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RESTIAMO UMANI - parole e note in ricordo di VIK
Sabato 24 settembre, Anfiteatro - parco dell'Orologio - Via Villoresi - Arluno (Mi), Italy
Una serata interamente dedicata al nostro fratello Vik - che abbiamo avuto l'onore di
conoscere e con cui abbiamo diviso sogni, lotte e speranze - e alla lotta del popolo Palestinese.
Durante la serata interverrano numerosi ospiti.
DANIELE BIACCHESSI con "ORAZIONE CIVILE PER LA RESISTENZA"
GUACAMAYA
THE GANG (F.lli Severini in acustico)
SOUND OF PROTEST (combat folk from Palestina)
Saranno presenti banchetti di associazioni con progetti in Palestina.
Il ricavato della serata servirà a finanziare un
progetto di sostegno in Palestina
Organizza: ASSOCIAZIONE CULTURALE JOE STRUMMER MAGENTA con il patrocinio del COMUNE di ARLUNO (Mi)
 
RAID ISRAELIANO AL FREEDOM THEATRE DI JENIN:
NON LASCIAMOLI SOLI!
 
Il 27 luglio, il giorno successivo al nostro rientro dal viaggio dell’Assopace guidato da Luisa Morgantini in Israele e nei Territori Occupati Palestinesi, abbiamo appreso con sgomento che all’alba di quello stesso giorno militari dell’esercito israeliano avevano fatto irruzione al Freedom Theatre che si trova nel campo profughi di Jenin.
L’ennesima violazione, da parte di Israele, della legalità internazionale, perché Jenin, in base agli accordi di Oslo, è classificata come “area A”,  a completa sovranità (anche militare) palestinese, dove quindi l’esercito israeliano non ha diritto di accesso.
C’eravamo stati sabato 23 luglio al Freedom Theatre. Ad accoglierci non c’era purtroppo Juliano Mer-Khamis, l’attore, regista e attivista “al cento per cento israeliano e al cento per cento palestinese” – come lui stesso teneva a definirsi - il quale nel 2006 ridiede vita allo “Stone Theatre”,  raso al suolo nel campo profughi di Jenin dagli israeliani nel 2002, durante la Seconda Intifada, ribattezzandolo col nome di “Freedom Teatre”
Lo Stone Theatre il (Teatro delle Pietre), era stato fondato dalla madre di Juliano, l’attivista ed educatrice israeliana Anna Mer, che aveva sposato il palestinese di fede cristiana Samil Khamis. Un progetto, quello del teatro, inteso come strumento di educazione alternativa per i bambini del campo profughi segnati dai traumi dell’occupazione israeliana, delle morti e della violenza durante l’intifada, e spesso carichi di rabbia e desiderio di vendetta. Juliano era diventato l’insegnante di quei ragazzi, dei quali filmerà il percorso nel documentario “Arna’s Children” (2003).
La vita di Juliano è stata stroncata nell’aprile scorso dal proiettile di un fanatico.Un omicidio solo apparentemente senza senso: il teatro che ha coinvolto i ragazzi di Jenin ha permesso loro, attraverso la creatività, di elaborare la disperazione e i lutti subiti, trasformando la sete di vendetta in desiderio di giustizia e di liberta’ da rivendicare attraverso la pratica della cultura e della nonviolenza.
La morte di Juliano non è stata però sufficiente a far serrare le porte del Freedom Theatre, perché la sua energia, i suoi ideali, i suoi sogni, erano condivisi dalle persone intorno a lui.  Tra loro Zakariya Zubeidi, ora trentacinquenne, un combattente della Seconda Intifada, l’unico superstite del gruppo di ragazzi del Teastro di Arna. Zakariya che ha scelto di deporre il fucile e abbracciare la lotta pacifica. Che ha il viso segnato dai sei attentati subiti dalle unità speciali dell’esercito israeliano. Che dopo la morte di Juliano temeva  di essere in pericolo anche lui insieme agli altri suoi compagni nel campo di Jenin, ma che ora ha un solo desiderio: non veder morire più nessuno di morte violenta.
E allora questi ragazzi non si sono dati per vinti: sono riusciti ad ottenere nel campo la protezione della polizia palestinese (che non li salva pero’ dall’intervento dei soldati israeliani) e con l’aiuto e la solidarietà degli internazionali stanno proseguendo il lavoro del teatro, i corsi di recitazione, l’allestimento degli spettacoli Gli studenti del primo anno sono appena tornati dall’aver portato l’ultimo spettacolo in Francia.
Li abbiamo incontrati e ascoltati nella sala del teatro, sui loro volti la luce di chi ritrova il coraggio di non abbandonare i propri sogni, la gioia che nasce dalla forza di vincere la disperazione per raccogliere l’eredità di chi non c’è più. Per non farlo morire ancora una volta, per farlo continuare a vivere. Parlando con noi hanno ribadito il loro messaggio a chi ha assassinato Juliano: “Avete ucciso lui, ma non potete uccidere le sue idee e il bisogno di liberta’”. Era palpabile la loro potenza, l’energia prorompente di chi ha scelto di combattere nutrendo l’umanità, di non uccidenderla anche dentro di sé.
Tutti noi – con un groppo in gola – abbiamo sentito che quei ragazzi possono farcela. E il raid israeliano dimostra quanto la loro determinazione e il loro lavoro culturale facciano paura – più delle armi - ad Israele.
Ma non dobbiamo lasciarli soli! Il Freedom Theatre è un patrimonio che appartiene non solamente a chi combatte per la libertà della Palestina, ma anche a tutti coloro che si battono per la giustizia attraverso azioni non violente. È un piccolo prezioso tempio di pace e di speranza in un mondo più giusto e umano, e tutta la società civile dovrebbe farsi carico della sua difesa e della libertà delle persone che gli danno vita.

NON LASCIAMOLI SOLI ! Facciamo circolare,  inviamo messaggi di solidarietà al sito www.thefreedomtheatre.org e raccogliamo i fondi per l`affitto di un anno della nuova sala per la scuola del teatro.

Occorrono 8.000 euro (ottomila). Potete versare sul

Conto intestato: Associazione per la Pace su Banca Popolare Etica
IBAN: IT 27 F 05018 03200 000000504090
Causale:  Teatro della Liberta’ – Jenin

Per info: lmorgantiniassopace(at)gmail.com

 
CAMPAGNA NAZIONALE FREEDOM FOR PALESTINE.
Un MILIONE di firme per il RICONOSCIMENTO dello Stato di Palestina. Aiutateci, si può anche firmare sul sito (più facile), firma qui:

www.palfreedom.ps/?page=details&newsID=42&cat=5

GRAZIE ITALIA...

Dr. Yousef Salman
Delegato della Mezza Luna Rossa Palestinese in Italia
Cell.: 347 9013013
e_mail: y_salman(at)tiscali.it
www.yousefsalman.com/
www.palestinercs.org/

RICONOSCERE  UNO  STATO  PALESTINESE  SULLA BASE DEI CONFINI  DEL 1967 E’  ESSENZIALE  PER  L’ESISTENZA   DI   ISRAELE
 
Noi cittadini di Israele facciamo appello al pubblico perché appoggi il riconoscimento di uno stato democratico di Palestina come condizione per porre fine al conflitto e negoziare i futuri confini fra i due stati sulla base delle frontiere del  1967. Il riconoscimento di tale stato è essenziale per l’esistenza di Israele. E’ l’unico modo per risolvere il conflitto attraverso il negoziato, per evitare l’esplodere di un altro ciclo di violenza e porre fine alla pericolosa condizione di isolamento di Israele nel mondo.
L’attuazione degli accordi esige che le due leaderships – israeliana e palestinese – riconoscendosi reciprocamente scelgano la via della pace e vi si impegnino pienamente.
Questa è l’unica politica che lascia nelle mani di Israele il suo destino e la sua sicurezza. Ogni altra politica contraddice gli ideali del sionismo e il futuro del popolo di Israele.
Noi, firmatari dell’appello, chiediamo alle persone amanti della pace e della libertà  di unirsi a noi nell’accogliere la Dichiarazione palestinese di indipendenza, di sostenere gli sforzi dei cittadini dei due stati nel mantenere rapporti di buon vicinato entro confini sicuri e riconosciuti. La fine dell’occupazione è condizione fondamentale per la libertà dei due popoli, la piena realizzazione della stessa Dichiarazione di indipendenza di Israele e un futuro di coesistenza pacifica.
 
 
FIRMA LA PETIZIONE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Firmate la petizione al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, affinchè intervenga a sostegno della Gaza Freedom Flotilla II – Restiamo Umani , che partirà nella seconda metà di Giugno alla volta della Striscia di Gaza sotto assedio. 
 
IL CONVOGLIO RESTIAMO UMANI (Co.R.Um.) LASCIA LA STRISCIA DI GAZA
La delegazione di 73 attivisti passa il valico di Rafah per tornare in Egitto, dopo 5 giorni passati a Gaza.
Alle 13 (ora italiana) del 17 maggio i 73 attivisti del Convoglio Restiamo Umani – Co.R.Um. - hanno lasciato la Striscia di Gaza attraverso il valico di Rafah, diretti verso Il Cairo, da dove partiranno per fare rientro in Italia. Il Convoglio era entrato a Gaza lo scorso 12 maggio dopo un lungo viaggio attraverso il deserto del Sinai, con l'obiettivo di tornare nel luogo dove Vittorio Arrigoni ha speso la propria vita. “Stiamo andando a Gaza, Vittorio è con noi”, avevano scritto nel primo report, pubblicato sul sito www.vik2gaza.org.
Tantissimi gli incontri e le iniziative a cui il Convoglio ha preso parte in questi giorni, costantemente accompagnato dalla popolazione palestinese, che l'ha condotto attraverso i luoghi raccontati da Vittorio Arrigoni, in una Gaza ancora distrutta dai bombardamenti israeliani dell'offensiva “Piombo Fuso” del 2008/2009. Tra le numerose assemblee anche quella con i mediattivisti di Gaza, con lo scopo di realizzare una piattaforma multimediale che grazie al contributo di blogger e giornalisti, palestinesi ed internazionali possa portare avanti il lavoro di testimonianza diretta della vita a Gaza avviato da Vittorio, attraverso un sito web.
Il Co.R.Um ha inoltre preso parte alla manifestazione indetta per il 15 maggio presso il valico di Eretz, controllato da Israele, nella giornata in cui in tutti i Territori Palestinesi occupati si celebrava la Nakba, la “catastrofe”. Manifestazioni che sono state represse dall'esercito israeliano ovunque, e in particolare a Gaza, dove una persona è morta e 65 sono state ferite. Nelle ore successive alla manifestazione una delegazione del convoglio è andata a visitare i feriti presso l'ospedale in cui erano stati ricoverati.
Nella stessa giornata, presso il porto di Gaza, si sono svolte le commemorazioni per il trigesimo della morte di Vittorio Arrigoni, a cui Corum ha partecipato insieme ai pescatori palestinesi, con i quali si sono svolti altri incontri nel corso della settimana.
Tutti i report, i video girati e le testimonianze sono pubblicati sul sito www.vik2gaza.org
 
 
IL CONSIGLIO REGIONALE TOSCANO RICORDA VITTORIO ARRIGONI 
A seguito di quanto accaduto durante la seduta di Consiglio Regionale Toscano, dello scorso 27 aprile, dove esponenti del centrodestra hanno interrotto il minuto di silenzio a lui dedicato, dichiarammo che ci saremmo  attivati  per una iniziativa che ricordasse l'impegno di Vittorio Arrigoni per la pace, i diritti umani, e i diritti del popolo palestinese, e che in qualche modo, attravesro il contributo di chi lo ha conosciuto, rendesse testimonianza del lavoro svolto da Vittorio. 
Da qui l'iniziativa, promossa dal Gruppo Regionale Toscano Federazione della Sinistra-Verdi,  in suo ricordo,  
L'iniziativa si svolgerà a Firenze, il prossimo venerdì 17 giugno, dalle ore 14:30, presso la sede del Consiglio Regionale Toscano  di Palazzo Bastogi, via Cavour n. 18.  All'iniziativa abbiamo invitato anche Egidia Beretta Arrigoni, madre di Vittorio, e speriamo fortemente possa essere presente. 
L'idea, è quella di una iniziativa in cui alternare immagini di Vittorio, con filmati curati da Invicta Palestina (con cui siamo già in contatto, e che ci ha assicurato volentieri la sua collaborazione) e letture di suoi scritti, al dibattito più di natura politica (legato anche a Flotilla 2 in partenza a fine giugno). Avremmo pensato di ricordarlo anche attraverso un contributo musicale dei Fiati Sprecati. Comunque, qualsiasi contributo,  in questo senso è più che gradito.
Info  d.vangieri(at)consiglio.regione.toscana.it
 
IN PALESTINA CON GLI AMICI DELLA MEZZALUNA ROSSA
Dal 1° al 10 luglio
Dieci giorni nei Territori palestinesi per conoscere dall’interno la vita e la cultura della Terra di Palestina.
Visiteremo Gerusalemme, Betlemme, Hebron, Nazareth, Jerico, Nablus, Sabastia, Ramallah, Jenin, Qalquilia, Tulkarem, villaggi e campi profughi, vedremo da vicino l’ingiuria delle colonie illegali, dei check point e del muro dell’apartheid.
Conosceremo luoghi ricchi di cultura e di storia, parleremo con rappresentanti della società civile e delle istituzioni, entreremo nelle case dei bimbi che abbiamo adottato a distanza e sentiremo le voci di speranza e di denuncia di donne e uomini che chiedono giustizia e pace.
Sarà un viaggio in cui cercheremo di unire alla solidarietà politica e umana l’interesse culturale e la curiosità verso usi e tradizioni che costituiscono parte dell’identità palestinese.
Il costo comprensivo di volo A/R Fiumicino Tel Aviv, albergo in stanza doppia, trasporti, interpreti, guide ecc. è di 1.200 euro.
Le iscrizioni si chiudono il 2 giugno, il numero massimo di partecipanti è 20 e verrà data priorità alle iscrizioni secondo l’ordine cronologico.
 Nella prima decade di giugno gli iscritti s’incontreranno con gli organizzatori per avere il programma dettagliato, per versare la caparra di 300 euro, per avere eventuali chiarimenti e… per conoscersi.
Se avete bimbi in adozione e volete mandare un regalo, una lettera, una foto, ma non potete venire in Palestina, mettetevi in contatto con noi e ci faremo latori del vostro pensiero.
Per informazioni più dettagliate e per le iscrizioni contattate esclusivamente questo indirizzo:
info(at)palestinamezzalunarossa.org
oppure telefonate ai numeri 347.6090366  o  347.1654654
Chi non è mai stato in Palestina scoprirà che anche solo dieci giorni sono sufficienti per capire quanta ipocrisia circonda la realtà palestinese e quanto sia urgente dire al mondo “adesso basta”
 
 
CON LA FREEDOM FLOTILLA
PER LA FINE DELL’ASSEDIO DI GAZA
Una colomba della pace in volo verso Gaza
di Geraldina Colotti il manifesto, 15 maggio 2011
In diecimila hanno sfilato ieri per sostenere le navi solidali che partono a giugno
Circa diecimila persone hanno sfilato sabato a Roma dietro la bandiera della Freedom Flotilla - una colomba della pace protesa sull'oceano, disegnata da Vauro - e nel nome di Vittorio Arrigoni, l'attivista ucciso a Gaza dopo il sequestro lampo compiuto da un gruppo «salafita»: «con Vittorio nel cuore», recitava il primo striscione. Una manifestazione indetta per sostenere il gruppo di navi solidali che salperà alla volta di Gaza a fine giugno: nel nome di Vik e anche di Stefano Chiarini, giornalista de il manifesto prematuramente scomparso a cui è dedicata una nave.
In piazza, molte le associazioni umanitarie come Gazzella onlus che si occupa di adozioni a distanza. Tanti i simboli dei gruppi, dei partiti e dei movimenti (da Rifondazione comunista, al Partito dei lavoratori, a quello dei Carc). Qua e là gruppetti di giovani reggono un volantino con un indirizzo Facebook: «Il nostro gruppo - dice Monia -, si chiama Gaza voice ed è nato dopo l'assassinio di Vik, che conoscevamo, per sostenere la Flotilla a cui lui avrebbe dovuto partecipare». Da Pesaro, Aurora e Vincenzo, del Prc, hanno fondato su Facebook il gruppo We are all on the Freedom Flotilla. Stella regge la bandiera del May day - sfondo giallo con una miriade di pesciolini neri - «i movimenti - afferma - sono come tanti piccoli pesci contro un nemico agguerrito, che però si muovono insieme in una successione di piccole conquiste quotidiane. Come i pescatori palestinesi».
Sfilano tutte le organizzazioni palestinesi, che interverranno sul palco a Piazza Navona, a conclusione della manifestazione. Ci sono anche i Comitati refererendari per l'acqua bene comune e contro il nucleare. Sfilano gli Ebrei contro l'occupazione, che durante il corteo sono stati aggrediti verbalmente da un anziano israeliano (ma la situazione è rimasta sotto controllo grazie all'efficienza del servizio d'ordine). Manifestano anche gli Statunitensi per la pace e la giustizia: «Siamo qui - dice Patrick - per protestare contro lo strapotere di uno stato che da sessant'anni si permette di tutto e contro l'inerzia delle potenze internazionali. Contro l'imperialismo europeo che in Libia ha rialzato la testa. Dalla prima guerra contro l'Iraq noi manifestiamo negli Usa. Siamo migliaia ma i giornali non ne parlano».
Vicino alla bandiera dei Carc, c'è il senegalese Madiaw, uno di quelli che dai primi di maggio occupano il Duomo di Massa «Sono venuto - dice - per portare la solidarietà di tutti noi, 311 truffati dalle leggi del governo e colpiti dal reato di clandestinità, ai fratelli palestinesi». Solidarietà contro l'apartheid e l'assedio di Gaza : «Dai paesi arabi all'America latina, la resistenza dei popoli indica che l'umanità si trova al bivio tra socialismo e barbarie - dice Andrea - anche per questo sabato prossimo saremo a Massa per sostenere la manifestazione dei migranti.
Delle rivolte nel mondo arabo parla anche Mamon, giovanissimo palestinese originario di Bisan: una città occupata dal '48 che non ha mai visto perché è nato profugo in Giordania: «Domani (oggi, ndr) è il giorno della Nahba - dice -, la catastrofe del '48 che ha scacciato i palestinesi dalle loro case. Mio nonno e mio padre hanno conservato la mappa delle loro terre e la chiave di casa. Dal confine giordano, io guardo la mia casa. Ci vorrà tempo, ma un giorno ritorneremo. I giovani arabi hanno dato l'avvio a un periodo bellissimo. Nel giorno della Nahba, in Giordania 40.000 persone manifesteranno al confine».
Il governo Berlusconi - afferma Sergio Cararo del Forum Palestina - ha sostenuto «che la Flotilla non lavora per la pace e ha nuovamente ricordato che Israele è l'unico paese mediorientale amico dell'Occidente. Nel mese di giugno si terrà a Roma un vertice intergovernativo tra il governo italiano e quello israeliano. Nello stesso periodo, dal 12 al 23, l'ambasciata israeliana porterà a Milano un mega progetto dal titolo Israele che non ti aspetti. Noi saremo lì a protestare contro l'occupazione del Duomo di Milano. E per questo, a Milano abbiamo indetto per il 28 maggio un'assemblea nazionale e altre iniziative contro l'apparato israeliano, che teme la solidarietà internazionale, obiettivo principale della Flotilla».

 
 
 
 
 
CONOSCERE NELLA SOLIDARIETA’:
VENITE IN PALESTINA E ISRAELE
18 – 26 luglio 2011 accompagnati da Luisa Morgantini, già Vice Presidente Parlamento Europeo
Durante il nostro soggiorno, viaggeremo attraverso i Territori Palestinesi Occupati e Israele, per villaggi, città, campi profughi.
Jaffa,  Tel Aviv, Haifa, Ramallah, Hebron, Betlemme, Nablus, Gerico e la Valle del Giordano, i villaggi di Bili’in, Nili’in, At Tuwani, Gerusalemme: luoghi pieni di fascino e storia, ma anche pervasi dal dolore e dall’ingiustizia della illegalità dell’occupazione militare israeliana. Nel nostro cammino conosceremo la speranza, la forza e la grande umanità di uomini e donne palestinesi, israeliani e internazionali, che resistono pacificamente e quotidianamente all’occupazione, rispondendo alla forza militare con la nonviolenza, e battendosi per la fine dell’occupazione ed una pace equa e giusta.
Chiederemo di poter entrare a Gaza, ancora sotto assedio, e continueremo a chiedere la fine del blocco imposto alla popolazione civile.
Sono ormai moltissimi anni che organizziamo viaggi di conoscenza in Israele e in Palestina, un “andare e tornare” che prosegue sin dalla prima Intifadah. per contribuire a  tenere aperta la strada per la libertà e l’indipendenza del popolo palestinese, per una pacifica coesistenza tra i due popoli. Al ritorno ci troveremo ancora per raccontare e per essere messaggeri del diritto di tutte e tutti alla libertà, alla dignità e all’autodeterminazione.
Il costo complessivo del nostro viaggio sarà di 1.200 euro, incluso il biglietto aereo a/r, la camera d’albergo (doppia), assicurazione, colazione e cena, oltre a guide e trasporti sul posto.
Le partenze e i ritorni sono da Roma Fiumicino con possibilità di connessione da altri aeroporti nazionali.
ISCRIVETEVI SUBITO!
Per info e prenotazioni: 
lmorgantiniassopace(at)gmail.com
tel. 348 3921465 – 370 1055770 –   0686895520
www.assopace.org

 
SCUDI UMANI PER PROTEGGERE I PESCATORI PALESTINESI
Si apre oggi, 20 aprile, la Sesta Conferenza Annuale di Bil’in sulla Resistenza Popolare. E’ dedicata alla memoria di Vittorio Arrigoni, pacifista.
All`apertura  della conferenza,  in collegamento con Gaza, verrà resa pubblica una nuova iniziativa di resistenza non violenta, alla cui organizzazione Vittorio aveva intensamente collaborato: una barca  con a bordo attivisti internazionali  assolutamente disarmati accompagnerà i pescherecci di Gaza nelle loro battute di pesca per  monitorare e documentare le azioni delle  motovedette israeliane, che usualmente ed arbitrariamente attaccano i pescherecci con raffiche di mitragliatrici.
Le norme internazionali   stabiliscono in 20 miglia il limite delle acque territoriali, ma Israele pretende che i pescherecci palestinesi non si allontanino per più di 2 miglia dalla costa. I pescherecci che per poter pescare (entro le due miglia il pescato sarebbe scarsissimo)  superano  le due miglia vengo sistematicamente mitragliati.
La Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese ha da tempo aderito a questa iniziativa la sosterrà in tutti i modi possibili.  Ha già informato   il sottosegretario Gianni Letta nell’incontro avuto il 14 aprile scorso, chiedendo, anche  a tutela dei nostri concittadini  che  saranno a bordo della barca dei pacifisti,  che il governo italiano faccia nei confronti di quello israeliano i passi necessari per richiamarlo al rispetto delle leggi internazionali.

Nino Lisi - Rete Romana di solidarietà con il Popolo Palestinese
 
VITTORIO ARRIGONI
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
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