domenica 17 febbraio 2013
TERRA TERRA
30.06.2011
-
| di Fulvio Gioanetto
La soia irresponsabile
Vera e propria pubblicità ingannevole. Un gruppo di imprese multinazionali dell'agro.business (Monsanto, Bp-Gargill, Unilever) e la catena di supermercati Ahold sono riusciti la settimana scorsa a collocare sul mercato 218.000 tonnellate di soia transgenica della brasiliana Maggi, dichiarandola e certificandola come «soia responsabile». I semi saranno comprati da Unilever e da un gruppo di imprese olandesi di alimenti dietetici e altre di alimenti per animali.
Gli standard per definire «sostenibile» la soia in questione sono dettati dalla «Round Table on Responsible Soy» (Rtrs, o «tavola rotonda sulla soia responsabile»), un gruppo imprenditoriale finanziato dal governo olandese fin dal 2005 (www.responsiblesoy.org), che promuove la coltivazione di soia transgenica su 224.000 ettari in Bolivia, Brasile, India, Argentina e Paraguay. Chi ne definisce i criteri sono dunque 69 imprese commerciali che operano nella catena della soia, fra cui Adm, Cargill, Bunge, Rabobank, Bp, Shell, Unilever, Monsanto, Syngenta e Ahold, oltre a una decina di organizzazioni non governative, secondo le quali questa soia è stata coltivata secondo modelli agricoli di sviluppo sostenibile, utilizzando tecnologie compatibili con l'ambiente e favorendo il progresso sociale - tra l'altro permettono che la soia sia coltivata in suoli deforestati. Pare incredibile, ma a dare la pennellata verde a questa operazione commerciale ci sono anche il Wwf e altre due organizzazioni ambientaliste, The Nature Conservancy e la brasiliana Fundacion Vida Silvestre.
Definire «responsabile» la monocoltura della soia è anacronistico e abusivo, quando nel solo Paraguay si valuta che annualmente 9.000 famiglie contadine siano espulse dalle loro terre per fare spazio a questo coltivazione intensiva e che almeno 200.000 famiglie rurali in Argentina abbiano perso le loro terre per la stessa ragione. La monocoltura della soia è causa di aumento dei prezzi alimentari e della perdita della sovranità alimentare in tutto sud America; è la ragione dell'aumentato uso di prodotti agrochimici, della perdita della biodiversitá, dell'aumento delle emissioni dei gas con effetto serra e della contaminazione di acqua, di erosione dei suoli. Oltretutto questo modello produttivo della soia transgenica esclude e impoverisce le popolazioni locali. Nessun gruppo di piccoli agricoltori (i principali danneggiati da questo monocultivo che a 500 dollari la tonnellata spazza via i loro cultivi alimentari) e nemmeno le associazioni indigene partecipano a questo tipo di certificazione industriale.
Di fronte a questa farsa ambientale, 235 Ong e gruppi ambientalisti - tra cui Friends on the Earth, Greenpeace, Food and water Europe, Via Campesina - riuniti a San Paolo, in Brasile hanno lanciato un appello ai consumatori europei e nordamericani a non lasciarsi ingannare da queste etichette manipolate dalla grande industria nei supermercati. Secondo Kirtana Chandrasekaran, «invece di mettere una etichetta "responsabile" a un prodotto irresponsable, questi signori dovrebbero rivedere gli allevamenti di bestiame intensivo in Europa; sarebbe davvero una buona notizia per i produttori, per i consumatori e per l'ambiente e disminuirebbe il foot-print del carbonio mondiale. Annualmente estensioni immense di boschi e selva sudamericana sono distrutti per questa monocoltura bulldozer con cui fabbricare agrocombustibile e foraggi».
Nel documento finale (www.toxicsoy.org), le organizzazioni chiedono di eliminare progressivamente le piantagioni di soia per implementare sistemi agricoli agroecologici, lanciare riforme agrarie nei paesi dove si produce soia, abbandonare i sistemi intensivi di allevamento per fare spazio a sistemi di allevamento a piccola scola diversificati e che si interrompano i progetti di semina di agrocombustibili, che non sono una soluzione fattibile al cambio climatico.
Rubrica quotidiana sull'ambiente
ultimo articolo pubblicato
ricerca
I 10 argomenti più trattati:
AGRICOLTURA [330]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA
Luca Celada
-
Mahony: Ombra sul Conclave
di luca celada - 16.02.2013 20:02
ANTIVIOLENZA
Luisa Betti
-
Gentile cavaliere, scenda dalla sella
di Luisa Betti - 15.02.2013 18:02
LO SCIENZIATO BORDERLINE
Massimo Zucchetti
-
Sulla gerontocrazia e i “grandi vecchi”
di massimozucchetti - 14.02.2013 22:02
QUINTOSTATO
Roberto Ciccarelli
-
Scuola: “Concorso-truffa”, seconda parte
di Roberto Ciccarelli - 13.02.2013 09:02
FRANCIAEUROPA
Anna Maria Merlo
-
Matrimonio per tutti: l’Assemblée approva, 329 a favore, 299 contro
di Anna Maria - 12.02.2013 18:02
ROVESCI D'ARTE
Arianna Di Genova
-
Dead Writers, annusa il profumo della letteratura
di arianna - 08.02.2013 09:02
POLTERGEIST
Nefeli Misuraca
-
Revolution: J.J. Abrams e i suoi errori
di nefeli - 04.02.2013 08:02
HORROR VACUO
Filippo Brunamonti
-
Full Metal Jacket, il diario in una App per Ipad
di Filippo Brunamonti - 02.02.2013 20:02
NUVOLETTA ROSSA
Andrea Voglino
-
Metti Jac all’Ara Pacis: quadretti di un’esposizione
di Andrea - 20.01.2013 19:01
ESTESTEST
Astrit Dakli
-
Un mezzo trasloco
di a. d. - 16.01.2013 15:01
NAPOLI CENTRALE
Francesca Pilla
-
Gomorra2, e che fiction sia
di francesca - 13.01.2013 16:01
POPOCATÉPETL
Gianni Proiettis
-
I comunicati zapatisti / 2 e fine
di gianni - 10.01.2013 03:01
AUTOCRITICA
Francesco Paternò
-
Ford Fiesta, MyKey è la tua
di fpaterno - 26.11.2012 19:11
SERVIZI









