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TERRA TERRA
27.02.2009
  • | di Luca Fazio
    Mr. Schmeiser, I suppose
    Sempre lui, Percy Schmeiser, con la sua faccia da vecchio contadino imbustato in un classico completo blu da conferenziere, rappresenta la più grande seccatura per la multinazionale Monsanto. Ieri, insieme alla moglie Louise, è arrivato a Milano per sostenere un'agricoltura libera dagli Ogm e lo ha fatto raccontando semplicemente la sua storia (oggi è a Bologna, il 2 marzo sarà a Firenze e il 4 a Roma). Il signor Schmeiser è uno «spot vivente», un jolly che le associazioni ambientaliste europee hanno intenzione di calare sul tavolo della Commissione Ue dove si gioca sporco: proprio in queste settimane, nel silenzio generale, i burocrati di Bruxelles, senza tener conto del parere dei singoli stati, stanno prendendo decisioni che potrebbero essere fatali per il sistema agroalimentare del vecchio continente. Per questo l'arzillo contadino 78enne in primavera parteciperà alla marcia per «un mondo Ogm-free» che partirà da Berlino per concludersi a Bruxelles, dove il prossimo 25 giugno i ministri europei dovranno decidere se autorizzare o meno la coltivazione di due varietà di mais gm, il Syngenta Bt11 e il Pioneer 1507 (se i ministri non riusciranno a raggiungere la maggioranza qualificata, deciderà comunque la Commissione, sempre orientata come conviene alle multinazionali); sarebbe la prima approvazione di nuovi Ogm da coltivare dopo 10 anni. Per il presidente del Fai, Giulia Maria Mozzini Crespi, «i politici di Bruxelles e italiani se accettano gli Ogm o sono stupidi o disinformati o, molto più probabilmente, sono corrotti».
    La storia di Percy & Louise, contadini nel Saskatchevan (Canada) dal 1947, è nota. Nel 1998 si sono ritrovati i campi di colza contaminati da polline di piante Ogm brevettate da Monsanto. La multinazionale, invece di risarcirli, li ha portati in tribunale chiedendo loro 120 mila dollari per violazione di brevetto. Dopo sei anni di battaglie legali, Schmeiser è stato condannato, ma l'ultima vertenza (19 marzo 2008) si è chiusa con l'ammissione di colpevolezza di Monsanto. La sua storia esemplare significa una cosa: la coesistenza tra Ogm e agricoltura biologica o convenzionale è impossibile. E in più, una volta inquinati, i contadini sono destinati a soccombere. «Spero che voi europei facciate una scelta giusta, noi stiamo ancora pagando un prezzo molto alto». Questo. «Da quando il Canada, nel 1996, ha autorizzato gli Ogm per quattro coltivazioni - soia, mais, cotone e colza - si è verificato un calo delle rese, l'utilizzo dei pesticidi è triplicato a causa delle piante super infestanti che hanno sviluppato resistenze contaminando i campi di frumento e colza di tutte le regioni. In Canada, come negli Stati Uniti, la situazione è disastrosa: non abbiamo più semi puri di colza e di soia, sono tutti Ogm, e questo significa disastro economico poiché il resto del mondo non compra più i nostri prodotti. Producevamo ottimo miele, oggi è tutto contaminato...». Avere a che fare con Monsanto non è cosa semplice per un governo, figuriamoci per un contadino. «Gli agricoltori - spiega - non hanno scelta. Le multinazionali stanno comprando le aziende, vogliono il controllo totale su sementi e raccolti. Una volta introdotti gli Ogm, intenzionalmente o meno, sarà impossibile rimuoverli. Sono qui per farvi sapere che rischio state correndo». Monsanto sa, e sta correndo ai ripari. A dare il benvenuto ai coniugi canadesi l'altro ieri ci ha pensato Il Riformista, secondo cui Schmeiser, dopo 50 anni trascorsi a selezionare semi, si sarebbe inquinato da solo seminando quelli di Monsanto, «prendendoli chissà dove». Geniale.
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