mercoledì 18 settembre 2013
TERRA TERRA
06.04.2012
-
| di Marina Forti
La festa del cotone Bt
Non capita spesso che l'anniversario di un brevetto industriale venga celebrato con manifestazioni di massa. E' successo con il cotone Bt, il cotone geneticamente modificato dalla Monsanto, uno dei più grandi gruppi dell'agro-business al mndo (spazia dalla chimica, con la produzione di insetticidi e funghicidi per l'agricoltura, all'ingegneria genetica con la produzione di specie Ogm sempre per l'agricoltura, ed è ormai una delle pochissime aziende che controllano il mercato mondiale delle sementi). Monsanto ha introdotto il cotone Bt in India esattamente 10 anni fa, e nei giorni scorsi diverse manifestazioni hanno segnato l'anniversario: manifestazioni di protesta, si intende.
A New Delhi una rete di organizzazioni sociali che va sotto il nome di «Alleanza per la sicurezza alimentare» ha chiesto che il parlamento tenga una seduta speciale per discutere l'impatto delle nuove sementi, e per metterle al bando. Simili proteste sono avvenute in grandi stati agricoli dell'India centrale, quelli dove si coltiva il cotone. Accusano: poche aziende, e Monsanto in particolare, monopolizzano il mercato delle sementi e impongono i loro interessi ai governi. Dieci anni fa Monsanto è stata autorizzata a coltivare in via sperimentale in India il suo cotone Bt (nel cui patrimonio genetico è stata introdotta una tossina prodotta dal bacillus thurigensis - da cui il nome Bt - capace di resistere al parassita chiamato «bolla del cotone»). Allora si trattava di 10mila ettari: oggi il cotone Bt copre 12milioni di ettari, fa il 90% di quello coltivato in India. Ma quel cotone richiede terre ben irrigate, diceva durante quella manifestazione Kishor Tiwari, rappresentante di una delle organizzazioni di agricoltori andate a manifestare a New Delhi, la Vidarbha Jan Andolan Samiti.
Oggi nelle regioni del cotone è piena crisi, i raccolti falliscono, gli agricoltori che si sono indebitati per comprare sementi e pesticidi non riescono a ripagare i creditori, e una stagione dopo l'altra vanno in rovina - sono le regioni dove sono aumentati in modo impressionante i casi di suicidio tra i contadini. «La crisi nella cotton belt va analizzata con attenzione», dicevano i manifestanti. La «Coalizione per un'India senza Ogm» sottolinea che gli stessi dati ufficiali provano che la diffusione del cotone Bt si è tradotta in rese stagnanti, sono comparsi parassiti resistenti e nuovi tipi di parassiti : ma «la coltivazione si è diffusa perché i prestadenaro, che spesso sono anche venditori di sementi, continuano a promuovere il cotone Bt a scapito delle varietà tradizionali» con cui guadagnerebbero molto meno. I manifestanti chiedevano che il governo torni a promuovere le varietà convenzionali, e che faccia un'informazione più rigorosa sul conto del cotone Bt - contro la pubblicità mistificante delle aziende di sementi o dei loro venditori.
Il caso dell'India non è isolato. La Via Campesina, Friends of the Earth International e Combat Monsanto - dunque una rete di sindacati rurali, un'organizzazione per la giustizia ambientale e una contro le biotecnologie - hanno diffuso un rapporto ieri per dire che l'opposizione alla Monsanto e «al modello agro-industriale che questa rappresenta» sta crescendo in tutto il mondo, e che piccoli agricoltori e comunità rurali in tutti i continenti hanno cominciato a rifiutare le sementi e i prodotti Monsanto, che accusano di danneggiare l'ambiente e le varietà locali, in nome della difesa della «sovranità alimentare». Ma sottolinea tra l'altro che l'industria agro-chimica e delle sementi sta conducendo «una offensiva senza precedenti, sotto la bandiera della nuova green economy, per riposizionare giganti del settore come Monsanto e conquistare ancora più controllo sull'agricoltura».
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