domenica 17 febbraio 2013
TERRA TERRA
30.08.2008
-
| di Luca Fazio
La notte dei pipistrelli
Questa notte è la notte dei pipistrelli. Paura? Non è il caso di mettersi le mani nei capelli. Il capro espiatorio dei nostri incubi notturni non ha mai fatto male a nessuno, è solo un piccolo mammifero molto utile e vulnerabile che rischia l'estinzione dopo 50 milioni di anni di lavoro come controllore biologico degli insetti più dannosi per l'agricoltura: d'estate un pipistrello cattura una media di 3 mila insetti a notte, soprattutto zanzare. Nel mondo ci sono più di 900 specie dell'unico mammifero che vola e che si orienta nell'oscurità grazie a un «radar» ad ultrasuoni (una trentina sono in Italia).
La dodicesima notte dedicata ai pipistrelli è stata organizzata dalla Società francese per lo studio sui mammiferi e ha raccolto molte adesioni nel nord Europa. Si tratta di un invito ad osservarli nel loro habitat, a perlustrare grotte, a costruire nidi per ospitarli (a differenza degli uccelli non li costruiscono e si servono di ripari già esistenti) e soprattutto a lanciare un grido d'allarme: i pipistrelli stanno morendo perché, come le api, sono sensibilissimi ai cambiamenti ambientali causati dall'uomo (distruzione e scarsità dei rifugi, inquinamento luminoso, turismo di massa, pesticidi, diminuzione di insetti dovuta agli insetticidi e all'agricoltura intensiva). E adesso, secondo uno studio di alcuni ricercatori canadesi dell'università di Calgary, pubblicato il 26 agosto sulla rivista «Current Biology», sono finite sotto accusa anche le pale eoliche, che da sempre sono avversate sia da chi vuole proteggere gli uccelli che da chi li vuole prendere a fucilate. L'industria dell'energia pulita per eccellenza, a sua discolpa, ha però reso note alcune statistiche significative: ogni 10 mila volatili morti solo 1 verrebbe ucciso da una pala (50 da torri di telecomunicazione, 710 da pesticidi, 850 da automobili, 1060 da gatti, 1370 da fili dell'alta tensione e 5820 dalle abitazioni che «intralciano» le migrazioni). E allora come spiegare l'ecatombe di pipistrelli ritrovati nell'Alberta nei pressi di un parco eolico? Era una specie di mistero, un omicidio senza colpevoli che ha messo a dura prova la capacità dei ricercatori che continuavano a raccogliere cadaveri di pipistrelli senza ferite. Solo l'autopsia di 75 carcasse ha rivelato che nella quasi totalità dei casi i pipistrelli erano morti per una emorragia ai polmoni e allo stomaco. Dunque non finivano addosso alle pale - ipotesi subito scartata anche per via della straordinaria capacità di orientamento - ma venivano colpiti a morte da uno choc provocato dall'abbassamento improvviso della pressione dell'aria, fenomeno che si verifica vicino alle pale che raggiungono una velocità di 200 km/h.
Gli effetti di tutti questi fattori negativinon possono essere compensati dalla riproduzione poiché i pipistrelli mettono al mondo solo un piccolo all'anno. Si spiega così la preoccupazione degli studiosi che ritengono fondamentali per l'ecosistema questi animaletti ingiustamente mostrizzati. Secondo Elizabeth Buckles della Cornell University, «la loro presenza in Texas consente ai coltivatori di cotone di salvare da un sesto a un ottavo del raccolto, la morìa in corso - mezzo milione di insettivori scomparsi nel Vermont - avrà effetti economici. Li constateremo la prossima stagione, come sovrabbondanza di insetti infestanti».
Nel nostro piccolo mondo di inconsapevoli cittadini schifiltosi, non ci resta altro che compiere una buona azione: posizionare una «bat box» in giardino o sulle pareti di casa (le hanno realizzate al Museo di Storia Naturale dell'Università di Firenze) e aspettare che scenda la notte.
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