mercoledì 18 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale mercoledì 18 settembre 2013
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
TERRA TERRA
07.01.2010
  • | di Marina Forti
    Oro nero in Uganda
    In Uganda è cominciata una corsa al petrolio, e un gruppo di avvocati ugandesi con sensibilità ambientaliste vuole vederci chiaro: così ha avviato una causa legale, per obbligare il governo a rendere pubblici gli accordi firmati con 4 aziende petrolifere straniere.
    Il gruppo si chiama Greenwatch; nella petizione depositata il 22 dicembre dai suoi avvocati presso l'Alta corte (o Corte suprema) chiede per la precisione di conoscere i «Production sharing agreements» (Psa, o «accordi di suddivisione della produzione») firmati con le aziende petrolifere Heritage oil, Tullow Oil - entrambe registrate a Londra - e Dominion Oil e Neptune Petroleum. «Secondo la costituzione, ogni cittadino ha il diritto a informazioni in possesso dello stato, e queste possono essere trattenute solo se rivelarle mette in pericolo la sicurezza nazionale o la privacy individuale», spiegava all'agenzia Reuter il legale di Greenwatch, l'avvocato Kenneth Kakuru. Quindi, insiste, tenendo segreti quei Psa lo stato agisce illegalmente.
    La causa intentata dagli ambientalisti ugandesi dunque è una battaglia di trasparenza. La posta in gioco è alta, perché si tratta di come uno stato gestisce una risorsa naturale, a profitto di chi, e con quale impatto. Insomma, la causa legale è un esempio delle polemiche che si stanno aprendo in Uganda, ora che è entrato tra i produttori (per ora potenziali) di petrolio. La scoperta di giacimenti di «oro nero» nella nazione orientale africana risale al febbraio 2006, quando due società di esplorazioni petrolifere - Heritage e Tullow - hanno annunciato di aver trovano 700 milioni di barili dentro e attorno alla riserva naturale che circonda il lago Albert (che in parte segna il confine tra Uganda e Repubblica democratica del Congo). Le stime sui giacimenti totali si aggirano sui 2 miliardi di barili: non al livello della Libia o della Nigeria, i maggiori produttori del continente africano, ma abbastanza da mettere l'Uganda tra i piccoli produttori di rilievo, come la Guinea Equatoriale o il Ciad. La prospettiva del petrolio ha scatenato appetiti, aspettative e polemiche, come è ovvio. A mettere l'Uganda davvero sul mercato mondiale degli idrocarburi però è stato il contratto siglato nel novembre scorso dall'Eni, che ha speso 1,5 miliardi di dollari per comprare la concessione su due grandi blocchi di esplorazione (anzi, per ricomprarla da Heritage): e l'entrata in scena dell'Eni ha segnalato che il paese è vicino a passare alla fase della produzione commerciale, e ha alzato la posta per altre aziende del settore. Ora il governo è in trattative per nuovi contratti (e una nuova asta per licenze di eplorazione è prevista nel terzo quadrimestre del 2010). Intanto però un gruppo per la giustizia sociale con sede a Londra, Platform, ha pubblicato uno studio in novembre in cui sostiene che le compagnie petrolifere prenderanno una quota sproporzionata dei redditi del petrolio estratto: tra il 31 e 35% di ritorno sul loro investimento, a danno delle casse ugandesi. Nella stessa uganda una forza di opposizione , il Forum for Democratic Change, accusa il governo di Yoveri Museveni di aver creato un sistema «non trasparente». Il governo dice che rivelare ora i termini dei contratti danneggerebbe la trattativa. Gli ambientalisti ugandesi non si contentano - ora la parola è alla Corte suprema.
Rubrica quotidiana sull'ambiente
ultimo articolo pubblicato
ricerca
I 10 argomenti più trattati:
AGRICOLTURA [330]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI