mercoledì 18 settembre 2013
TERRA TERRA
17.11.2011
-
| di Paola Desai
Le miniere mangiano Palawan
È una battaglia ormai annosa, quella delle popolazioni indigene dell'isola di Palawan, provincia delle Filippine, contro la penetrazione di compagnie minerarie. Recente è l'escalation: nel dicembre scorso, un anno fa, il governo di Manila ha dato il nulla osta a due progetti di estrazione di nickel, nonostante sul territorio dell'isola viga una moratoria venticinquennale sulle attività minerarie... L'annuncio ha suscitato proteste, anche perché le miniere progettate dalle compagnie MacroAsia e Ipilan Nickel Mining Corporation andranno a «mangiare» nel territorio della tribu Palawan, una popolazione di circa 40mila persone insediata nella parte meridionale dell'isola. Poi nel gennaio scorso un giornalista e attivista sociale di Palawan è stato ucciso in un agguato: Gerry Ortega era una figura chiave del movimento contro le miniere di nickel nell'isola, quelle già aperte e quelle progettate, e aveva anche raccolto denunce sulla corruzione di pubblici aministratori legata all'industria mineraria. La sua famiglia aveva ricevuto minacce molto esplicite, prima dell'omicidio. L'uccisione di Ortega ha acceso i riflettori sulla battaglia di Palawan, che ha trovato una sponda in reti internazionali ambientaliste e per i diritti delle popolazioni indigene: così nel marzo scorso è partita una campagna internazionale, «Save Palawan», con una petizione online per fermare le attività minerarie dell'isola. I promotori della petizione si sono dati l'obiettivo di 10 milioni di firme - oggi hanno di poco superato i 3 milioni e mezzo (http://no2mininginpalawan.com). La «notorietà» internazionale ha riaperto polemiche anche nelle Filippine stesse, e in giugno una folta rappresentanza guidata dagli anziani della tribu Palawan, che popola la parte meridionale dell'isola, è andata a Manila e la loro protesta ha avuto risonanza, i dimostranti hanno incontrato deputati e la Commissione nazionale per i popoli indigeni.
Palawan, argomentano gli oppositori delle miniere, è uno dei rimanenti polmoni verdi dell'arcipelago, «patrimonio della biosfera» riconosciuto dall'Unesco con foreste vergini e un patrimonio di biodiversità ancora notevole, e l'attività mineraria ha già ampiamente provocato deforestazione e devastato il territorio, innescando un circolo vizioso di alluvioni, erosione dei pendii montani, sedimentazione dei fiumi. I difensori delle popolazioni indigene aggiungono che alcuni siti sacri delle popolazioni locali sono stati distrutti. Rolando Punoi, un leader della popolazione Tagbanua di Sitio Lamane, descrive così l'impatto delle miniere sulla sua terra: «Ora vediamo le compagnie minerarie che vanno su e giù nella foresta, scavano, tirano giù gli alberi, distruggono le fonti acquifere, inquinano la nostra acqua» (la testimonianza è sul sito di Survival International). Le popolazioni locali vivono per lo più di agricoltura itinerante - sistema che è sostenibile se praticato su piccola scala: si tratta di aprire piccole radure da coltivare per qualche tempo, poi passare altrove lasciando alla foresta il tempo di rigenerarsi - oltre che della raccolta di frutti spontanei o la caccia di maiali selvatici. L'arrivo delle compagnie minerarie, oltre a devastare foreste e bacini idrici, porta anche coloni che occupano le terre buone ricacciando indietro la popolazione indigena, e innescando così conflitti sociali.
Un aspetto che dovrebbe far riflettere è che Palawan è oggetto di un programma di protezione delle foreste tropicali (Ptfpp) e ricade per intero nel «Piano strategico ambientale» dello stato, che tra l'altro attinge a finanziamenti dell'Unione europea. Anche per questo il movimento Save Palawan cerca sponde in Europa: possibile che l'Unione europea resti in silenzio quando nuove concessioni minerarie sovvertono il piano di protezione ambientale che sta finanziando?
Rubrica quotidiana sull'ambiente
ultimo articolo pubblicato
ricerca
I 10 argomenti più trattati:
AGRICOLTURA [330]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA
Luisa Betti
-
Confronto pubblico a Roma sul decreto 93 (DL femminicidio V parte)
di Luisa Betti - 18.09.2013 15:09
NAPOLI CENTRALE
Francesca Pilla
-
La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
LO SCIENZIATO BORDERLINE
Massimo Zucchetti
-
Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
LOSANGELISTA
Luca Celada
-
Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
FRANCIAEUROPA
Anna Maria Merlo
-
E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
POLTERGEIST
Nefeli Misuraca
-
Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
QUINTOSTATO
Roberto Ciccarelli
-
Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
NUVOLETTA ROSSA
Andrea Voglino
-
Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
STREET POLITICS
Giuseppe Acconcia
-
Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
AUTOCRITICA
Francesco Paternò
-
Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
HORROR VACUO
Filippo Brunamonti
-
Sal – Conversazione con l’attore Salvatore Ruocco
di Filippo Brunamonti - 26.08.2013 18:08
ANZIPARLA
Giulia Siviero
-
La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL
Gianni Proiettis
-
Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08
SERVIZI










