Edizione html
il manifesto 2013.02.01 - 04 POLITICA & SOCIETÀ
Eurispes/IL RAPPORTO 2013 FOTOGRAFA COME CAMBIA L'ITALIA IN PIENA CRISI
Il paese è sempre più povero I cervelli scappano all'estero
ARTICOLO - Giorgio Salvetti MILANO
ARTICOLO - Giorgio Salvetti MILANO
Triplicati i ricercatori che vanno all'estero, mentre a casa un cittadino su due dichiara di non riuscire a sostenere la famiglia
MILANO
Sempre più poveri e più vecchi. Costretti a indebitarsi e a risparmiare su tutto. E' questa la fotografia scattata dall'ultimo rapporto dell'Eurispes presentato ieri. Come sempre si tratta di uno spaccato che indaga la società italiana sotto molti punti di vista diversi, quello economico innanzi tutto, ma anche quello delle abitudini e degli orientamenti che cambiano in tempo di crisi. Una situazione esplosiva che, secondo il presidente di Eurispes, Gian Maria Fara, può comportare addirittura «un rischio di derive eversive» e «una stagione di conflitti la cui ampiezza, profondità e i possibili esiti non sono oggi valutabili».
Fuga di cervelli
Mentre la spesa per la ricerca rimane invariata all'1,26% del Pil, sono sempre di più i ricercatori che emigrano all'estero. Eurispes riprende i dati dell'Istat: tra coloro che hanno conseguito il dottorato di ricerca tra il 2004 e il 2006, il 7% nel 2010 ha lasciato l'Italia e il 13% ha intenzione di farlo entro un anno. Dal 2002 al 2011 i «cervelli in fuga» sono triplicati, soprattutto verso la Germania, il Regno Unito, la Francia, gli Stati uniti e il Brasile. Intanto il numero dei ricercatori che riesce a lavorare senza lasciare il paese continua a diminuire, in tutto sono 225.632 con un calo dello 0,4% rispetto al 2009. Eurispes, inoltre, cita anche uno studio del Boureau of economic resarch che prende in considerazione il saldo nei vari paesi tra ricercatori in entrata e in uscita. Il 16,2% degli italiani cerca fortuna all'estero contro il 3% di stranieri che trovano lavoro nei nostri centri di ricerca. Totalmente opposta la situazione in Germania, Svizzera e Svezia, che registrano un saldo attivo, come anche la Francia (+4,1%) e la Gran Bretagna (+ 7,8%).
Italiani low cost
Chi rimane in patria, invece, è sempre più costretto a stringere la cinghia. Il 60,5% degli italiani per vivere deve intaccare i propri risparmi. L'80% dichiara che la situazione economica è peggiorata e per il 52,8% continuerà a peggiorare. Due terzi della popolazione pensa di non riuscire a mettere da parte nulla nel prossimo anno. Il 53,3% dice di non riuscire più a sostenere adeguatamente la propria famiglia. Il 35,7% della popolazione negli ultimi tre anni ha dovuto chiedere un prestito (+9,5% rispetto allo scorso anno). Tra questi, il 62,3% è servito per pagare debiti precedenti. Nel 27,8% dei casi si ricorre a un prestito per la casa, ma nel 22,6% lo si fa per riuscire a pagare le spese mediche. Raddoppia e sale al 14,4% il numero di coloro che si indebitano con privati e che quindi rischiano di cadere vittima dell'usura. Inoltre si registra un boom dei «Compro oro», i negozi a cui si rivendono letteralmente i gioielli di famiglia, a loro si è rivolto il 28,1% dei cittadini contro l'8,5% dell'anno passato.
Il 63,4% degli italiani denuncia che il proprio potere d'acquisto è diminuito. Per questo si taglia su tutto, dai regali (90%) ai ristoranti (86,7%), alle uscite in generale (91,4% contro il 73,1 del 2012). Crescono coloro che devono ricorre a lavoretti saltuari (26,8%), mentre il 69,2% denuncia di soffrire la pressione fiscale e il 75% considera l'Imu una tassa ingiusta. Il 21% dei lavoratori per trovare occupazione ha chiesto una raccomandazione. E il 30%, anche se ha un impiego, deve continuare a chiedere aiuto alla famiglia.
Famiglie a pezzi
La crisi impatta sulle famiglie che sono sempre più in difficoltà. Da diversi anni i matrimoni diminuiscono e le separazioni aumentano al ritmo del 2-3% all'anno. La separazione comporta l'impoverimento di entrambi i partner e di conseguenza dei 100 mila figli che ogni anno vedono i genitori separarsi. Ma a pagare il prezzo più alto sono gli uomini. I padri separati sono circa 4 milioni e fra questi 800 mila rasentano la soglia di povertà.
Temi etici
Ma il rapporto Eurispes riserva anche una sorpresa. Sui temi etici gli italiani sembrano molto più liberali e progressisti della politica. Sono sempre di più i cittadini favorevoli al divorzio, alla tutela giuridica delle coppie di fatto e alla pillola abortiva. Ma anche al testamento biologico (77%), all'eutanasia (64,6%) e alla fecondazione assistita (79,4%).
Sempre più poveri e più vecchi. Costretti a indebitarsi e a risparmiare su tutto. E' questa la fotografia scattata dall'ultimo rapporto dell'Eurispes presentato ieri. Come sempre si tratta di uno spaccato che indaga la società italiana sotto molti punti di vista diversi, quello economico innanzi tutto, ma anche quello delle abitudini e degli orientamenti che cambiano in tempo di crisi. Una situazione esplosiva che, secondo il presidente di Eurispes, Gian Maria Fara, può comportare addirittura «un rischio di derive eversive» e «una stagione di conflitti la cui ampiezza, profondità e i possibili esiti non sono oggi valutabili».
Fuga di cervelli
Mentre la spesa per la ricerca rimane invariata all'1,26% del Pil, sono sempre di più i ricercatori che emigrano all'estero. Eurispes riprende i dati dell'Istat: tra coloro che hanno conseguito il dottorato di ricerca tra il 2004 e il 2006, il 7% nel 2010 ha lasciato l'Italia e il 13% ha intenzione di farlo entro un anno. Dal 2002 al 2011 i «cervelli in fuga» sono triplicati, soprattutto verso la Germania, il Regno Unito, la Francia, gli Stati uniti e il Brasile. Intanto il numero dei ricercatori che riesce a lavorare senza lasciare il paese continua a diminuire, in tutto sono 225.632 con un calo dello 0,4% rispetto al 2009. Eurispes, inoltre, cita anche uno studio del Boureau of economic resarch che prende in considerazione il saldo nei vari paesi tra ricercatori in entrata e in uscita. Il 16,2% degli italiani cerca fortuna all'estero contro il 3% di stranieri che trovano lavoro nei nostri centri di ricerca. Totalmente opposta la situazione in Germania, Svizzera e Svezia, che registrano un saldo attivo, come anche la Francia (+4,1%) e la Gran Bretagna (+ 7,8%).
Italiani low cost
Chi rimane in patria, invece, è sempre più costretto a stringere la cinghia. Il 60,5% degli italiani per vivere deve intaccare i propri risparmi. L'80% dichiara che la situazione economica è peggiorata e per il 52,8% continuerà a peggiorare. Due terzi della popolazione pensa di non riuscire a mettere da parte nulla nel prossimo anno. Il 53,3% dice di non riuscire più a sostenere adeguatamente la propria famiglia. Il 35,7% della popolazione negli ultimi tre anni ha dovuto chiedere un prestito (+9,5% rispetto allo scorso anno). Tra questi, il 62,3% è servito per pagare debiti precedenti. Nel 27,8% dei casi si ricorre a un prestito per la casa, ma nel 22,6% lo si fa per riuscire a pagare le spese mediche. Raddoppia e sale al 14,4% il numero di coloro che si indebitano con privati e che quindi rischiano di cadere vittima dell'usura. Inoltre si registra un boom dei «Compro oro», i negozi a cui si rivendono letteralmente i gioielli di famiglia, a loro si è rivolto il 28,1% dei cittadini contro l'8,5% dell'anno passato.
Il 63,4% degli italiani denuncia che il proprio potere d'acquisto è diminuito. Per questo si taglia su tutto, dai regali (90%) ai ristoranti (86,7%), alle uscite in generale (91,4% contro il 73,1 del 2012). Crescono coloro che devono ricorre a lavoretti saltuari (26,8%), mentre il 69,2% denuncia di soffrire la pressione fiscale e il 75% considera l'Imu una tassa ingiusta. Il 21% dei lavoratori per trovare occupazione ha chiesto una raccomandazione. E il 30%, anche se ha un impiego, deve continuare a chiedere aiuto alla famiglia.
Famiglie a pezzi
La crisi impatta sulle famiglie che sono sempre più in difficoltà. Da diversi anni i matrimoni diminuiscono e le separazioni aumentano al ritmo del 2-3% all'anno. La separazione comporta l'impoverimento di entrambi i partner e di conseguenza dei 100 mila figli che ogni anno vedono i genitori separarsi. Ma a pagare il prezzo più alto sono gli uomini. I padri separati sono circa 4 milioni e fra questi 800 mila rasentano la soglia di povertà.
Temi etici
Ma il rapporto Eurispes riserva anche una sorpresa. Sui temi etici gli italiani sembrano molto più liberali e progressisti della politica. Sono sempre di più i cittadini favorevoli al divorzio, alla tutela giuridica delle coppie di fatto e alla pillola abortiva. Ma anche al testamento biologico (77%), all'eutanasia (64,6%) e alla fecondazione assistita (79,4%).
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah. Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
in edicola
sabato 15 diceMbre
sabato 15 diceMbre
La malattia della velocità
La battaglia per l’orario di lavoro non esaurisce la questione del rapporto problematico che le società occidentali contemporanee hanno con la tirannia dell’orologio.
di Mona Chollet
di Mona Chollet
In edicola
da giovedì 13 dicembre
da giovedì 13 dicembre
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique

IN VENDITA NELLO STORE
MANIBLOG
LANAVIGAZIONE
• home • in edicola • attualità
• dossier • multimedia
• eventi • lettere • area abbonati
• abbonamenti • info • privacy
• dossier • multimedia
• eventi • lettere • area abbonati
• abbonamenti • info • privacy
ILSITO
Nicola Bruno
contatti
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
consiglio di amministrazione Benedetto Vecchi (presidente),
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it




• 