mercoledì 18 settembre 2013
TERRA TERRA
25.07.2008
-
| di Patrizia Cortellessa
L'isola verde di Samsø
C'era una volta un'isola e il suo progetto ambizioso. Il nome dell'isola è Samsø, 4.233 il numero dei suoi abitanti, situata a sud della città di Arhus è una delle isole più grandi della Danimarca. Più di dieci anni fa l'isola danese decise di invertire la rotta per provare a smarcarsi dalla dipendenza dai combustibili fossili. E avviò un piano di sviluppo, con il fine di tagliare in 10 anni i consumi energetici, eliminare gli sprechi, migliorare l'efficienza dei consumi (compresi i trasporti), per passare a un uso generalizzato delle energie rinnovabili (Er). L'investimento? 400 milioni di corone (circa 53 milioni di euro). Tutto inizia nel 1997, quando il Ministero danese dell'energia e dell'ambiente decise di patrocinare un concorso sulle energie rinnovabili e l'isola di Samsø vinse quel bando. All'inizio non fu facile, visto che bisognava «vincere» anche una certa «diffidenza» di quegli abitanti, così fortemente legati all'antica tradizione. Ma quel progetto poteva essere realizzato solo con il coinvolgimento «dell'energia» collettiva di tutta la comunità. E così fu, lentamente. Una delle poche persone secondo la quale fin dall'inizio valeva la pena insistere e proseguire nel percorso intrapreso fu Søren Hermansen, un insegnante di scienze nativo dell'isola dove, a parte la parentesi degli studi universitari, aveva vissuto tutta la vita. Padre coltivatore, Hermansen provò anche a seguirne le orme, assumendosi la responsabilità dei cento acri di terra di famiglia, coltivabili. Ma ben presto scoprì che il mestiere dell'agricoltore non faceva per lui. Così, dopo aver affidato la terra ad un vicino, si mise ad insegnare scienze ambientali in un istituto locale. Divenne non solo il primo sostenitore delle energie rinnovabili, ma contagiò poco alla volta tutti gli altri abitanti. Nel 1997 un gruppo di cittadini fondò l'associazione «Ambiente ed energia di Samsø», che iniziò ad organizzare incontri e meeting per informare e sensibilizzare la p«opolazione dell'isola e nello stesso tempo valutò le tante idee e proposte avanzate da quegli stessi cittadini. Le energie (e sinergie) degli abitanti di Samsø si sposavano intanto con la tecnologia, mentre i rapporti sociali diventavano sempre più determinanti nella prosecuzione del progetto. Nacquero cooperative - i quattro impianti di teleriscaldamento sono di proprietà proprio dei consumatori, organizzati in cooperativa - e un anno dopo venne costituita l'Azienda per l'energia di Samsø, che aveva il compito di coordinare l'attuazione del piano energetico. Nel 2002 venne fondata l'Accademia dell'energia (Samsø Energy Academy), di cui Soren Hermansen è presidente. «L'isola verde», intanto, iniziava a diventare punto di riferimento e oggetto di studio per i ricercatori danesi e europei nel campo delle Er, mentre il comune incentrava tutta la strategia di sviluppo annoverando le energie rinnovabili fra i principali punti di forza. Oggi nel 70% delle case private sono utilizzati teleriscaldamento, pompe di calore, biomasse, pannelli solari; 11 turbine eoliche da 1 Mw producono energia (verde) sufficiente al fabbisogno dell'isola, mentre per quanto riguarda i trasporti, l'energia elettrica necessaria viene prodotta da un parco eolico offshore composta da 10 turbine da 2,3 Mw. E non è tutto. L'eccesso, e stiamo parlando di energia pulita, viene venduta al resto della Danimarca. Nel 2001, l'uso del combustibile fossile su Samsø era stato dimezzato e nel 2003, invece di importare elettricità, l'isola la stava esportando. Le emissioni di Co2, nell'isola di Samsø, sono state ridotte al 100%.
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