mercoledì 18 settembre 2013
TERRA TERRA
06.05.2008
-
| di Marina Zenobio
Energia solare, in Portogallo si può fare
È entrata in funzione lo scorso marzo a Moura, uno dei municipi più piccoli e poveri del Portogallo , la centrale a energia solare più grande del mondo. Per la precisione si trova a Baldio da Ferraria nei dintorni di Amareleja - 250 ettari di pianura 100 dei quali ricoperti di pannelli - il luogo più caldo e con il cielo più limpido di tutto il Portogallo, e che in Europa è anche la località con più ore di sole al giorno (in media oltre 2500 ore di sole all'anno). Usa tecnologia fotovoltaica basata su materiali semiconduttori che permettono la trasformazione diretta delle radiazioni solari in energia elettrica. Gli attuali 2,5 megawatt prodotti in questa primissima fase già vengono immessi nella Rete elettrica nazionale e inviati alla centrale idroelettrica di Alqueva, a 32 chilometri.
Non è stato facile perché, come ha sostenuto nella conferenza stampa di presentazione Josè Maria Prazeres - sindaco di Moura e dirigente del Partito comunista portoghese - il progetto ha dovuto superare serie difficoltà trattandosi di un'opera senza precedenti al mondo da cui poter prendere esempio. Entro un anno la centrale a energia solare avrà una capacità produttiva di 46,41 megawatt (unità di potenza equivalente a un milione di watt) e nel 2010, quando funzionerà a pieno regime, arriverà a produrne 62 tramite sistemi di guida alla traiettoria solare che servono come base di supporto ai 269.000 pannelli fotovoltaici che produrranno 93 gigawattora/anno, equivalenti al consumo di 30 mila abitazioni. Anche se però la centrale per la produzione di energia solare di Moura-Amareleja è la più grande, non è la prima bensì la quarta costruita in Portogallo negli ultimi cinque anni, dopo la centrale meridionale di Serpa (11 Mw) inaugurata l'anno scorso e che per il momento è la più grande in Europa, il Parco solare di Almodovar (2,15 Mw) e la centrale di Ferriera do Alentejo (1,8 Mw).
La costruzione di quest'ultima centrale a energia solare in Portogallo fa parte del progetto sull'energia rinnovabile Sunflower (Girasole) che include diverse città e organizzazioni ambientaliste dell'Ue ed è in parte finanziato da un programma comunitario denominato «Energia intelligente in Europa» tra i cui obiettivi c'è quello di fornire elementi necessari alla promozione dell'efficienza energetica, allo sviluppo delle fonti di energie rinnovabili con la prospettiva di ridurre i consumi di energia e le emissioni di anidride carbonica (Co2) nell'atmosfera.
E'stata la perseveranza a sviluppare nella sua regione l'energia solare a trasformare il sindaco di Moura - località ricca di storia ma finora famosa soprattutto per il suo olio d'oliva - in un esempio citato anche in molti altri paesi dell'Unione europea. Sei anni fa Prazeres ha fondato l'impresa Amper per mettere in pratica il suo progetto raccogliendo l'appello dell'Ue di risolvere in forma sostenibile ed ecocompatibile le grandi sfide energetiche del futuro. Nel 2006 Amper si è fusa con la spagnola Acciona, leader mondiale nel settore delle energie rinnovabili con un capitale quotato in borsa pari a 11.200 milioni di dollari e insieme, le due aziende, hanno costruito la fabbrica di pannelli fotovoltaici e creato il Polo tecnologico di Moura per incentivare la ricerca e l'installazione di imprese impegnate sul campo delle energie rinnovabili. È un progetto importante per lo sviluppo del Portogallo, costato 257 milioni di euro, ma per la sua grande dimensione è certo che travalicherà le frontiere di questa nazione della penisola iberica. C'è da aggiungere che la centrale di Moura non contempla costi di combustibile e per ogni 90 mila megawatt di energia prodotta si risparmiano 152 mila tonnellate di emissione di Co2 nell'atmosfera, se comparata alla stessa quantità di energia prodotta da combustibili fossili. Ulteriore obiettivo della città di Moura vuole essere quello di arrivare ad esportare equipe di tecnologia avanzata per l' energia verde e, in questo senso, già ha sottoscritto diversi protocolli di cooperazione con università e centri di ricerca.
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