regione Sankuru è stata colpita negli anni scorsi dalla guerra nel Congo, che ha fatto quattro milioni di morti. E' il momento che le popolazioni indigene dell'area tornino a trarre dalla foresta fonti di sussistenza non distruttive, diverse ad esempio dal commercio di carne selvatica (anche di scimmia). La ricerca di alternative è urgente dal punto di vista sia umano che ambientale e naturalistico. Il ministro dell'Ambiente ha spiegato che la riserva Sankuru è ispirata al principio della conservazione partecipata dalla comunità, nella garanzia dei diritti delle popolazioni locali oltre che delle altre specie. Un ruolo importante è stato giocato dall'associazione congolese Azione comunitaria per i primati di Kasai (Acoprik). La prima tappa è stata la sensibilizzazione degli abitanti umani della foresta, che stavano cacciando bonobo, okapi (giraffe di foresta dal collo corto presenti solo in Congo), elefanti in modo forsennato; Acoprik li ha sensibilizzati sul valore universale di questi animali e sulle possibilità di lavoro offerte da una riserva protetta.
    In tutta la regione le specie animali selvatiche sono sotto assedio non solo per la distruzione degli habitat a causa di guerre e attività estrattive, ma anche per il bracconaggio organizzato, finalizzato al commercio di carne selvatica. Un vero ecocidio, secondo l'agenzia pubblica Istituto congolese per la conservazione della natura (Iccn) che gestisce sette parchi nazionali nella Rdc e trenta riserve di caccia. Cinque delle aree protette sono state classificate fra i siti Patrimonio dell'umanità per la ricchezza della biodiversità di cui letteralmente brulicano.
    La Sankuru è una grande vittoria per i bonobo e la difesa della foresta pluviale, ma il lavoro è appena iniziato. Adesso occorre che la riserva sia gestita in modo efficace, e che la protezione sia estesa ad altre aree.
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