domenica 17 febbraio 2013
TERRA TERRA
23.06.2011
-
| di Paola Desai
La peste della spesa sanitaria
Ottenuto un successo, epidemiologi ed esperti di salute pubblica stanno discutendo su quale nuovo obiettivo lanciare i propri sforzi. Si tratta in questo caso non della salute umana ma di quella animale: un dispaccio dell'agenzia Irin news (pubblicata dall'ufficio dell'Onu per gli affari umanitari), ci informa che dopo aver «eradicato» con successo la peste bovina, la Fao (organizzazione del'Onu per l'alimentazione e agricoltura) e la Oie (Organizzazione mondiale per la salute animale) vogliono lanciare una campagna mondiale per eliminare l'afta epizootica, malattia ricorrente tra numerosi animali (selvatici e domestici) preticamente ovunque escluso l'Antartico.
A prima vista è un obiettivo meritorio - a guardare meglio però dovrebbe sollevare qualche problema su come sono decise le priorità (e come sono spesi i soldi) della salute pubblica.
L'afta epizootica è sicuramente una piaga mondiale. E' altamente contagiosa, colpisce numerose specie, e può causare vere e proprie stragi tra gli animali d'allevamento, a cominciare dai bovini, con gravi conseguenze sia sul «benessere animale», sia sul commercio internazionale di bestie, carne e altri prodotti animali. «L'afta epizootica è di gran lunga la più importante malattia socio-economica del bestiame domestico al mondo. ... Può causare contrazioni drastiche della produttività dell'allevamento su scala globale», dichiara a Irin il professore di medicina veterinaria George Sapertstein, della Turf University. «Ci sono ancora oltre 100 paesi che ne soffrono, in maniera episodica o endemica», fa eco il direttore generale della Oie, Kazuaki Miyagishima. Le due organizzazioni dell'Onu dunque preparano per quest'estate una conferenza di «donatori internazionali», a cui chiederanno di impegnare fondi per questa nuova campagna di salute pubblica - la ricerca, i vaccini, gli interventi sul campo.
Ma è proprio necessario lanciarsi in obiettivi di «eradicazione»? Tra gli esperti di economia rurale, medicina veterinaria ed epidemiologia circolano però parecchi dubbi. Tanto per cominciare esistono numerosi ceppi di afta epizooticaa, dunque non esiste un unico vaccino che protegga gli animali da tutte. Anche i vaccini esistenti vanno conservati al fresco; somministrarli in modo sistematico agli animali, in allevamento o bradi, nelle condizioni più diverse e remote, è un'impresa complicata. Inoltre la vaccinazione va ripetuta spesso, perché la protezione non dura molto.
Per «eradicare» la peste bovina «ci sono voluti 50 anni, centinaia di milioni di dollari e uno sforzo globale, e in fondo era una malattia relativamente semplice», dichiara a Irin Andy Catley, epidemiologo e veterinario dell'InterAfrican Bureau for animal research (ufficio interafricano per la ricerca animale). Certo, «la parola eradicazione è più facile da capire per i governi», e poi l'afta epitootica è un problema economico che colpisce i paesi ricchi, che così sono più invogliati a contribuire. Ma invece di lanciare obiettivi irrealistico, sostiene Catley, meglio investire energie e fondi per mettere insieme medici, epidemiologi, esperti di economia rurale per vedere come come controllare la malattia con il coinvolgimento delle comunità, facendo appello agli allevatori e i loro saperi («ma certo, parlare di saperi tradizionali e comunità locali è troppo complicato e poco appealing da spiegare ai donatori»).
Alcuni esperti fanno notare che la Ppr, Peste des petits ruminants - malattia acuta e molto contagiosa che colpisce soprattutto pecore e capre e si sta diffondendo in Africa - ha già un vaccino efficace. Pecore e capre però sono roba di piccoli allevatori, sono importanti nelle economie locali ma meno sul mercato globale. Così la Ppr può mandare in rovina milioni di pastori e allevatori africani - ma non vedremno una campagna mondiale per «eradicarla».
Rubrica quotidiana sull'ambiente
ultimo articolo pubblicato
ricerca
I 10 argomenti più trattati:
AGRICOLTURA [330]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA
Luca Celada
-
Mahony: Ombra sul Conclave
di luca celada - 16.02.2013 20:02
ANTIVIOLENZA
Luisa Betti
-
Gentile cavaliere, scenda dalla sella
di Luisa Betti - 15.02.2013 18:02
LO SCIENZIATO BORDERLINE
Massimo Zucchetti
-
Sulla gerontocrazia e i “grandi vecchi”
di massimozucchetti - 14.02.2013 22:02
QUINTOSTATO
Roberto Ciccarelli
-
Scuola: “Concorso-truffa”, seconda parte
di Roberto Ciccarelli - 13.02.2013 09:02
FRANCIAEUROPA
Anna Maria Merlo
-
Matrimonio per tutti: l’Assemblée approva, 329 a favore, 299 contro
di Anna Maria - 12.02.2013 18:02
ROVESCI D'ARTE
Arianna Di Genova
-
Dead Writers, annusa il profumo della letteratura
di arianna - 08.02.2013 09:02
POLTERGEIST
Nefeli Misuraca
-
Revolution: J.J. Abrams e i suoi errori
di nefeli - 04.02.2013 08:02
HORROR VACUO
Filippo Brunamonti
-
Full Metal Jacket, il diario in una App per Ipad
di Filippo Brunamonti - 02.02.2013 20:02
NUVOLETTA ROSSA
Andrea Voglino
-
Metti Jac all’Ara Pacis: quadretti di un’esposizione
di Andrea - 20.01.2013 19:01
ESTESTEST
Astrit Dakli
-
Un mezzo trasloco
di a. d. - 16.01.2013 15:01
NAPOLI CENTRALE
Francesca Pilla
-
Gomorra2, e che fiction sia
di francesca - 13.01.2013 16:01
POPOCATÉPETL
Gianni Proiettis
-
I comunicati zapatisti / 2 e fine
di gianni - 10.01.2013 03:01
AUTOCRITICA
Francesco Paternò
-
Ford Fiesta, MyKey è la tua
di fpaterno - 26.11.2012 19:11
SERVIZI









