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il manifesto 2013.02.01 - 02 LA PAGINA 3
 
DirittiPer i giudici amministrativi la maggiorazione del 7% destinata ai gestori come remunerazione per il capitale investito andava abolita. Intanto l'Autorità si inventa un nuovo balzello
Illegittimo a ogni costo
ARTICOLO - Leo Lancari ROMA

ARTICOLO - Leo Lancari ROMA
Il Consiglio di Stato boccia le bollette dell'acqua: «Non tengono conto della volontà espressa dai cittadini» con il referendum. E soprattutto hanno maggiorazioni non dovute
ROMA
Nell'ultimo anno a mezzo gli italiani hanno pagato bollette dell'acqua appesantite da un rincaro del 7% destinato ai gestori. Un rincaro giudicato adesso illegittimo dal Consiglio di Stato, convinto che non sia stata rispettata la volontà espressa dagli italiani quando, con i referendum di giugno del 2011, oltre a pronunciarsi contro la privatizzazione dell'acqua decisero di abrogare anche la remunerazione del capitale investito dai gestori. Per l'appunto quel 7% che da 18 mesi rende ingiustamente più pesanti le bollette.
Quello espresso dai giudici di palazzo Spada è un parere destinato ad avere conseguenze immediate sulle tasche dei cittadini e degli oltre cento gestori (per parlare solo dei principali) che ora potrebbero essere costretti a rimborsare il tributo incassato. Potrebbero, perché come spesso accade con le cose italiane, un nuovo balzello è già stato preparato dall'Autorità per l'Energia elettrica e il gas, a cui spetta il compito di formulare le tariffe dell'acqua. Ma andiamo con ordine.
A giugno del 2011 27 milioni di italiani decidono che l'acqua deve essere un bene pubblico e che la quota pagata ai privati per gli investimenti fatti - il famoso 7% previsto dal comma 1 dell'articolo 154 decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 - va abrogata. Un mese dopo, il 21 luglio del 2011, l'esito del referendum diventa ufficiale. Da quel momento, in teoria, la voce che sulla bollette indica la remunerazione del capitale investito non avrebbe dovuto esserci più, ma così non è stato.
Nel frattempo l'Autorità per l'energia e il gas, chiamata a fissare le nuove tariffe dell'acqua, chiede al Consiglio di Stato come comportarsi con quella maggiorazione che continua a gonfiare le bollette degli italiani. E in attesa che i giudici amministrativi si pronuncino alla fine dell'anno scorso, il 28 dicembre, fissa i nuovi prezzi inserendo nelle bollette una voce nuova: relativa questa volta agli oneri finanziari calcolati in un 6,4% destinato sempre ai gestori. E come se non bastasse stabilisce la retroattività delle nuove tariffe.
Il parere del Consiglio di Stato adesso dà ragione a quanti, come il Forum del movimenti per l'acqua, hanno sempre sostenuto l'illegittimità del balzello. E che adesso si preparano a contestare anche la nuova tassa decisa dall'Autorità. «Quello che i cittadini hanno pagato è illegittimo e i gestori non hanno più alibi: devono ricalibrare le bollette», commentava ieri il Forum dopo il parere espresso dal Consiglio di Stato. Proprio per contestare quel 7% indebito nei mesi scorsi è stata organizzata una campagna di «obbedienza civile» alla quale hanno aderito decine di migliaia di famiglie che, al momento di pagare la bolletta, detraggono la percentuale ritenuta ingiusta.
La battaglia adesso potrebbe spostarsi proprio sulla nuova tariffa decisa dall'Autorità che, per il Forum, altro non sarebbe che il vecchio tributo «reintrodotto sotto mentite spoglie». Contro il quale stanno già preparando un ricorso al Tar della Lombardia. «La decisione del Consigli di Stato - prosegue il Forum - rafforza la necessità di rispettare il referendum e delegittima le scelte che hanno guidato l'Autorità nella formulazione delle nuove tariffe».

Foto: IN PIAZZA PER IL RISPETTO DEI REFERENDUM SULL'ACQUA /FOTO EMBLEMA

 
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