mercoledì 18 settembre 2013
TERRA TERRA
24.02.2010
-
| di Marina Forti
Predatori di terreni
Molti paesi pubblicizzano bellezze naturali e ospitalità per attrarre turisti. L'Etiopia ha lanciato una campagna pubblicitaria di altro tipo: «Terre vaste, fertili, irrigabili, in concessione a basso costo. Abbondanti risorse idriche. Manodopera a buon mercato. Calda ospitalità», dice un poster corredato da foto di campi verdi e mappe di regioni con terre disponibili - il poster era citato dal «Washington post» in una corrispondenza dello scorso novembre. L'appello è rivolto a investitori stranieri interessati a terre agricole. E in verità questi rispondono alla grande: l'Etiopia sta concedendo un contratto dopo l'altro, un boom di concessioni in cui paesi e soprattutto aziende private di paesi relativamente ricchi si aggiudicano grandi estensioni di terre coltivabili. L'offerta attrae: dall'Arabia saudita (che importa quasi tutto il cibo che consuma) all'India. Un po' questione strategica (assicurarsi derrate agricole a prezzi stabili), un po' fiuto per l'affare (i prezzi del cibo sono destinati a salire, è un buon investimento), sta di fatto che la corsa ad accaparrarsi terre agricole è forte. Con notevoli rischi per i paesi che le concedono, però: l'Etiopia è un buon esempio. Stiamo parlando di un paese povero, dove l'80% dei circa 80 milioni di abitanti vive di agricoltura o pastorizia. Le terre sono proprietà dello stato, che fornisce agli agricoltori sementi e fertilizzanti; non circolano macchinari moderni, si coltiva per lo più con buoi e aratro. Non ci sono grandi sistemi di irrigazione, così l'agricoltura dipende dal cielo: se non piove, il raccolto va male e una popolazione già sulla soglia della povertà sprofonda nella fame. E poiché ripetute ondate di siccità hanno devastato nelle ultime stagioni i raccolti in tutta l'Africa orientale, il governo etiopico l'autonno scorso ha fatto appello alle Nazioni unite per aiuti alimentari: almeno 6 milioni di persone dipendono da quegli aiuti per sfamarsi. E però le terre non mancano (solo un quarto dei circa 437 milioni di ettari circa delle terre arabili in etiopia sono coltivate). Investire nell'agricoltura dunque è una necessità. Bisogna vedere però cosa si intende. «La politica del governo per lo sviluppo agricolo si è sempre basata sui piccoli agricoltori. Ma la strategia include anche la possibilità che il settore privato giochi un ruolo supplementare ma vitale», ha dichiarato di recente il presidente Meles Zenawi alla radio «Voice of America». Tradotto: abbiamo una risorsa naturale (la terra) e ne facciamo una leva per attirare investimenti stranieri. Il governo ha destinato 15 milioni di ettari all'agrobusiness. Il quotidiano di Washington, il 23 novembre, diceva che «attratti da concessioni quarantennali esentasse, gli investitori sono in una febbre dello shopping, zigzagano il paese su aeroplanini per scegliere il proprio appezzamento si suolo etiopico». Si prenda l'esempio del gruppo indiano Karuturi Global: nelle sua due grandi aziende agricole, 300mila ettari in totale, i suoi trattori, macchine per movimentare terra, pozzi stanno trasformando il panorama, riferisce Voice of America (22 febbraio). Cita il proprietario, Ram Karuturi: «Nessuno sta facendo tanto come noi per l'Africa», macchinari e investimenti stanno più che raddoppiando le rese e creano lavoro. Già: ma le centinaia di braccianti ricevono circa 70 centesimi di dollaro al giorno, riferiva il Washington Post, molti sono bambini. Le aziende agricole indiane hanno preso un intero fiume per irrigare campi di mais e risaie, mentre i pastori della zona non possono più abbeverare il bestiame e le 400 famiglie sloggiate non ha dove coltivare. Rivoluzione verde o un nuovo colonialismo?
Rubrica quotidiana sull'ambiente
ultimo articolo pubblicato
ricerca
I 10 argomenti più trattati:
AGRICOLTURA [330]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA
Luisa Betti
-
Cosa significa “centro antiviolenza”? (DL femminicidio IV parte)
di Luisa Betti - 17.09.2013 02:09
NAPOLI CENTRALE
Francesca Pilla
-
La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
LO SCIENZIATO BORDERLINE
Massimo Zucchetti
-
Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
LOSANGELISTA
Luca Celada
-
Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
FRANCIAEUROPA
Anna Maria Merlo
-
E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
POLTERGEIST
Nefeli Misuraca
-
Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
QUINTOSTATO
Roberto Ciccarelli
-
Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
NUVOLETTA ROSSA
Andrea Voglino
-
Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
STREET POLITICS
Giuseppe Acconcia
-
Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
AUTOCRITICA
Francesco Paternò
-
Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
HORROR VACUO
Filippo Brunamonti
-
Sal – Conversazione con l’attore Salvatore Ruocco
di Filippo Brunamonti - 26.08.2013 18:08
ANZIPARLA
Giulia Siviero
-
La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL
Gianni Proiettis
-
Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08
SERVIZI










