mercoledì 18 settembre 2013
TERRA TERRA
15.04.2009
-
| di Marinella Correggia
Energie parallele
Solar Chill è un frigorifero fotovoltaico che permette la conservazione di vaccini o di cibo, senza fili della luce e centrali elettriche. Nato da un'idea di Greenpeace, è stato realizzato dall'Istituto danese di Tecnologia e alcuni prototipi sono stati testati con successo in Senegal, Indonesia e Cuba. Con una temperatura ambiente superiore ai 32 gradi Celsius, Sola Chill ha sempre mantenuto la temperatura interna tra i 2 e gli 8 gradi. Il Tile Tasuma in Mali è un «fuoco solare» che permette, come dichiarano i promotori, di «salvaguardare l'ambiente ed economizzare denaro», riducendo l'uso di legna da ardere, come molti altri modelli di cucine solari ormai diffuse in Africa come in Asia e America Latina. In Benin funziona, senza uso di energia elettrica, un distributore d'acqua a gettone tarato a 35 litri... no, non è una multinazionale a gestirlo, ma un comitato di villaggio che si occupa delle fontanelle rifornite da un nuovo acquedotto; il prezzo del gettone è minimo ma serve a coprire le spese di manutenzione e permette il prelievo 24 ore su 24. La pompa manuale a tazze «noria», che funziona anche per pozzi di 50 metri, riprende sotto sembianze moderne un antichissimo metodo di estrazione d'acqua da pozzi e acquitrini ed è stata elaborata e prodotta in Ciad nel 1980, per poi essere applicata in Camerun, Benin e Burkina Faso. Acuaclor solar è un apparecchio per potabilizzare l'acqua: un pannello fotovoltaico fornisce l'energia necessaria all'elettrolisi di una soluzione diluita di sale per produrre ipoclorito di sodio: in una giornata di sole si fornisce acqua potabilizzata a 400-800 persone. In Kenya le lanterne solari sono un'ottima alternativa ai fili della luce (che non ci sono) e alle puzzolenti lampade a kerosene: il pannello fotovoltaico di giorno carica la batteria della lampada, che può anche dare energia a una piccola radio.
Ecco un giro del mondo in mille tecnologie semplici, economiche ed ecologiche, risparmia-risorse e risparmia-fatica, applicabili anche nel Nord del mondo ma finora studiate per quelle zone dove lo scarso accesso ai combustibili fossili o la carenza di infrastrutture rende difficile «conservare alimenti, costruire, cucinare, illuminare, pompare acqua, potabilizzare acqua, produrre energia elettrica, produrre gas, produrre macchinari semplici, purificare l'aria, trattare rifiuti»: sono questi settori per i quali la campagna «Spegni lo spreco... accendi lo sviluppo» (promossa dalle associazioni italiane Cope, Energetica, Oltreilconfine, Tamburi di pace) sta creando una banca dati di esperienze sostenibili in giro per il mondo, con nomi, indirizzi, dati essenziali, così da promuovere lo scambio di buone pratiche fra organizzazioni italiane, europee e del Sud del mondo. Chiunque può segnalare esempi al sito
www.spegnilospreco.org.
«Spegni lo spreco... accendi lo sviluppo» è nata per favorire relazioni Nord-Sud più giuste partendo dall'energia, uno dei nodi dell'ingiustizia e dell'insostenibilità internazionali. Il progetto si avvale anche di una mostra itinerante destinata alle scuole, per promuovere modelli di comportamento e di organizzazione sociale equi ed ecologici: tutti possono fare qualcosa di fronte alle enormi e urgenti sfide. L'animatore interagisce con i visitatori tramite esibizioni, videoproiezioni, letture e giochi. Energie parallele fra Nord e Sud.
Ma tornando alle tecnologie amiche, a quando la diffusione del mulino solare per cereali, un'ottima alternativa alle macine manuali spaccaschiena e agli inquinanti mulini a diesel? È stato sperimentato in Senegal ma costa troppo... finché c'è il diesel?
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