domenica 17 febbraio 2013
TERRA TERRA
22.12.2010
-
| di Marina Forti
Più riso per l'Iraq
Finalmente una buona notizia dall'Iraq: sulle rive dell'Eufrate si vedono campi di riso rigogliosi e in questi giorni, nel pieno del raccolto annuale, il ministero dell'agricoltura fa previsioni ottimiste: il governo si prepara ad acquistare dai suoi agricoltori tra 150mila e 175mila tonnellate del buon riso aromatico di prima categoria tipico di queste terre, un bel balzo dalle 119mila tonnellate raccolte l'anno scorso. Spiegano le autorità che la resa per ettaro è aumentata dell'11% rispetto all'anno scorso, e il 18% rispetto a due anni fa, e questo grazie alla maggiore disponibilità di acqua, elettricità per far funzionare le pompe e irrigare i campi, fertilizzanti.
Una buona notizia parziale, perché il consumo annuo di riso in Iraq ammonta a 1,2 milioni di tonnellate: il paese resta un importatore netto di riso, e lo stesso vale per il grano. Anzi: quella che una volta era nota come la «mezzaluna fertile» è oggi uno dei dieci maggiori importatori di riso e grano al mondo.
Il problema di fondo resta la penuria d'acqua, che ha conseguenze a cascata. La terra coltivabile è sempre stata in iraq quella compresa tra il Tigri e l'Eufrate - la «terra tra i due fiumi», Mesopotamia - mentre il resto (il 78% del territorio iracheno) non è adatto agli usi agricoli, al massimo è pascolo. Ma tigri ed Eufrate portano sempre meno acqua: in giugno l'Eufrate arrivava dalla frontiera con la Siria con una portata di 250 metricubi al secondo, un record negativo. Anche il Tigri ha una portata dimezzata rispetto a prima del 2003, da 1.680 a 836 metricubi al secondo. Di conseguenza sono bassi i reservoir alimentati dall'Eufrate (quello di Haditha, la diga di Mosul e il lago Habaniyah). Gli ultimi tre anni di siccità hanno peggiorato la situazione. La mancanza d'acqua ha fatto aumentare la salinità dei terreni, e questo ha costretto il governo l'anno scorso a dimezzare la superfice coltivata a riso, irrigata totalmente dall'acqua dell'Eufrate. E la scarsità d'acqua dà il colpo di grazie a una situazione già vulnerabile: l'agricoltura è stata paralizzata da decenni di insicurezza, guerra, mancanza di investimenti, pressione umana. La somma di tutto questo ha costretto nei tre anni passati a quasi dimezzare la superficie coltivata a riso.
Se questo raccolto è andato bene è perché, in primo luogo, si è allentata la siccità: il ministero dell'agricoltura ha promosso opere per catturato le piogge e nevi dell'inverno scorso nei reservoir, così quest'estate la disponibilità d'acqua è stata maggiore. Allo stesso tempo la fornitura di elettricità è leggermente migliorata, permettendo agli agricoltori di far funzionare le pompe per irrigare i loro campi («il problema è sempre che quando c'è acqua non c'è corrente elettrica o viceversa», dice all'agenzia Reuter un agricoltore della zona di Meshkhab, a sud di Baghdad). Aver diminuito la superficie coltivata negli anni passati ha permesso di concentrare gli input di acqua e fertilizzanti e aumentare il raccolto, dicono i responsabili del ministero dell'agricoltura: così la produzione si è consolidata nelle province centrali di Najaf, Diwaniya e Wassit. Ora molti pensano a espandere le coltivazioni: un buon incentivo sta nel fatto che il governo - l'ente nazionale per i cereali, acquirente istituzionale dei raccolti iracheni - paga agli agricoltori 583 dollari per tonnellata di riso, ben più dei 420-430 dollari pagati per tonnellata di riso importato dai mercati internazionali.
Un buon auspicio, il raccolto di riso. Anche se resta un futuro incerto - per molte ragioni, non ultime le dighe in costruzione sul Tigri in Turchia.
Rubrica quotidiana sull'ambiente
ultimo articolo pubblicato
ricerca
I 10 argomenti più trattati:
AGRICOLTURA [330]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA
Luca Celada
-
Mahony: Ombra sul Conclave
di luca celada - 16.02.2013 20:02
ANTIVIOLENZA
Luisa Betti
-
Gentile cavaliere, scenda dalla sella
di Luisa Betti - 15.02.2013 18:02
LO SCIENZIATO BORDERLINE
Massimo Zucchetti
-
Sulla gerontocrazia e i “grandi vecchi”
di massimozucchetti - 14.02.2013 22:02
QUINTOSTATO
Roberto Ciccarelli
-
Scuola: “Concorso-truffa”, seconda parte
di Roberto Ciccarelli - 13.02.2013 09:02
FRANCIAEUROPA
Anna Maria Merlo
-
Matrimonio per tutti: l’Assemblée approva, 329 a favore, 299 contro
di Anna Maria - 12.02.2013 18:02
ROVESCI D'ARTE
Arianna Di Genova
-
Dead Writers, annusa il profumo della letteratura
di arianna - 08.02.2013 09:02
POLTERGEIST
Nefeli Misuraca
-
Revolution: J.J. Abrams e i suoi errori
di nefeli - 04.02.2013 08:02
HORROR VACUO
Filippo Brunamonti
-
Full Metal Jacket, il diario in una App per Ipad
di Filippo Brunamonti - 02.02.2013 20:02
NUVOLETTA ROSSA
Andrea Voglino
-
Metti Jac all’Ara Pacis: quadretti di un’esposizione
di Andrea - 20.01.2013 19:01
ESTESTEST
Astrit Dakli
-
Un mezzo trasloco
di a. d. - 16.01.2013 15:01
NAPOLI CENTRALE
Francesca Pilla
-
Gomorra2, e che fiction sia
di francesca - 13.01.2013 16:01
POPOCATÉPETL
Gianni Proiettis
-
I comunicati zapatisti / 2 e fine
di gianni - 10.01.2013 03:01
AUTOCRITICA
Francesco Paternò
-
Ford Fiesta, MyKey è la tua
di fpaterno - 26.11.2012 19:11
SERVIZI









