mercoledì 18 settembre 2013
TERRA TERRA
11.03.2008
-
| di Marinella Correggia
Chi odia il the di coca della Bolivia e del Perù?
Chi l'avrà detto? «Si ricorda a tutti i governi che la foglia di coca è una droga (...) I governi dovrebbero accertarsi che produzione, import, export, distribuzione e uso siano strettamente limitati a usi medici e scientifici. (...) La pratica della masticazione delle foglie di coca continua in Bolivia e Perú e, su scala più limitata, in altri paesi. La Convenzione Onu del 1961 stabiliva che entro 25 anni dalla sua entrata in vigore, nel 1964, la masticazione della coca dovesse essere abolita.(...) Inoltre in Bolivia e in Perù si produce e distribuisce il mate de coca, ovvero the di coca. (...) Si chiede ai governi della Bolivia e del Perú di emendare la rispettive legislazioni nazionali al fine di abolire o proibire attività contrarie alla Convenzione del 1961, come la masticazione delle foglie di coca e la produzione del mate di coca così come di altri prodotti che contengano alcaloidi di coca, per l'uso domestico e l'export. (...) Le foglie di coca possono anche essere usate come agente aromatizzante purché non contengano alcaloidi (...)» .
Potrebbero sembrare le solite richieste degli Stati uniti, che usano per fini del tutto politici il pretesto della cosiddetta «guerra alla droga» e che d'altra parte sono patria della Coca Cola, a quanto pare l'unico soggetto al mondo al quale dovrebbe essere permesso di usare le foglie di coca (come aromatizzante). Invece no: il virgolettato di cui sopra appartiene al rapporto 2007 dell'International Narcotics Control Board, un organismo dell'Onu, reso noto il 5 marzo scorso. Nel mirino del Board Onu ovviamente anche i coltivatori, che gli stati dovrebbero punire.
Si tratta di «assurdità legali», per il Transnational Institute (Tni) di Amsterdam che da tempo analizza la questione droghe e i suoi risvolti politici. Due anni fa il Tni pubblicò lo studio ¿Coca sí, cocaína no? Opciones legales para la hoja de coca («Coca sì cocaina no? Opzioni legali per la foglia di coca»; ne abbiamo parlato in terra terra del 7 giugno 2006) e adesso ha aperto un nuovo sito informativo: www.ungassondrugs.org. Secondo il ricercatore Pien Metaal «il Board contraddice la Dichiarazione dell'Onu sui diritti delle popolazioni indigene che riconosce e protegge le pratiche tradizionali; per non dire della Convenzione sulle droghe del 1988 la quale riconosce gli usi tradizionali».
Milioni di persone nella regione andina-amazzonica bevono il mate di coca e masticano le foglie sin dal tempo degli Incas (e delle miniere). È un'abitudine che non pone rischi alla salute pubblica, e gli usi benefici della coca sono sempre più riconosciuti. Sembra abbastanza evidente che il Board dell'Onu stia «rispondendo» alla decisione politica della Bolivia di Evo Morales di dare alla foglia di coca uno status di valore, addirittura nel testo costituzionale, e nelle leggi, che ora permettono a un numero limitato di coltivatori di piantare piccoli appezzamenti a coca.
Anche in Perù i coltivatori di coca chiedono al governo di sospendere l'eradicazione manuale dei cespugli e di permettere l'esport delle foglie e del mate. In Argentina, che non coltiva ma beve mate di coca e mastica le foglie, importate, il loro possesso e uso non è punito. Comportamenti che non piacciono all'Incb. Il quale nel 2006 criticò la Colombia perché aveva concesso agli indigeni di produrre e distribuire nel paese il mate e anche una bibita chiamata «Coca Sek». Nel febbraio 2007 il governo colombiano proibì la vendita della Coca indigena, con tanto di raid della polizia nei negozietti di bibite.
Fra i sogni del presidente Evo Morales c'è che il suo paese trasformi le foglie di coca in prodotti igienici e salutari e li esporti («coca sì, cocaina no»). Per ogni appezzamento legalmente coltivabile da parte dei singoli contadini (in genere poverissimi), la vendita dei 500 kg prodotti a 8 dollari al kg di prodotto secco sarebbe un buon reddito. Non rimane che augurarsi una disobbedienza corale al Board dell'Onu. E magari che il commercio equo europeo cerchi al più presto di importare il mate di coca.
Rubrica quotidiana sull'ambiente
ultimo articolo pubblicato
ricerca
I 10 argomenti più trattati:
AGRICOLTURA [330]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA
Luisa Betti
-
Cosa significa “centro antiviolenza”? (DL femminicidio IV parte)
di Luisa Betti - 17.09.2013 02:09
NAPOLI CENTRALE
Francesca Pilla
-
La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
LO SCIENZIATO BORDERLINE
Massimo Zucchetti
-
Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
LOSANGELISTA
Luca Celada
-
Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
FRANCIAEUROPA
Anna Maria Merlo
-
E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
POLTERGEIST
Nefeli Misuraca
-
Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
QUINTOSTATO
Roberto Ciccarelli
-
Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
NUVOLETTA ROSSA
Andrea Voglino
-
Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
STREET POLITICS
Giuseppe Acconcia
-
Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
AUTOCRITICA
Francesco Paternò
-
Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
HORROR VACUO
Filippo Brunamonti
-
Sal – Conversazione con l’attore Salvatore Ruocco
di Filippo Brunamonti - 26.08.2013 18:08
ANZIPARLA
Giulia Siviero
-
La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL
Gianni Proiettis
-
Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08
SERVIZI










