domenica 17 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale domenica 17 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
TERRA TERRA
11.02.2011
  • | di Marina Forti
    I «pirati del cibo»
    Quando si parla di investimenti stranieri, in un paese come l'India, viene da pensare a grandi industrie, gli stabilimenti automobilistici Fiat-Tata, le joint-venture delle telecomunicazioni. Un altro tipo di investimenti però si va facendo strada, e riguardano la terra. Terra arabile, coltivabile, di quella che scarseggia nei paesi arabi del Golfo - che infatti hanno cominciato a comprare concessioni su grandi superfici di terra agricola in paesi come l'Etiopia o il Madagascar, dove produrre derrate alimentari da riesportare.
    Anche l'India comincia a essere coinvolta in questo trend, da un lato «in proprio» - con aziende indiane che hanno investito in terra all'estero - ma anche con il contrario. Un noto magazine indiano riferisce ad esempio del caso di un'azienda del Bahrein, il Nader & Ebrahim Group, che di recente si è messa in società con il Sankhar Group, azienda di Pune, quindi indiana. Hanno preso «a contratto» terre (e contadini) e avviato coltivazioni di banane su circa 160 ettari in Maharashtra, lo stato che ha per capitale Mumbai e ha un immenso entroterra rurale, sotto la supervisione della casa madre del Bahrein e con l'intero raccolto destinato all'export sui mercati del Golfo ed europei. Finora l'impresa ha esportato 2,6 milioni di chili di banane, ma i progetti vanno ben oltre. I due gruppi hanno infatti formato una joint venture alla pari e stanno acquisendo altre terre per coltivare ananas, uva, canna da zucchero e riso. Tutto destinato esclusivamente a essere esportato (la canna sotto forma di zucchero raffinato, visto che l'India vieta l'esportazione della derrata grezza).
    E' questa la cosa che ha suscitato perplessità in India: il fatto che derrate agricole siano coltivate, su larga scala e in modo intensivo, unicamente per il mercato estero.
    E' un trend nuovo, e ha sollevato perplessità in India - paese di 1,2 miliardi di persone, che ha raggiunto sì l'autosufficenza alimentare ma deve anche fare i conti con crescenti diseguaglianze interne e con enormi sacche di povertà soprattutto rurale. Non è un «land grab» paragonabile a quello africano, dove intere fette di territorio nazionale sono di fatto svendute, ma è una svolta rispetto alla tradizionale politica indiana tanto gelosa della sua autosufficienza. Il segno della svolta sta in un'intervista concessa nel dicembre scorso dal vicepresidente della Planning Commission (la commissione di pianificazione del governo indiano) a un quotidiano dell'Oman. La citava il magazine Outlook: «Le leggi indiane non permettono alle compagnie straniere di conprare terra, ma le aziende dell'Oman possono entrare in società agricole per far crescere ciò che vogliono», diceva Montek Singh Ahluwalia rivolto ai potenziali investitori del Golfo: e invitava «investimenti omaniti in India anche per produrre riso».
    L'accenno al riso, alimento di base e derrata da esportazione, ha suscitato un fuoco di critiche. Perché invitare aziende straniere a prendere in concessione terre in India, quando il prezzo di gran parte delle derrate agricole è alle stelle? «Questo riduce gli agricoltori al ruolo di braccianti, invece che persone che hanno una sovranità alimentare», commenta il magazine indiano citando diversi esperti di economia agricola: è come «invitare i pirati del cibo a entrare».
Rubrica quotidiana sull'ambiente
ultimo articolo pubblicato
ricerca
I 10 argomenti più trattati:
AGRICOLTURA [330]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI