domenica 17 febbraio 2013
TERRA TERRA
18.08.2011
-
| di Giorgia Fletcher
A caccia di tartarughe
L'appello viene dalla Marine Conservation Society, una di quelle solide istituzioni scientifiche che fanno parte della tradizione del Regno unito: andate «a caccia» di tartarughe. Caccia visiva, si intende. La richiesta è di segnalare ogni avvistamento della gigantesca dermochelide coriacea, o tartaruga di Luth (in inglese leatherback), probabilmente la più grande tartaruga marina esistente: lunga tra uno e due metri, l'apertura tra le due pinne anteriori può raggiungere i 2,7 metri. Gli esperti la includono in una piccola élite marina chiamata «mega-fauna carismatica», definizione che per la verità allude solo a una certa complessità e all'interesse zoologico che suscita. Certo qualche «carisma» lo deve avere, se sulle coste del Galles occidentale tanti cittadini si sono messi a caccia: già otto avvistamenti nelle ultime due settimane a opera di villeggianti, barcaioli, surfisti. Anche questa è in una delle migliori tradizioni britanniche: istituzioni scientifiche sollecitano le osservazioni di ricercatori non professionisti - abitanti di zone rurali o villeggianti, magari appassionati di flora e fauna, naturalisti per hobby: osservazioni a cui il biologo, zoologo professionista dovrà cercare riscontri, confrontare e «fare la tara» ma costituiscono pur sempre una mole di dati utilissima.
La notizia dunque è che la tartaruga di Luth è tornata. Un biologo della Marine Conservation Society spiega a un quotidiano londinese: non sappiamo bene cosa «ma qualcosa è successo, nell'oceano Atlantico, di molto positivo per la tartaruga di Luth». La leatherback è una tartaruga cosmopolita: tra tutte le specie note di tartaruga è quella con la distribuzione geografica più ampia, dall'Alaska e Norvegia a nord fino a Capo di Buona Speranza in Africa o il sud estremo della Nuova Zelanda - ovvero, dai mari tropicali e subtropicali al circolo polare artico. Include popolazioni diverse tra loro - quella dell'oceano atlantico è distinta da quelle del Pacifoco (orientale e occidentale). Tutte hanno però in comune di essere una specie minacciata. La popolazione del sud-est asiatico, che nidificava sulle spiacce della Malaysia, è considerata estinta. Quasi scomparsa la colonia atlantica che nidificava in Gabon, ancora numerosa negli anni '70. Anche la minaccia è comune (e del resto ad altre specie di tartaruga): la prima è che la tartaruga depone le uova nella sabbia tiepida delle spiagge ma prima che abbiano la chance di schiudersi vengono raccolte, ricercate come prelibatezza alimentare. Altre minacce sono le navi, le reti dei grandi pescherecci in cui possono restare impigliate, i sacchetti di plastica disseminati in mare (le tartarughe li scambiano per meduse, di cui sono ghiotte, e li inghiottiscono soffocandosi). Una delle ultime stime disponibili parla di una popolazione tra 26mila e 43mila femmine di tartaruga di Luth che depongono le uova, in tutto il mondo - erano circa 115mila nel 1980.
Ecco che però sui circa 280 chilometri di costa del Galles occidentali le tartarughe riappaiono. In parte, azzardano i ricercatori della Marine Conservation Society, sarà perché in diverse zone del Caribe cominciano a fare effetto le misure per proteggere i nidi. Da quelle spiagge le madri e i nuovi nati nuoteranno attraverso l'oceano, a circa 50 chilometri al giorno, con tappa sulle coste della Mauritania, per arrivare in questa stagione nel mare d'Irlanda stanche e affamate. Qui c'è un'altro sviluppo per loro positivo - anche se solo per loro: quest'anno le meduse sono abbondanti, un po' la temperatura di questi mari si è intiepidita, e perché dalle coste arrivano grandi concentrazione di nutrienti - gli scaruchi di allevamenti o fertilizzanti agricoli. Non buoni sintomi, ma sta di fatto che le tartarughe sono tornate. Con felice stupore dei villeggianti a spasso sui sentieri delle coste gallesi.
Rubrica quotidiana sull'ambiente
ultimo articolo pubblicato
ricerca
I 10 argomenti più trattati:
AGRICOLTURA [330]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA
Luca Celada
-
Mahony: Ombra sul Conclave
di luca celada - 16.02.2013 20:02
ANTIVIOLENZA
Luisa Betti
-
Gentile cavaliere, scenda dalla sella
di Luisa Betti - 15.02.2013 18:02
LO SCIENZIATO BORDERLINE
Massimo Zucchetti
-
Sulla gerontocrazia e i “grandi vecchi”
di massimozucchetti - 14.02.2013 22:02
QUINTOSTATO
Roberto Ciccarelli
-
Scuola: “Concorso-truffa”, seconda parte
di Roberto Ciccarelli - 13.02.2013 09:02
FRANCIAEUROPA
Anna Maria Merlo
-
Matrimonio per tutti: l’Assemblée approva, 329 a favore, 299 contro
di Anna Maria - 12.02.2013 18:02
ROVESCI D'ARTE
Arianna Di Genova
-
Dead Writers, annusa il profumo della letteratura
di arianna - 08.02.2013 09:02
POLTERGEIST
Nefeli Misuraca
-
Revolution: J.J. Abrams e i suoi errori
di nefeli - 04.02.2013 08:02
HORROR VACUO
Filippo Brunamonti
-
Full Metal Jacket, il diario in una App per Ipad
di Filippo Brunamonti - 02.02.2013 20:02
NUVOLETTA ROSSA
Andrea Voglino
-
Metti Jac all’Ara Pacis: quadretti di un’esposizione
di Andrea - 20.01.2013 19:01
ESTESTEST
Astrit Dakli
-
Un mezzo trasloco
di a. d. - 16.01.2013 15:01
NAPOLI CENTRALE
Francesca Pilla
-
Gomorra2, e che fiction sia
di francesca - 13.01.2013 16:01
POPOCATÉPETL
Gianni Proiettis
-
I comunicati zapatisti / 2 e fine
di gianni - 10.01.2013 03:01
AUTOCRITICA
Francesco Paternò
-
Ford Fiesta, MyKey è la tua
di fpaterno - 26.11.2012 19:11
SERVIZI









