domenica 17 febbraio 2013
TERRA TERRA
03.04.2010
-
| di Marina Zenobio
Un parco contro i nativi
Sta per essere inaugurato, intorno alle Isole Chagos - territorio d'oltremare del Regno Unito nell'Oceano Indiano - quello che sarà il più grande parco marino del mondo. Coprirà circa 250 mila miglia quadrate (545 chilometri quadrati, praticamente il doppio dell'Italia), battendo il record mondiale fin qui riservato al parco australiano «Great barrier reef marine» grande 345 mila chilometri quadrati. Ad annunciarlo alla Bbc è stato il ministro degli esteri britannici David Miliband che, entusiasta, ha dichiarato che con questo nuovo parco si raddoppieranno le dimensioni delle riserve marine di tutto il mondo.
Per molti pesci, e soprattutto per i coralli - sempre più minacciati dalle attività umane e dai cambiamenti climatici, che provocano il riscaldamento e l'acidificazione dell'acqua degli oceani (secondo Global Coral Reef Monitoring Network almeno la metà di quelli del mondo sono a rischio)-, è sicuramente una manna. Non si può dire la stessa cosa per alcuni abitanti del territorio, che si vedranno proibire la pesca in un'area grande quanto il Texas.
Così quello che sarà il più grande parco marino del mondo rischia di diventare anche il più discusso, proprio perché una parte sarà dichiarata riserva con assoluto divieto di pesca mentre, nel resto del parco marino tutte le attività umane saranno strettamente regolate e sarà proibita la pesca commerciale. Proprio la proibizione della pesca, dice la Bbc, è al centro delle polemiche suscitate da alcuni dei 4mila ex abitanti dell'arcipelago, che chiedono da anni di poter tornare sulle proprie isole e che si sono anche rivolti alla Corte europea per i diritti umani.
Su un comunicato ufficiale firmato dalla «Uk Chagos support association» si legge che, nella dichiarazione di Miliband, risultano esserci numerosi punti oscuri: come ad esempio sul coinvolgimento dei chagossiani nell'istituzione dell'area e su quali parti del parco sarà possibile pescare in maniera sostenibile, nel rispetto delle 220 specie di coralli e oltre 1000 varietà di pesci che già ospita.
L'arcipelago delle Chagos Islands, a sud delle Maldive e a nord-est dell'isola di Mauritius, dal 1965 è stato dichiarato Territorio britannico dell'Oceano Indiano. È formato da sei atolli, il più grande e l'unico ad essere abitato ospita dal 1966, per concessione del Regno unito, la base militare statunitense di Diego Garcia. Ed è da allora che la zona è al centro di un contenzioso; da quando, appunto, gli abitanti sono stati tutti deportati alle isole Mauritius per far spazio alla base. Anzi, un paio di anni fa, proprio una sentenza dell'Alta corte europea per i diritti umani aveva sancito il ritorno alle isole Chagos di alcune migliaia di nativi cacciati nel '71. Ma il Foreign office ancora una volta fece ricorso alla Camera dei Lords e la sentenza dell'Alta corte fu bloccata.
Ora, con l'istituzione del Great Chagos Park, sembra allontanarsi il sogno di tornare sulle proprie isole dei 3000 nativi cacciati alle Mauritius. Intanto, molti, secondo i racconti dei più giovani, sono morti di tristezza. Per Olivier Bancoult, rappresentante del popolo Chagos, il piano del governo inglese per creare la riserva marina rappresenta infatti una via di fuga legale, pronta nel caso in cui la Corte europea per i diritti umani dovesse accogliere l'ennesima richiesta delle popolazioni native a far ritorno alle loro terre d'origine. E ancora una volta saranno gli «ultimi» a pagare il conto, mentre il governo inglese potrà vantarsi, davanti il consesso internazionale, di aver contribuito alla creazione del parco marino protetto più grande del mondo
Rubrica quotidiana sull'ambiente
ultimo articolo pubblicato
ricerca
I 10 argomenti più trattati:
AGRICOLTURA [330]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA
Luca Celada
-
Mahony: Ombra sul Conclave
di luca celada - 16.02.2013 20:02
ANTIVIOLENZA
Luisa Betti
-
Gentile cavaliere, scenda dalla sella
di Luisa Betti - 15.02.2013 18:02
LO SCIENZIATO BORDERLINE
Massimo Zucchetti
-
Sulla gerontocrazia e i “grandi vecchi”
di massimozucchetti - 14.02.2013 22:02
QUINTOSTATO
Roberto Ciccarelli
-
Scuola: “Concorso-truffa”, seconda parte
di Roberto Ciccarelli - 13.02.2013 09:02
FRANCIAEUROPA
Anna Maria Merlo
-
Matrimonio per tutti: l’Assemblée approva, 329 a favore, 299 contro
di Anna Maria - 12.02.2013 18:02
ROVESCI D'ARTE
Arianna Di Genova
-
Dead Writers, annusa il profumo della letteratura
di arianna - 08.02.2013 09:02
POLTERGEIST
Nefeli Misuraca
-
Revolution: J.J. Abrams e i suoi errori
di nefeli - 04.02.2013 08:02
HORROR VACUO
Filippo Brunamonti
-
Full Metal Jacket, il diario in una App per Ipad
di Filippo Brunamonti - 02.02.2013 20:02
NUVOLETTA ROSSA
Andrea Voglino
-
Metti Jac all’Ara Pacis: quadretti di un’esposizione
di Andrea - 20.01.2013 19:01
ESTESTEST
Astrit Dakli
-
Un mezzo trasloco
di a. d. - 16.01.2013 15:01
NAPOLI CENTRALE
Francesca Pilla
-
Gomorra2, e che fiction sia
di francesca - 13.01.2013 16:01
POPOCATÉPETL
Gianni Proiettis
-
I comunicati zapatisti / 2 e fine
di gianni - 10.01.2013 03:01
AUTOCRITICA
Francesco Paternò
-
Ford Fiesta, MyKey è la tua
di fpaterno - 26.11.2012 19:11
SERVIZI









