mercoledì 18 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale mercoledì 18 settembre 2013
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
TERRA TERRA
11.05.2011
  • | di Paola Desai
    Che fa l'Enel in Patagonia?
    Che farà l'Enel? Andrà avanti con le grandi dighe che stanno provocando proteste e opposizioni in Patagonia? Riassumiamo la notizia. La Commissione ambientale della regione dell'Aysen (Cile meridionale) ha approvato a maggioranza schiacciante (11 voti contro uno) il progetto per la costruzione di cinque mega dighe sui fiumi Pascua e Baker, nella Patagonia cilena. Se e quando realizzati, gli sbarramenti sommergeranno ben 5.600 ettari di un raro ecosistema forestale, tra cascate e canyon formatisi nel corso di milioni di anni, con impatti socio-ambientali enormi. Il sistema di dighe produrrà energia per un totale di 2.750 megawatt, che sarà poi trasportata verso nord a ben 2.300 chilometri di distanza, in direzione di Santiago del Cile e del suo distretto industriale, tramite una linea di trasmissione (da costruire) composta da 6mila torri alte 70 metri che attraverserà i territori Mapuche, tagliando nove regioni (metà del Cile), sei parchi nazionali e 67 comuni e che nei prossimi mesi dovrà passare il vaglio delle competenti autorità ambientali.
    Cosa c'entra l'Enel? C'entra, perché il consorzio HidroAysen, che promuove il progetto, è per il 51% di proprietà di Endesa, che ne è anche capofila (l'altro 49% è della cilena Colbun). E la compagnia Endesa è controllata proprio dall'Enel, controllata per il 32% dallo Stato italiano tramite il ministero dell'Economia e delle Finanze.
    Il progetto delle dighe sui fiumi Pascua e Baker è in discussione da diversi anni e ha suscitato numerose opposizioni: tanto che in Cile tre anni fa è stato fondato il «Consiglio della difesa della Patagonia, che comprende una sessantina di organizzazioni sociali, culturali, religiose, ambientali e studentesche che promuovono attività su scala locale e nazionale. Accanto alla società civile locale è scesa in campo una rete internazionale di sostegno, si è mobilitata International Rivers, la storica organizzazione non governativa statunitense che da oltre due decenni si batte per la tutela dei fiumi e contro la costruzione delle grandi dighe; in Italia si è formata una «Campagna italiana Patagonia senza dighe»: ed è questa che ora chiede all'Enel di ritirarsi dal progetto.
    In un recente sondaggio d'opinione, il 61% degli intervistati si è espresso contro il progetto, nonostante il considerevole battage pubblicitario messo in piedi negli ultimi mesi dal consorzio HidroAysen. L'opposizione delle comunità locali è destinata a crescere ancor più quando sarà esaminato il progetto della linea di trasmissione. La questione delle dighe nell'Aysen è stata sollevata più volte anche durante le assemblee degli azionisti Enel - l'ultima lo scorso 29 aprile. Un anno fa era venuto a Roma anche il stesso vescovo dell'Aysen, Luigino Infanti, per «dar voce alla preoccupazione di migliaia di persone» che subiranno le conseguenze di quelle dighe: ci aveva spiegato tra l'altro che il progetto delle dighe è reso possibile da normative sull'uso delle risorse naturali inscritte nella costituzione voluta dal generale Augusto Pinochet e datata 1980, che «permette a chi ha il potere economico di comprarsi il Cile, e così il settore idrico ha finito per essere il più privatizzato dell'intero pianeta. L'82% è in mano a Endesa, che arriva ad avere il 96% in Aysen, il resto a imprese minori. Tuttavia al momento in Cile ci sono ben 25 conflitti in atto per l'acqua, le miniere e le foreste», ci aveva detto il vescovo.
    Finora proteste e opposizioni sono state inascoltate. Adesso vedremo come reagirà la HydroAysen: «Ci auguriamo che l'Enel riconsideri la sua partecipazione all'opera, come gli hanno chiesto anche gli attivisti cileni intervenuti durante l'ultima assemblea degli azionisti».
Rubrica quotidiana sull'ambiente
ultimo articolo pubblicato
ricerca
I 10 argomenti più trattati:
AGRICOLTURA [330]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI