mercoledì 18 settembre 2013
TERRA TERRA
16.11.2012
-
| di Marina Forti
Una multa record per Bp
E' stato il maggiore disastro petrolifero che si ricordi negli Stati uniti, unio dei più gravi al mondo, e anche il più pubblicizzato. Ora Bp pagherà la multa più alta nella storia della giustizia americana: 4,5 miliardi di dollari di multa per il disastro della piattaforma Deepwater Horizon, esplosa nel marzo 2010 nel Golfo del Messico, al largo della Louisiana, provocando la morte di 11 lavoratori e il rilascio di quasi 5 milioni di barili di petrolio. L'esplosione infatti lasciò scoperchiato il sottostante pozzo petrolifero, il Macondo, su un fondale marino a 1.500 metri di profondità (uno dei più fondi mai scavati): e mentre i tecnici della Bp si affannavano inutilmente per bloccarlo, per ben tre mesi dalla falla continuava a uscire il greggio, milioni di litri che hanno creato una impressionante marea nera, mescolata a massicce quantità di prodotti chimici usati per tentare di dissolverla. la marea nera ha toccato la costa meridionale americana dalla Louisiana alla Florida passando per Mississippi, Alabama e Texas, provocato un disastro ecologico, devastato la pesca, dato una botta al turismo. E anche distrutto per sempre l'immagine che Bp si stava costruendo di azienda «vicina all'ambiente».
Ora dunque British Petroleum ha raggiunto un accordo con il ministero della giustizia americano per «patteggiare» la pena. Secondo l'accordo - che dovrà però prima essere ratificato da un tribunale penale - la compagnia si dichiara colpevole di 11 imputazioni: tra cui omicidio colposo per la morte degli addetti, poi di aver ostruito le indagini del Congresso e aver mentito su quanto greggio stava fuoriuscendo dal pozzo Macondo, e diverse imputazioni per negligenza e errori gravi. L'accordo include un periodo di monitoraggio di 5 anni (un po' come quando uno è in affidamento ai servizi sociali), con la nomina di due «osservatori», uno per le procedure di sicurezza e l'altro per l'etica. Con questo patteggiamento si conclude il processo penale a carico di Bp. Resta quello civile, che dovrebbe cominciare nel febbraio 2013 a New Orleans e dove sarà quantificato il danno materiale: qui sarà essenziale stabilire se e in che misura il disastro sia imputabile a negligenze della compagnia. Un documento depositato lo scorso agosto dal Dipartimento (ministero) alla giustizia di Washington conclude che una «gestione deliberatamente impridente» del pozzo Macondo «concituisce una grave negligenza e colpa».
La multa annunciata ieri si aggiunge al circa 23 miliardi già sborsati da Bp per i costi immediati della bonifica ambientale e i primi risarcimenti, e ne metterà altri 12 miliardi in un fondo che finanzierà la bonifica sul lungo termine - perché disastri di questa portata mostrano il loro impatto per anni, se non decenni. E anche dopo il pagamento di quei 4,5 miliardi dovrà ancora far fronte alle richieste di risarcimento per danni ambientali ed economici da parte degli stati affacciati sul golfo, e altre cause di privati cittadini.
E' un sacco di soldi? Ovviamente sì: al momento dei disastro il valore delle azioni di Bp è crollato, la compagnia ha venduto beni per il valore di 35 miliardi di dollari per far fronte alle spese, e ha perso il suo secondo posto nella classifica del valore delle compagnie petrolifere occidentali per scendere al quarto. E queste sono cose che bruciano, ai vertici di una grande multinazionale - che però resta più che solida e continua a pagare ricchi bonus ai suoi dirigenti. E molti negli Stati uniti sottolineano che quei 4,5 miliardi sono poca cosa in confronto al danno provicato. secondo Public Citizen, l'organizzazione di monitoraggio degli interessi dei cittadini fondata da Ralf Nader, solo i danni associali alle violazioni delle norme sull'acqua (la Clean Water Act) sono stimabili in 21 miliardi di dollari, e il totale si attesta su 51 miliardi.
Rubrica quotidiana sull'ambiente
ultimo articolo pubblicato
ricerca
I 10 argomenti più trattati:
AGRICOLTURA [330]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA
Luisa Betti
-
Confronto pubblico a Roma sul decreto 93 (DL femminicidio V parte)
di Luisa Betti - 18.09.2013 15:09
NAPOLI CENTRALE
Francesca Pilla
-
La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
LO SCIENZIATO BORDERLINE
Massimo Zucchetti
-
Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
LOSANGELISTA
Luca Celada
-
Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
FRANCIAEUROPA
Anna Maria Merlo
-
E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
POLTERGEIST
Nefeli Misuraca
-
Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
QUINTOSTATO
Roberto Ciccarelli
-
Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
NUVOLETTA ROSSA
Andrea Voglino
-
Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
STREET POLITICS
Giuseppe Acconcia
-
Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
AUTOCRITICA
Francesco Paternò
-
Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
HORROR VACUO
Filippo Brunamonti
-
Sal – Conversazione con l’attore Salvatore Ruocco
di Filippo Brunamonti - 26.08.2013 18:08
ANZIPARLA
Giulia Siviero
-
La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL
Gianni Proiettis
-
Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08
SERVIZI










