mercoledì 18 settembre 2013
TERRA TERRA
01.05.2012
-
| di Marina Forti
Il mais Agente Orange
Gli oppositori l'hanno chiamato «mais Agente Orange». Il ministero dell'agricoltura degli Stati uniti sembra invece propenso a metterlo sul mercato, e pare che anche il governo del Brasile voglia autorizzare la coltivazione di questa «nuova» varietà: un mais geneticamente modificato per diventare immune a un erbicida noto con la sigla 2,4-D. La prospettiva che il nuovo mais ogm raggiunga le aziende agricole degli Usa - o le fazendas brasiliane - suscita non poco allarme. Prodotto da Dow AgroScience, il nuovo mais è resistente al composto chimico 2,4-D (o 2,4-diclorofenossiacetico, un acido carbossilico), cioè un erbicida: ciò significa che si potrà cospargere i campi con quell'erbicida per uccidere le erbacce infestanti senza uccidere anche il mais stesso. Così almeno viene già pubblicizzato tra i farmer americani: la soluzione ideale, viene loro detto, visto che le erbe invasive sono ormai diventate resistenti al Roundup, o glifosato, l'erbicida più usato nell'ultimo decennio. Si dà il caso che il 2,4-D sia una delle componenti dell'Agente Orange, il defoliante che le truppe Usa hanno sparso milioni di tonnellate sul Vietnam, negli anni '70, per denudare le foreste e mettere allo scoperto i combattenti vietcong: oggi nessuno contesta che l'Agente Orange ha provocato malattie, tumori e deformità in generazioni di vietnamiti e in migliaia di veterani dell'esercito americano.
Per questo il nuovo mais prodotto dalla Dow è stato soprannominato così, «mais Agente Orange». Gli addetti alle public relations dell'azienda respingono il nomignolo, dicono che è una «tattica per terrorizzare il pubblico». Argomentano che a rendere tanto tossico l'erbicida usato in Vietnam era l'altro suo componente, l'acido-2,4,5-triclorofenossiacetico (2,4,5-T), che è stato tolto dal mercato già da tempo. Mentre il 2,4-D, autorizzato all'uso fin dagli anni '40, è invece considerato abbastanza innocuo da essere presente in diversi erbicidi oggi in commercio. In effetti l'Epa, Agenzia federale Usa per la protezione dell'ambiente, continua ad affermare che non ci sono abbastanza prove per dire che il 2,4-D sia un carcinogeno per gli umani. Dunque il ministero dell'agricoltura Usa ha redatto una bozza di valutazione ambientale favorevole al nuovo mais ogm - anche se dovrà prima valutare le migliaia di osservazioni ricevute fino a venerdì scorso da singoli cittadini e da organizzazioni ambientaliste, di coltivatori o altro, secondo la prassi Usa di sottoporre le norme di interesse pubblico a osservazioni del pubblico. Contro l'approvazione del nuovo mais (nome ufficiale è Enlist) si è mobilitato tra l'altro il Pesticide Action Network, rete di attivisti contro i pesticidi, con una petizione che ha raccolto ben 267.500 firme. La rete Food & Water Watch («Monitoraggio di cibo e acqua») sostiene che ormai numerosi studi hanno associato l'esposizione all'erbicida 2,4 D a varie forme di tumore, al morbo di Parkinson, danni al sistema nervoso, squilibri ormonali e malformazioni nei neonati. Reti di coltivatori bio aggiungono che approvare il mais Enlist sarà un bel regalo alla Dow - che venderà in un unico «pacchetto» le sue sementi e il suo erbicida. Non solo. Alcune stime dicono che se il nuovo mais sarà coltivato, l'uso di 2,4-D aumenterà di oltre il 1.000 percento, e l'organizzazione di coltivatori «convenzionali» raccolti nella Save Our Crops Coalition («Coalizione per salvare i nostri raccolti») è convinta che questo minaccerà la sopravvivenza di tutte le produzioni agricole di qualità, frutta e ortaggi - che si beccheranno l'erbicida sparso a piene mani su migliaia di ettari e magari disperso dal vento. Argomenti che ritroviamo nell'allarme diffuso in questi giorni dal Movimento dei piccoli agricoltori del Brasile (Mpa, aderente a Via Campesina).
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