mercoledì 18 settembre 2013
TERRA TERRA
11.05.2011
-
| di Paola Desai
Che fa l'Enel in Patagonia?
Che farà l'Enel? Andrà avanti con le grandi dighe che stanno provocando proteste e opposizioni in Patagonia? Riassumiamo la notizia. La Commissione ambientale della regione dell'Aysen (Cile meridionale) ha approvato a maggioranza schiacciante (11 voti contro uno) il progetto per la costruzione di cinque mega dighe sui fiumi Pascua e Baker, nella Patagonia cilena. Se e quando realizzati, gli sbarramenti sommergeranno ben 5.600 ettari di un raro ecosistema forestale, tra cascate e canyon formatisi nel corso di milioni di anni, con impatti socio-ambientali enormi. Il sistema di dighe produrrà energia per un totale di 2.750 megawatt, che sarà poi trasportata verso nord a ben 2.300 chilometri di distanza, in direzione di Santiago del Cile e del suo distretto industriale, tramite una linea di trasmissione (da costruire) composta da 6mila torri alte 70 metri che attraverserà i territori Mapuche, tagliando nove regioni (metà del Cile), sei parchi nazionali e 67 comuni e che nei prossimi mesi dovrà passare il vaglio delle competenti autorità ambientali.
Cosa c'entra l'Enel? C'entra, perché il consorzio HidroAysen, che promuove il progetto, è per il 51% di proprietà di Endesa, che ne è anche capofila (l'altro 49% è della cilena Colbun). E la compagnia Endesa è controllata proprio dall'Enel, controllata per il 32% dallo Stato italiano tramite il ministero dell'Economia e delle Finanze.
Il progetto delle dighe sui fiumi Pascua e Baker è in discussione da diversi anni e ha suscitato numerose opposizioni: tanto che in Cile tre anni fa è stato fondato il «Consiglio della difesa della Patagonia, che comprende una sessantina di organizzazioni sociali, culturali, religiose, ambientali e studentesche che promuovono attività su scala locale e nazionale. Accanto alla società civile locale è scesa in campo una rete internazionale di sostegno, si è mobilitata International Rivers, la storica organizzazione non governativa statunitense che da oltre due decenni si batte per la tutela dei fiumi e contro la costruzione delle grandi dighe; in Italia si è formata una «Campagna italiana Patagonia senza dighe»: ed è questa che ora chiede all'Enel di ritirarsi dal progetto.
In un recente sondaggio d'opinione, il 61% degli intervistati si è espresso contro il progetto, nonostante il considerevole battage pubblicitario messo in piedi negli ultimi mesi dal consorzio HidroAysen. L'opposizione delle comunità locali è destinata a crescere ancor più quando sarà esaminato il progetto della linea di trasmissione. La questione delle dighe nell'Aysen è stata sollevata più volte anche durante le assemblee degli azionisti Enel - l'ultima lo scorso 29 aprile. Un anno fa era venuto a Roma anche il stesso vescovo dell'Aysen, Luigino Infanti, per «dar voce alla preoccupazione di migliaia di persone» che subiranno le conseguenze di quelle dighe: ci aveva spiegato tra l'altro che il progetto delle dighe è reso possibile da normative sull'uso delle risorse naturali inscritte nella costituzione voluta dal generale Augusto Pinochet e datata 1980, che «permette a chi ha il potere economico di comprarsi il Cile, e così il settore idrico ha finito per essere il più privatizzato dell'intero pianeta. L'82% è in mano a Endesa, che arriva ad avere il 96% in Aysen, il resto a imprese minori. Tuttavia al momento in Cile ci sono ben 25 conflitti in atto per l'acqua, le miniere e le foreste», ci aveva detto il vescovo.
Finora proteste e opposizioni sono state inascoltate. Adesso vedremo come reagirà la HydroAysen: «Ci auguriamo che l'Enel riconsideri la sua partecipazione all'opera, come gli hanno chiesto anche gli attivisti cileni intervenuti durante l'ultima assemblea degli azionisti».
Rubrica quotidiana sull'ambiente
ultimo articolo pubblicato
ricerca
I 10 argomenti più trattati:
AGRICOLTURA [330]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA
Luisa Betti
-
Cosa significa “centro antiviolenza”? (DL femminicidio IV parte)
di Luisa Betti - 17.09.2013 02:09
NAPOLI CENTRALE
Francesca Pilla
-
La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
LO SCIENZIATO BORDERLINE
Massimo Zucchetti
-
Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
LOSANGELISTA
Luca Celada
-
Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
FRANCIAEUROPA
Anna Maria Merlo
-
E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
POLTERGEIST
Nefeli Misuraca
-
Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
QUINTOSTATO
Roberto Ciccarelli
-
Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
NUVOLETTA ROSSA
Andrea Voglino
-
Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
STREET POLITICS
Giuseppe Acconcia
-
Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
AUTOCRITICA
Francesco Paternò
-
Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
HORROR VACUO
Filippo Brunamonti
-
Sal – Conversazione con l’attore Salvatore Ruocco
di Filippo Brunamonti - 26.08.2013 18:08
ANZIPARLA
Giulia Siviero
-
La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL
Gianni Proiettis
-
Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08
SERVIZI










