mercoledì 18 settembre 2013
TERRA TERRA
12.02.2010
-
| di Marina Forti
Il caso della melanzana
L'approccio precauzionale ha vinto, in India. Almeno, nel caso della «brinjal bt», la melanzana geneticamente modificata in modo da produrre la tossina del Bacillus Thurigensis, un batterio che si trova naturalmente nel suolo ed emette una tossina spesso usata come insetticida naturale. Le piante «bt» sono specie il cui patrimonio genetico è stato modificato per fargli produrre quella tossina - esistono varietà di cotone bt, di patata, soia, mais e altre derrate agricole di ampio consumo.
Ora arriva la melanzana bt. È stata prodotta in India dalla Mahyco (Maharashtra Hybrid Seeds Company), una delle prime aziende indiane per le sementi ibride, attiva da anni anche nella ricerca sull'ingegneria genetica: in particolare da quando un terzo del suo capitale appartiene a Monsanto, la multinazionale della chimica diventata leader mondiale nella produzione di organismi geneticamente modificati (Ogm) per l'agricoltura. Mayco-Monsanto ha cominciato a sperimentare una melanzana bt fin dal 2000; nel 2007 ha cominciato a sperimentare in campo aperto (cioè coltivare melanzane «modificate» in campi sperimentali), e infine ha chiesto al governo indiano l'autorizzazione per mettere sul mercato il suo nuovo ortaggio. Mayco-Monsanto sostiene che aiuterà milioni di coltivatori i cui campi sono stati colpiti in questi anni dal «verme della melanzana» (noto come «brinjal fruit and shoot borer»), parassita che attacca germogli e frutto e può devastare intere coltivazioni: le melanzane «resistenti» dunque aumenteranno la resa per ettaro e diminuiranno l'uso di insetticidi agricoli. E' l'argomento già usato per altre varietà agricole - anche se non sempre la promessa è mantenuta. Le varietà «bt» in particolare hanno parecchi aspetti negativi. Primo, il rischio di suscitare ceppi di insetti resistenti a quella tossina, così da vanificare un insetticida naturale tanto utile; con il cotone è risultato che la «bolla» diventa resistente alla tossina bt nel giro di pochi anni, cosicché diventa necessario irrorare insetticidi più volte.
Insomma: quando Mayco-Monsanto ha chiesto di commercializzare la sua melanzana, il governo centrale ha deciso di avviare una consultazione pubblica. Per parecchie settimane questa ha coinvolto scienziati, funzionari del ministero dell'ambiente, ambientalisti, agricoltori. E' stata seguita dai media e da in gran numero di blog e siti d'informazione su internet, reti di giornalisti ambientali e di attivisti. Diversi dubbi sono stati sollevati: oltre ai fenomeni di resistenza anche eventuali impatti della melanzana bt sulla salute di chi la mangia: si possono escludere con certezza allergie o intossicazioni? Mayco ha condotto test in proposito (su topi, conigli e capre) ed esclude casi di «tossicità acuta» - ma può escludere problemi anche di impatto a lungo termine, hanno chiesto ricercatori indipendenti. Leggiamo su una nota del Centre for Science and Environment di New Delhi: la tossina Cry1Ac (prodotta dalla melanzana Bt) si degrada con la cottura, ma resta attiva in ambiente alcalino: e poiché in alcune zone la melanzana è mangiata semicruda, e il sistema digerente è leggermente alcalino, sappiamo quali cautele sia meglio adottare? E poi: è logico che i test di sicurezza siano condotti dalla stessa azienda che ha prodotto l'organismo modificato e ha tutto l'interesse a metterlo sul mercato? Infine, il ministro dell'ambiente Jairam Ramesh ha annunciato: «La moratoria resterà in vigore fino a che non saranno condotti ulteriori test e studi scientifici tali da rispondere a ogni dubbio». La Brinjal Bt dovrà attendere.
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