domenica 17 febbraio 2013
TERRA TERRA
17.04.2012
-
| di Paola Desai
Il re e l'elefante
Può un cacciatore di elefanti presiedere il Wwf, nota organizzazione per la conservazione della natura che si batte tra l'altro contro la caccia degli elefanti? La risposta sembra ovvia. E infatti in una lettera indirizzata ieri alla Casa reale spagnola, il segretario generale del Wwf Spagna chiede che re Juan Carlos lasci la presidenza onoraria dell'organizzazione, che detiene dal 1968. E già, perché il cacciatore in questione è proprio il 74enne monarca spagnolo, che nel fine settimana ha subìto un'operazione chirurgica d'urgenza dopo essersi rotto l'anca durante una battuta di caccia all'elefante in Botswana.
L'incidente di re Juan Carlos ha suscitato un bel vespaio di critiche, ampiamente riportate dalla stampa. Primo, sull'opportunità di una costosa battuta di caccia in Africa mentre l'economia spagnola affonda, i cittadini devono stringere la cinghia e 6 milioni di spagnoli sono disoccupati: «Un viaggio irresponsabile, realizzato nel momento più inopportuno. Risulta assai poco esemplare lo spettacolo di un monarca che caccia elefanti quando la crisi economica del paese provoca tanti problemi», scrive El Mundo (quotidiano conservatore, che domenica aveva titolato, polemico: «Lo scivolone del Re rivela che stava cacciando elefanti da quattro giorni»). Il progressista El Paìs rincara: il re dovrebbe dire con chi era in Botswana, «perché se è vero che era invitato ci piacerebbe sapere chi è stato così generoso»; inoltre bisogna chiarire «se il governo sapeva o no»: per ora la Casa reale ha fatto sapere che il capo del governo Mariano Rajoy era informato dell'assenza del re, ma si dice che l'abbiano informato solo a posteriori («dopo aver sentito crocchiar di ossa dall'ambasciata in Namibia»). Non gliela mandano a dire. Il re «dovrebbe scegliere tra le responsabilità pubbliche e l'abdicazione», ha detto un dirigente del partito socialista, il Psoe. Il Partito popolare ribatte che l'opposizione usa l'incidente per attaccare la monarchia. Più che la monarchia però qui si attacca il re in persona, c'è chi tifa per il passaggio di consegne al principe Felipe.
L'impietosa stampa spagnola ha anche pubblicato una foto del 2006 in cui il re è ritratto con la sua carabina accanto a un elefante defunto. E qui sta l'altra questione. Sulle reti sociali, una petizione perché il re «abdichi» da presidente onorario del Wwf-Spagna ha raccolto 46mila firme nel week-end. Ieri dunque il segretario generale dell'organizzazione conservazionista ha scritto «per trasmettere il profondo malessere e preoccupazione del Wwf per gli ultimi eventi relativi alla battuta di caccia agli elefanti in Africa (...) che ha provocato un profondo rifiuto tra i nostri soci e nell'opinione pubblica in generale contraria alla caccia agli elefanti, anche quando questa avvenga in modo legale e regolamentato». Il Wwf internazionale lavora da mezzo secolo per la conservazione degli elefanti, ricorda la lettera, e combatte tutto ciò che minaccia questa specie protetta. Lavora a progetti orientati a proteggere gli habitat naturali, migliorare la gestione della fauna selvatica, mitigare i conflitti tra umani e pachidermi, lottare contro il traffico illegale di avorio. Oggi le stime della popolazione totale di elefanti africani oscillano tra 470.000 e 690.000 individui. La Cites, il trattato internazionale che vieta il commercio di specie protette, mette l'elefante tra quelle di cui è vietato ogni commercio, salvo alcune eccezioni in Botswana, Namibia, Sudafrica e Zimbawe - paesi che autorizzano la caccia di un numero limitato di elefanti ogni stagione, anche per tenere sotto controllo la popolazione di pachidermi.
Insomma, sparando agli elefanti in Botswana re Juan Carlos non ha infranto le norme della legge, ma di sicuro quelle del buon gusto.
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