domenica 17 febbraio 2013
invia per email
Segnala l'articolo
al seguente indirizzo email



 
ricerca nella sezione attualità
inserisci la parola da cercare
 
utility
invia per email
condividi

 
ricerca stampa
Edizione html
il manifesto 2013.02.02 - 14 LETTERE
 
Sbilanciamoci .info Il bilancio espansivo che servirebbe all'Europa in crisi
ARTICOLO

ARTICOLO
Sergio Bruno Le politiche di austerità dell'Europa fanno da cornice alla discussione di Sbilanciamoci.info sulla "rotta d'Italia". Per l'Europa esiste però un'altra proposta, politicamente molto più appetibile. Quella di stimolare un movimento, che parta dal basso e tenda a coinvolgere il Parlamento europeo e le forze di sinistra e sindacali in modo trasversale in Europa, che abbia come obiettivo la creazione di un vero "bilancio federale europeo" (i nomi contano), che punti a crescere gradualmente fino a coinvolgere il 10% del Pil europeo. Tale bilancio dovrebbe essere alimentato non solo da entrate automatiche da talune imposte o da una Tobin tax europea, ma anche da deficit monetizzati direttamente dalla Bce (...). Inizialmente, lo stesso risultato potrebbe essere parzialmente conseguito stabilendo opportune triangolazioni con la Bei.
Tale bilancio dovrebbe essere riservato al finanziamento di beni pubblici di rango europeo (ricerca, educazione universitaria, salute, ambiente) e di politiche industriali, organizzate intorno a programmi rivolti a fare dell'Europa un polo competitivo planetario. Si può riprendere il discorso dell'Europa della conoscenza, destinandovi risorse non marginali. La scommessa deve essere grossa, suscitare entusiasmo, creare ottimismo.
Occorre inoltre, complementariamente, ricondurre le banche alla loro funzione più naturale, ancorché non esclusiva, di finanziare gli investimenti in attività direttamente produttive, consentendo al contempo che i bassi tassi di interesse praticati dalla Bce nei confronti delle banche si traducano in tassi bassi anche per i destinatari dei prestiti. A questo fine occorrono poche cose, semplici ma scandalose.
La prima è che alle banche venga fatto obbligo di detenere una quota degli impieghi nella forma di crediti alle attività produttive in campo reale, in particolare industriale e agricolo, predisponendo al contempo qualche accorgimento intelligente, ad esempio che le banche che hanno impieghi industriali in eccesso sul vincolo possano "vendere" alle banche sotto quota dei vouchers usabili per il rispetto del vincolo. Occorrerebbe anche ammettere che per le istruttorie le banche possano rivolgersi ad agenzie specializzate in tali tipi di investimento. La quota obbligatoria dovrebbe essere modulata in funzione della congiuntura e delle politiche industriali europee.
Andrebbero al contempo costituiti, con interventi pubblici, fondi di garanzia specializzati per i diversi tipi di credito. In tal modo le banche non potrebbero più invocare un premio eccessivo sui prestiti con la scusa del rischio, sicché gli effetti dei bassi livelli del tasso di sconto si dovrebbero trasferire all'economia reale, quanto meno in presenza di un controllo antitrust efficace. I costi pubblici di tali interventi sarebbero bassi, visto che il rischio a carico di un canestro di crediti è minore di quello dei singoli crediti.
La versione completa dell'articolo è su www.sbilanciamoci.info
 
[stampa]
 
 
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah.  Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
 in edicola
sabato 15 diceMbre
 
La malattia della velocità
La battaglia per l’orario di lavoro non esaurisce la questione del rapporto problematico che le società occidentali contemporanee hanno con la tirannia dell’orologio.
di Mona Chollet
 
 
In edicola
da giovedì 13 dicembre
GANGBANG
40 anni
tradotti in fumetti
 IN VENDITA NELLO STORE
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique
 
    IN VENDITA NELLO STORE
RECENSIONI
 
 
PROGRAMMI

 
 
 
 
ILSITO
implementazione e sviluppo
Mir
hanno partecipato
Gianni Fotia [ab&c]
Raffaele Mastrolonardo
Nicola Bruno
contatti
 
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
 
consiglio di amministrazione   Benedetto Vecchi (presidente),
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
 
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
 
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
 
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it