domenica 17 febbraio 2013
TERRA TERRA
15.10.2010
-
| di Marinella Correggia
Il peso dei pascoli comuni
Stati Uniti, nazione al pascolo. Milioni di bovini da carne e da latte e di pecore pascolano soprattutto nel West su circa 100 milioni di ettari di terre federali, cioè pubbliche, gestite dallo Us Forest Service e dal Bureau of Land Management (Blm, l'ente per la gestione dei suoli) e date in concessione ad allevatori e rancher. Allevamento sostenibile, poichè non intensivo? Meno di quel che si può immaginare, secondo diversi gruppi di organizzazioni per la protezione dell'ambiente e della fauna selvatica, come il Centre for Biological Diversity, il Western Watershed Project, il WildEarth Guardians e il Sequoia Forest Keepers. Il pascolo è in genere una pratica ecologica e meno crudele della zootecnia intensiva. Ma dipende dalla situazione sul terreno: ad esempio, fu proibito in Burkina Faso ai tempi del presidente Thomas Sankara (ucciso il 15 ottobre 1987), perché pecore e capre erranti non aumentassero la desertificazione divorando i pochi arboscelli che riuscivano a crescere. Ma anche negli Usa i danni da pascolo ci sono, eccome. Intanto alla biodiversità, animale e vegetale. I mammiferi ruminanti selvatici trovano in bovini e ovini dei possenti competitori sulle risorse vegetali e anche idriche. E uno studio del Museo londinese di storia naturale e della Iucn (International Union for the Conservation of Nature), pubblicato in vista della conferenza mondiale sulla biodiversità in Giappone, spiega che un quinto delle 380 mila specie di piante è minacciata dalle attività agricole, e dall'uso per l'allevamento.
Quanto al clima, è stato calcolato che i bovini presenti sulle terre federali emettono cumulativamente quasi 260 milioni di metri cubi di metano all'anno, circa 175 milioni di chilogrammi. Sulla base del calcolatore di equivalenze fra i gas serra, della governativa Environmental Protection Agency (Epa), questa quantità di metano ha lo stesso peso climatico di oltre 8 milioni di barili di petrolio consumati, o del consumo medio di elettricità di quasi mezzo milione di case statunitensi per un anno. Per compensarlo sequestrando carbonio occorrerebbero 94 milioni di alberi di dieci anni od oltre 10.000 ettari di foresta protetta dalla deforestazione. Inoltre la collettività paga, in molti modi. Sul bollettino internazionale Hippoworld, un medico dell'organizzazione Sierra Club, parlando delle sovvenzioni all'alfa alfa (il principale foraggio degli animali allevati), ricorda le decine di miliardi di dollari spesi per curare malattie legate all'eccessivo consumo di carne da parte dell'americano medio.
I diritti di pascolo ammontano a 1,35 dollari al mese per la coppia vacca-vitello o per cinque pecore. Niente rispetto alle spese federali relative alle stesse terre: ogni anno l'ente di gestione dei suoli perde quasi 50 milioni di dollari e il Forest Service quasi 70 milioni di dollari. Le concessioni vanno a vantaggio di multinazionali alimentari e ricconi rancher: tra i baroni dei pascoli troviamo la catena di hotel Hilton, il gigante della birra Anheuser-Busch, i proprietari della Hewlett-Packyard, la Agri-Beef Company. Di fronte a ciò che chiamano «un sussidio a un ristretto numero di allevatori che fanno pascolare su terre pubbliche a spese della collettività», alcune organizzazioni hanno suggerito al presidente Barack Obama una misura di «buon senso economico ed ecologico»: riformare o meglio eliminare il programma di pascolo su terre pubbliche.
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