domenica 17 febbraio 2013
TERRA TERRA
19.06.2009
-
| di Luca Fazio
Un cornetto gusto Ogm
Grazie alla scienza che fa miracoli per venire incontro alle esigenze dei cittadini - e alla Commissione Ue che sempre dà il via libera a qualunque tentativo per quanto strampalato di introdurre gli Ogm nella catena alimentare - finalmente questa estate potremo spensieratamente leccare un gelato dietetico che non si scioglie. Geniale.
L'idea è venuta alla multinazionale Unilever, uno dei maggiori gruppi industriali del mondo con un fatturato a livello globale che raggiunge i 40 miliardi di euro (solo la holding italiana dà lavoro a 5 mila persone in sette stabilimenti specializzati).
I nuovi sorbetti transgenici, con il 50% in meno di grassi e minori costi di produzione, sono stati realizzati grazie a una proteina sintetica isolata originariamente da un pesce artico e riprodotta in laboratorio attraverso la fermentazione di un lievito geneticamente modificato. La proteina ISP (Ice Structuring Protein) ha appena ricevuto l'approvazione della Ue e potrà essere utilizzata per la produzione di gelati nei 27 paesi europei.
Il parere positivo dell'esecutivo Ue si basa sulle considerazioni espresse un anno fa dall'Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) che ha escluso il rischio di allergenicità in seguito all'ingestione di prodotti che contengono la proteina ISP (che è già commercializzata in Australia, Messico e Stati Uniti). Eppure già nel 2006 - sono anni che Unilever preme per ottenere la commercializzazione del suo gelato con Ogm - alcuni ricercatori dell'Indipendent Science Panel avevano dimostrato proprio il contrario: la proteina della Unilever costituirebbe un allergene, a causa della sua derivazione da lieviti geneticamente modificati. Ma fra Unilever e scienziati indipendenti, naturalmente, non c'è partita.
L'altro ostacolo, quello che avrebbe di fatto mandato in fumo anni di ricerche e investimenti di Unilever (nessuno infatti mangerebbe gelato geneticamente modificato) è stato aggirato dai burocrati della Commissione Ue che hanno semplicemente ignorato l'obbligo di etichettatura del prodotto. «La proteina strutturante del ghiaccio del tipo III Hplc 12 - si legge in una nota della Fondazione Diritti Genetici - è stata inserita nella categoria dei novel foods e potrà essere usata come ingrediente alimentare ad un livello massimo dello 0,01% nel ghiaccio commestibile e in sostituzione di alcuni amidi nei prodotti a ridotto apporto calorico. Benché la Unilever difenda la sicurezza del proprio ritrovato sostenendo che il lievito transgenico viene rimosso nel prodotto finale, è bene ricordare che il parere dell'ente preposto all'approvazione dei novel foods (Acnfp) ne aveva proposto l'etichettatura come prodotto Ogm, possibilità che è stata invece esclusa dalla Commissione».
Significa che sulle confezioni dei gelati l'azienda sarà tenuta a scrivere a caratteri microscopici solo «proteina Isp». Quindi, oltre a non prendere in considerazione il parere di tutti gli scienziati che si sono espressi sulla proteina, la decisione di non etichettarla come Ogm lede il diritto alla corretta informazione dei consumatori. Piuttosto che perdere quote di mercato, probabilmente ci penseranno le aziende (200 milioni di euro le spedizioni all'estero di gelato italiano nel 2008) ad informare i consumatori sul contenuto dei prodotti confezionati.
Unilever, attraverso il marchio Algida, commercializza marche leader del mercato non solo italiano: Cornetto, Magnum, Cart d'Or, Cucciolone, Kids, Solero e Viennetta.
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