domenica 17 febbraio 2013
TERRA TERRA
17.08.2012
-
| di Marinella Correggia
Cina, troppe zampe da sfamare
Alla fine del 2012 la Cina avrà importato almeno 5 milioni di tonnellate di mais, che insieme alla soia è la principale derrata destinata a diventare mangime. Nel 2013 le importazioni saliranno a 7 milioni di tonnellate. E' il 5 per cento soltanto del consumo nazionale di mais, ma è più di tutto il mais importato dal paese nei 25 anni precedenti.
Quando alla fine degli anni 1990 la Cina iniziò a importare fagioli di soia per i mangimi, in America Latina 30 milioni di ettari di terre agricole, foreste, savane e pascoli nel Cono Sud furono convertite a piantagioni di soia per nutrire a basso costo i nuovi allevamenti industriali cinesi, permettendo loro di soppiantare i piccoli allevatori. Anche se allevare un maiale in modo industriale richiede molte più derrate rispetto all'allevamento tradizionale.
La corsa cinese ai mangimi è analizzata dall'organizzazione non governativa Grain nel documento Who will feed China? (che riprende il titolo di un libro di Lester Brown, tra i primi a sollevare il problema già negli anni '90). Grain, rete internazionale che sostiene piccoli agricoltori e movimenti sociali per sistemi alimentari controllati dalle comunità e basati sulla biodiversità, spiega che la fame cinese di mangimi importati ha recato grandi profitti sia a imprese multinazionali come Monsanto e John Deere che vendono sementi, input chimici e macchinari ai produttori brasiliani, sia ai mercanti di cereali e ai produttori di mangimi come Cargill e Bunge che ora controllano l'industria cinese di trasformazione della soia. E si sta facendo strada una nuova classe di multinazionali agroalimentari, quelle made in China, come la statale Cofco e la privata New Hope Group (il suo presidente è la quarta persona più ricca della Cina). Il boom del mais, dopo quello della soia, gioverà a questi stessi attori, che infatti fanno lobby perché siano rimosse le misure pubbliche, fra cui le quote alle importazioni, che hanno protetto la produzione domestica di mais dall'import a buon mercato.
Degli ottocento milioni di agricoltori cinesi, 300-400 milioni si stanno spostando in città. Questo farà crescere la domanda di prodotti agricoli e diminuire l'offerta interna.
Però la Cina non è l'unico paese ad avere un appetito crescente per le derrate agricole. Anche i suoi vicini, Giappone, India, Corea del sud sono in apprensione per la loro futura sicurezza alimentare e si cercano di assicurarsi quote dell'offerta globale. Al tempo stesso, in Africa come in Medio Oriente il deficit alimentare cresce più velocemente che in Asia e i paesi ricchi come le monarchie del Golfo stanno aggressivamente cercando di accaparrarsi il controllo della produzione alimentare fuori dalle proprie (desertiche) frontiere.
Secondo alcuni occorrerà mettere a coltura un altro 20 per cento della superficie del pianeta per sfamare tutti questi appetiti. Aggiungiamo a questa corsa la crescente richiesta di agrocarburantiche competono per derrate quali mais, olio di palma, canna da zucchero. Nel 2011 è finito in etanolo il 27,3 per cento del mais prodotto. E una maggiore importazione di mais da parte della Cina getterà benzina sul fuoco.
Carne a buon mercato per una crescente popolazione urbana: sembrava una facile soluzione alimentare. Ma nel 2008 il prezzo della carne suina volò in alto a causa di un'epidemia, e ora il paese è minacciato da un nuovo round di inflazione alimentare perché la siccità negli Usa fa salire il prezzo mondiale della soia. La crescita della produzione zootecnica è anche fra le principali cause di inquinamento idrico in Cina. E l'appetito urbano per la carne sta portando anche i cinesi a soffrire e morire di malattie del «benessere»: patologie cardiache, diabete, diverse forme di cancro.
Rubrica quotidiana sull'ambiente
ultimo articolo pubblicato
ricerca
I 10 argomenti più trattati:
AGRICOLTURA [330]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA
Luca Celada
-
Mahony: Ombra sul Conclave
di luca celada - 16.02.2013 20:02
ANTIVIOLENZA
Luisa Betti
-
Gentile cavaliere, scenda dalla sella
di Luisa Betti - 15.02.2013 18:02
LO SCIENZIATO BORDERLINE
Massimo Zucchetti
-
Sulla gerontocrazia e i “grandi vecchi”
di massimozucchetti - 14.02.2013 22:02
QUINTOSTATO
Roberto Ciccarelli
-
Scuola: “Concorso-truffa”, seconda parte
di Roberto Ciccarelli - 13.02.2013 09:02
FRANCIAEUROPA
Anna Maria Merlo
-
Matrimonio per tutti: l’Assemblée approva, 329 a favore, 299 contro
di Anna Maria - 12.02.2013 18:02
ROVESCI D'ARTE
Arianna Di Genova
-
Dead Writers, annusa il profumo della letteratura
di arianna - 08.02.2013 09:02
POLTERGEIST
Nefeli Misuraca
-
Revolution: J.J. Abrams e i suoi errori
di nefeli - 04.02.2013 08:02
HORROR VACUO
Filippo Brunamonti
-
Full Metal Jacket, il diario in una App per Ipad
di Filippo Brunamonti - 02.02.2013 20:02
NUVOLETTA ROSSA
Andrea Voglino
-
Metti Jac all’Ara Pacis: quadretti di un’esposizione
di Andrea - 20.01.2013 19:01
ESTESTEST
Astrit Dakli
-
Un mezzo trasloco
di a. d. - 16.01.2013 15:01
NAPOLI CENTRALE
Francesca Pilla
-
Gomorra2, e che fiction sia
di francesca - 13.01.2013 16:01
POPOCATÉPETL
Gianni Proiettis
-
I comunicati zapatisti / 2 e fine
di gianni - 10.01.2013 03:01
AUTOCRITICA
Francesco Paternò
-
Ford Fiesta, MyKey è la tua
di fpaterno - 26.11.2012 19:11
SERVIZI









