giovedì 09 febbraio 2012
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale giovedì 09 febbraio 2012
acquista il pdf
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
TERRA TERRA
03.09.2010
  • | di Luca Manes
    Una finanza per il clima
    La finanza per il clima è stato uno dei temi principali del disastroso summit di Copenhagen dello scorso dicembre. Come su altre questioni calde, nella capitale danese non si riuscì a raggiungere un'intesa seria, chiesta con grande insistenza dai paesi del Sud del mondo, ovvero quelli più danneggiati dagli effetti dei cambiamenti climatici. Dal momento che le responsabilità della febbre del pianeta è da imputare al Nord ricco e sviluppato del globo, è a quest'ultimo che si chiede di garantire fondi per le misure di adattamento e mitigazione. Da oggi i rappresentanti di una quarantina di governi si riuniscono a Ginevra per ritornare sull'argomento, in un meeting co-promosso da Svizzera e Messico (che a dicembre organizzerà in una blindatissima Cancun la sedicesima Conferenza delle Parti della Convenzione sul Clima). E' un incontro ristretto e al di fuori del contesto Onu, e già questo non promette bene. L'ordine del giorno è pericolosamente sbilanciato a favore di ampliare il ruolo del settore privato in proposito. I paesi industrializzati non sembrano voler far fronte alle loro responsabilità, che sono enormi. Si parla di una cifra di 100 miliardi di dollari l'anno per la finanza per il clima: ma non basterà certo a avviare le misure necessarie a stabilizzare le emissioni di gas di serra, non è sostenuta da una base scientifica - ed è ben lontana dai 30 miliardi per il triennio 2010-12 proposti a Copenhagen. Servono molti più soldi, forse addirittura il quadruplo. Di recente Cina e G77 (il gruppo dei paesi del Sud) hanno chiesto che il Nord impegni l'1,5 % del suo prodotto lordo complessivo, e c'è chi sostiene che bisogna arrivare addirittura al 6 % per evitare catastrofi peggiori di quelle che già adesso sconquassano intere regioni - basti pensare a quanto accaduto ad agosto in Pakistan.
    Il dato di fatto è che nel 2007, al Vertice sul clima di Bali, i paesi ricchi si impegnarono a garantire il contributo finanziario e il trasferimento di tecnologie necessari mentre adesso, adducendo anche la scusa della crisi, si tirano indietro e nella migliore delle ipotesi provano a riciclare promesse fatte in passato. Cercano di delegare ai soggetti privati o puntare su uno strumento rivelatosi fin qui fallimentare come quello del mercato dei crediti di carbonio. Una scappatoia che, così come strutturata ora, nei prossimi anni permetterà ai paesi ricchi di ridurre le loro emissioni di gas serra solo sulla carta, mentre nella realtà continueranno ad aumentare.
    Le organizzazioni della società civile internazionale, tra cui anche l'italiana Campagna per la riforma della Banca mondiale, Jubilee South e Third World Network, chiedono che l'agenda della finanza per il clima sia completamente rivista e si ispiri alla road map di Bali. Temono ad esempio che il denaro che in qualche modo sarà raccolto venga poi gestito da istituzioni dal pessimo record ambientale come la Banca mondiale e non dalle Nazioni Unite. Nel documento pubblicato sul loro nuovo sito, www.globalclimatefund.org, chiedono che il Fondo globale per il clima sia dotato di un consiglio direttivo con equa rappresentanza di tutte le regioni del mondo e in particolar modo dei paesi più vulnerabili al surriscaldamento globale, un segretariato indipendente e una serie di comitati tecnici in grado realizzare le procedure di mitigazione, adattamento e trasferimento delle tecnologie. L'incontro di Ginevra non sembra un primo passo in questa direzione.
Rubrica quotidiana sull'ambiente
ultimo articolo pubblicato
ricerca
I 10 argomenti più trattati:
AGRICOLTURA [313]
ANIMALI [201]
ENERGIA [178]
ALIMENTAZIONE [146]
PETROLIO [123]
COMMERCIO [90]
ETNIE [80]
SANITA [63]
BIOTECNOLOGIE [59]
RIFIUTI TOSSICI [56]
MANIFESTO BLOG
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
PACI POSSIBILI Orsola Casagrande
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
BABELBLOG Cinzia Gubbini
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
ISLAMISMO Giuliana Sgrena
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
LA RETE NEL CAPPIO Benedetto Vecchi
freccia
COMPAGNI DI SQUADRA Nicola Sellitti
freccia
SERVIZI